Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/778

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[p. 180 modifica] fossero e in proporzione che la nostra indolenza e infingardaggine presente è opposta alla energia ed attività passata. Cosí la lingua italiana perde il vantaggio dello spazio che avea guadagnato per valore de’ suoi antichi e primi padri sopra le altre lingue, e queste, correndo piú velocemente che mai, fra tanto che la nostra siede e dorme, riguadagneranno tutto lo spazio perduto per la inerzia de’ loro antichi, arriveranno ben presto la nostra e la passeranno. E la nostra non solo non sarà piú né superiore né uguale alle altre cólte moderne, ma tanto inferiore, che, divenuta impotente, e buona solo a parlare o scrivere ai bisavoli, o non saprà esprimer niente del bisognevole né parlare e scrivere in nessun modo ai contemporanei; o lo farà (come già lo fa per quel poco che parla e scrive delle cose e cognizioni moderne, o per quello che ne dice non del suo, ma copiando o seguendo gli stranieri) invocando l’altrui soccorso, [p. 181 modifica]servendosi degl’istrumenti e mezzi altrui, e quasi trasformandosi