Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/520

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[p. 39 modifica] abbia parte in questo, almeno principalmente. Noi vediamo perire tutto giorno senza ripugnanza o cura d’impedirlo mille cose di cui non facciamo conto (17 gennaio 1821).


*    Alla p. 468. Oltre che nella Salita di Ciro l’autore parla di Senofonte con un tale temperamento di modestia e di amore, col quale chiunque conosca il cuore umano, leggendo la detta opera, riconosce a prima vista che l’uomo non parla né può parlare, se non di se stesso (17 gennaio 1821).