Pensieri e giudizi/IV/XXI

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XXI.

18 settembre 1908.

Rinnovare le basi scientifiche e morali della vita civile è l’intento ideale della nuova età. Il Pensiero laico ravvivato dalla filosofia positiva è stato la fiaccola fra le tenebre, ed ha segnato d’un solco luminoso la Storia.

È tempo finalmente che la fiaccola si muti in fiamma purificatrice e divori i propugnacoli estremi del Dogma.

[p. 97 modifica]La scuola laica sia la base del nuovo edificio. Alla chiesa della menzogna e dell’impostura si contrapponga la scuola del vero e della libertà; alla religione, la morale; al sillabo, il libero esame; agli dèi falsi e bugiardi, i diritti e i doveri degli uomini. Occorre, anzi tutto, insegnare al popolo, ansioso di liberi istituti, che per meritare la libertà è indispensabile essere onesti; che la vita è missione di fratellanza e di amore; che il bene di ciascuno sta nel bene di tutti; che, in fin dei conti, l’essere buoni e virtuosi torna più utile ch’essere malvagi e cattivi.

Questo deve inculcare, con la voce, con gli scritti e più con l’esempio, al popolo impaziente, chi ha tratto qualche ammaestramento dai buoni libri, dallo studio degli uomini e dalla esperienza della vita.

Se la tristizia dei tempi, la forza e la perfidia dei nemici lo soverchieranno, non taccia, non traccheggi, non patteggi: cada sul campo di battaglia, su le sue orme, avvolto nella propria bandiera. Certe sconfitte sono preludi infallibili di non lontane vittorie. La Giustizia potrà essere ritardata da nuove sante Alleanze, ma finalmente trionferà:

O presagita in ogni età, da ogni
    Libero cor sentita,
Giustizia, idea che non in ciel tra’ sogni
    Ma in terra hai vita,

Tu vincerai, pur che a lusinghe oscene
    Di regi avventurieri,

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Pur che a salmi di mistiche Sirene
    Le orecchie inceri;

Redimerai tu la falange oscura
    Dei faticanti oppressi,
Ma cinta sol di tua virtù, ma pura
    L’ibridi amplessi.