Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/543

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[p. 52 modifica] Frontone (Ad M. Caesar., l. I, epist. 8, ediz. principe, pag. 58-61), [p. 53 modifica]simile in parte ad un altro nelle Lodi della Negligenza (pag. 371) (22 gennaio 1821).


*    La superiorità della natura su la ragione e l’arte, l’assoluta incapacità di queste a poter mai supplire a quella, la necessità della natura alla felicità dell’uomo anche sociale e l’impossibilità precisa di rimediare alla mancanza o depravazione di lei, si può vedere anche nella considerazione dei governi. Piú si considera ed esamina a fondo la natura, le qualità, gli effetti di qualsivoglia immaginabile governo; piú l’uomo è saggio, profondo, riflessivo, osservatore, istruito, esperto; piú conchiude e risolve con piena certezza, che nello stato in cui l’uomo è ridotto, non già da poco, ma da lunghissimo tempo e dall’alterazione depravazione e perdita della società (non dico natura) primitiva in poi, non c’è governo possibile che non sia imperfettissimo, che non racchiuda essenzialmente i germi del male e della infelicità maggiore o minore de’ popoli e degli individui; non c’è né c’è stato