Piccolo mondo moderno/Capitolo settimo. In lumine vitae/X

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Capitolo settimo
In lumine vitae
X

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X.


Poco prima di quella stessa mezzanotte, Jeanne esce quasi furtivamente dal salotto di villa Cerri dove il maestro e una violinista fortissima suonano un turbinoso allegro che va, per le finestre aperte, ai boschi e ai prati della montagna. Esce nelle tenebre fredde, si appoggia alla sbarra che corona il bastione semicircolare sulla fronte della villa. Non sa perchè Piero sia partito; sa che non ha scritto poi, che non vorrebbe più amarlo e invece non può amare altro al mondo, non può pensare [p. 440 modifica]ad altro. Si china verso l’abisso profondo, e piange. Sente ch’è finito, che quell’ultimo baleno di passione è passato invano, più nei sensi che nel cuore di lui. Si dice che forse potrebbe riconquistarlo simulando una conversione, ma che il morire le sarebbe possibile, il mentire no. Dalla nera valle ai suoi piedi risale con lo sguardo l’opposta montagna fino al cielo, trova una fascia di nebbione, l’aperto sereno e le stelle. Da fanciulla credeva in Dio. Sarebbe un dolce rifugio, adesso! Ma come credere in Dio? Come da esseri così mobili, così miseri, così effimeri può essere fondato un Assoluto così grande? Come può essere Dio altro che un desiderio di quello che a noi manca? E se veramente Dio esistesse anche solo come quell’assoluta giustizia di cui Maironi è diventato fanatico, non si dovrebbe vedere questa giustizia in tutto che non dipende, neppure in parte, dalla volontà umana, in tutto che dipende da lei sola? E invece dov’è? Perchè dovrebbe soffrir tanto, lei? Questo amore, se lo è forse dato?

Il pezzo è finito ed ella si ricompone quanto può, rientra, chiede distrattamente:

“Che musica è?„

Suo fratello si scandolezza. Come non ha riconosciuto il primo allegro della Kreutzersonate?

“Lo chiamano un allegro„, soggiunse. “Io [p. 441 modifica]lo chiamo un impasto dei dolori di due anime, quella del piano e quella del violino, dolori che sono necessari per far nascere una cosa grande„.

“Mi pare„, osserva timidamente la signora Cerri parlando a Jeanne “che qualche volta succeda così anche nella vita. Non ti pare?„

Jeanne tace.