Pescatori d'Islanda/Parte III/Capitolo XVII

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Capitolo XVII

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Pierre Loti - Pescatori d'Islanda (1886)
Traduzione dal francese di Carlo De Flaviis (1911)
Capitolo XVII
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Capitolo Diciassettesimo.


Egli le accompagnava fino alla loro abitazione; andavano tutti come seguendo il feretro di quel gran gatto ed ispirava burlesca curiosità questo corteo; alcuni ridevano lungo la vita.

La vecchia Jvonne, in mezzo, portava la bestia; Gaud a destra turbata e tutta rossa, e il grande Yann a sinistra con la testa alta e pensieroso.

La povera vecchia si era quasi calmata camminando, essa stessa si era ripettinata, e senza dir niente, cominciava ad osservare sott’occhio or l’un or l’altro. [p. 112 modifica]Gaud parlava temendo di dare a Yann un’occasione per salutarle; avrebbe voluto restare sotto quel dolce sguardo che riceveva da lui, e camminare con gli occhi chiusi per non veder altro, camminare così lungamente al suo lato come in sogno, e non arrivare mai alla casetta vuota e oscura dove tutto sarebbe finito.

Alla porta egli ebbe uno di quegli istanti d’indecisione, durante i quali il cuore sembra cessi di battere. La vecchia nonna, entrò senza voltarsi, poi Gaud esitante e Yann, in ultimo. Egli era in casa loro per la prima volta nella sua vita; senza scopo probabilmente. Che cosa poteva volere?....

Nell’entrare i suoi occhi avevano incontrato il ritratto di Silvestro nella sua piccola corona mortuaria in perle nere, e vi si era avvicinato lentamente come ad una tomba.

Gaud era rimasta in piedi, con le mani appoggiate alla tavola. Egli ora guardava intorno a sè, come indagando su la loro povertà. Era infatti assai povera la casa delle due abbandonate quantunque ben aggiustata e molto pulita. Forse egli vedendola in tanta miseria proverebbe un poco di pietà per lei. Della passata ricchezza non vi era che il letto, il bel letto di signorina, e involontariamente gli occhi di Yann vi si posarono.

Egli non parlava.... Perchè non se ne andava?... La vecchia nonna che nei suoi momenti lucidi, era sempre cosi furba, sembrava non fare attenzione a lui. Dunque essi restavano in piedi l’uno davanti l’altra, muti ed ansiosi, guardandosi come per un’interrogazione suprema.

Ma il tempo passava ed essi si guardavano sempre più profondamente come nell’aspettativa solenne di qualche cosa d’insolito che dovesse fatalmente accadere.

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— Gaud, domandò lui a mezza voce, grave, se voi volete sempre [p. 113 modifica]Che cosa stava per dire? S’indovinava qualche grande decisione, brusca come erano le sue, presa là tutt’a un tratto, osando a pena ad essere formulata.

— Se voi volete sempre.... La pesca è stata venduta bene quest’anno, ed ho un poco di danaro....

Se ella voleva sempre! Che cosa le domandava? aveva inteso bene? Ella era annientata davanti l’immensità di ciò che credeva comprendere.

E la vecchia Yvonne dal suo angolo là basso, drizzava l’orecchio sentendo avvicinare la felicità....

— Noi potremmo sposare, signorina Gaud — se voi volete.... .... E poi egli aspettò la sua risposta che non venne. Che cosa poteva impedirle di pronunciare quel sì? Egli si stupiva, aveva paura ed ella se ne accorgeva. Appoggiata con le due mani alla tavola, pallidissima, con gli occhi che si velavano, Gaud era senza voce e rassomigliava ad una morente, ad una bella morente.

— Ebbene, Gaud, rispondi — disse la nonna che si era levata per andare verso di loro. — Ciò la sorprende signor Yann, bisogna scusarla, ella riflette e vi risponderà subito... Sedetevi, e prendete un bicchiere di sidro con noi....

Ma no, Gaud non poteva rispondere, nella sua estasi, nessuna parola le veniva.... Era dunque vero che egli era buono e che aveva cuore. Ora ritrovava il suo Yann tal quale come lo aveva sempre amato, malgrado la sua durezza, malgrado il suo selvaggio rifiuto, malgrado tutto.

Egli l’aveva rifiutata per lungo tempo ed ora l’accettava, povera; era una sua idea, forse, vi era stata qualche ragione che in seguito le avrebbe detto; in quel momento non pensava affatto domandargliela nè a rimproverargli il dolore che le aveva arrecato in quei due anni..:. Tutto era dimenticato, tutto ciò era lontano, non esisteva che quel turbine delizioso che passava sulla sua vita! Sempre muta gli diceva della sua adorazione con i suoi begli [p. 114 modifica]occhigrigi che lo guardavano profondamente, mentre grosse lacrime le cadevano lungo le gote.... — Ah! figli miei, Dio vi benedica, — disse la nonna Moan. Ed anche io debbo ringraziarlo, perchè sono contenta di esser diventata così vecchia, ed aver visto ciò prima di morire....

Essi restavano sempre là, l’uno davanti l’altra, tenendosi per mano e non trovando parola per parlare; non ne conoscevano alcuna che fosse così dolce, da poter essere pronunziata in quel momento, alcuna che fosse degna di rompere il loro delizioso silenzio.

— Abbracciatevi almeno.... E non si dicono niente!.. Oh! Dio mio come siete strani.... Gaud, digli qualche cosa.... Ai miei tempi, quando ci si fidanzava, ci si abbracciava.:..

Yann levò il suo berretto, come preso da un gran rispetto sconosciuto, prima di curvarsi per abbracciare Gaud — e gli sembrò che fosse il primo bacio che aveva dato in tutta la sua vita. Anche ella l'abbracciò, appoggiando con tutto il suo cuore, le sue labbra fresche, inabili alle carezze raffinate, su quella guancia del suo fidanzato che il cuore aveva adorato. In quella pietra del muro il grillo cantava loro la felicità; ed il povero, piccolo ritratto di Silvestro aveva l'aria di sorridere loro dalla lugubre cornice nera.

Nella stanzetta morta tutto sembrò vivificarsi, ringiovanirsi; il silenzio si era riempito di musica divina; anche il crepuscolo pallido d’inverno, che entrava dalla finestra si era trasformato in una luce d’incanti e di fascini — Allora, fanciulli miei, al ritorno dell’Islanda, faremo le nozze, è vero?

Gaud abbassò la testa. L'Islanda, La Leopoldina!... e vero aveva dimenticato tutti quei pericoli messi sul cammino della loro felicità: al ritorno dall’Islanda.... Dio mio, [p. 115 modifica]come sarebbe stata lunga tutta quella estate di aspettativa paurosa.

Contò mentalmente i giorni, per vedere se avessero potuto sposare prima; tanti giorni per riunire le carte, tanti per le pubblicazioni alla Chiesa, e allora sì, se nessuna combinazione fosse sorta, avrebbero avuto tutta una settimana di tempo da restare insieme dopo il matrimonio.

— Me ne vado per avvertire mio padre — concluse infine e scappò via come se i minuti della loro vita fossero contati, misurati e preziosi....