R.D. 8 luglio 1923, n. 1726 - Soppressione della circoscrizione circondariale di Bobbio ed aggregazione dei Comuni che ne fanno parte alle circoscrizioni territoriali delle provincie di Genova, Piacenza e Pavia

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Regno d'Italia

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Soppressione della circoscrizione circondariale di Bobbio ed aggregazione dei Comuni che ne fanno parte alle circoscrizioni territoriali delle provincie di Genova, Piacenza e Pavia
1923
G.U. di pubblicazione: 17 agosto 1923, n. 193



Relazione di S. E. il Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’interno, Presidente del Consiglio dei Ministri, a S. M. il Re, in udienza dell’8 luglio 1923, sul decreto relativo alla soppressione del circondario di Bobbio e distribuzione dei Comuni dipendenti.

SIRE,

Nell’affrettato riordinamento delle regioni, eseguito sublto dopo l’unificazione del Regno, il circondario di Bobbio, che precedentemente apparteneva alla Divisione di Alessandria, venne aggregato alla provincia di Pavia, con cui aveva allora scambi e rapporti assai più frequenti che col territorio piacentino, appartenuto per secoli al Ducato di Parma. L’unica strada di comunicazione era quella che, attraverso il Passo del Penice, congiungeva Bobbio con Voghera; non esisteva altra strada per Piacenza o per Genova. Ma l’ulteriore sviluppo delle comunicazioni ed il conseguente incremento dei rapporti commerciali e sociali non potevano tardare a prevalere su quello che costituiva il residuo di antiche e scomparse divisioni politiche. Compiuta la costruzione della grande arteria stradale che, attraverso Bobbio ed Ottone, lungo le valli del Trebbia e del Bisagno, unì Piacenza con Genova, il Po col mare, accelerando intensamente il ritmo di vita di quei paesi situati in una zona montuosa, fino allora quasi inaccessibile, una notevole corrente di traffici e di rapporti venne immediatamente a costituirsi con Piacenza, in cui, specie i Comuni della media Val Trebbia trovarono lo sbocco segnato dalla natura. Pochi Comuni dell’alta Val Trebbia per la vicinanza o per la facilità delle comunicazioni orientarono invece più assiduamente i loro rapporti verso Genova, mentre quelli della Val Straffora, per gli stessi motivi, rimasero attratti verso Voghera e Pavia.

L'evidente necessità che la circoscrizione amministrativa coincida, per quanto è possibile esattamente, con le esigenze del traffici, con le condizioni topografiche e con gli interessi della popolazione consiglia di procedere alla modificazione della circoscrizione circondariale di Bobbio, per distribuirne i Comuni secondo le direttive sopraccennate.

A cio provvede lo schema di decreto, che mi onoro sottoporre alla firma della Maestà Vostra, col quale, ad evitare la necessità di nuove elezioni per i Consigli provinciali di Pavia e di Piacenza, di recente ricostituiti, si dispongono inoltre la transitoria aggregazione in soprannumero al Consiglio di Piacenza dei consiglieri eletti dal mandamento di Bobbio, Ottone e Zavattarello, e le elezioni suppletive nei mandamenti della provincia di Pavia che, per effetto della nuova ripartizione dei consiglieri ai sensi dell’art. 93 della legge comunale e provinciale, aumentino di rappresentanza.

VITTORIO EMANUELE III

PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

RE D’ITALIA


In virtù della delegazione di poteri conferiti al Governo con la legge 3 dicembre 1922, n. 1601;
Veduta la legge comunale e provinciale, testo unico 4 febbraio 1915, n. 148;
Udito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’interno, Presidente del Consiglio dei Ministri;
Abbiamo decretato e decretiamo:

Art. 1.

La circoscrizione circondariale di Bobbio (provincia di Pavia) è soppressa. I Comuni che attualmente ne fanno parte sono distribuiti come segue:
a) Gorreto, Rondanina, Fontanigorda, Rovegno e Fascia, sono aggregati alla provincia di Genova, primo circondario;
b) Ottone, Cerignale, Zerba, Corte Brugnatella, Bobbio, Romagnese, Zavattarello, Trebecco, Ruino, Caminata, sono aggregati alla provincia di Piacenza, primo circondario;
c) Bagnaria, Cella di Bobbio, Fortunago, Menconico, Pregola, Sagliano di Crenna, Sant’Albano di Bobbio, Santa Margherita di Bobbio, Val di Nizza, Valverde, Varzi, restano uniti alla provincia di Pavia e sono aggregati al circondario di Voghera.

Art. 2.

Con successivi decreti, da promuoversi dai Ministri competenti, verranno approvati i progetti che dovranno concordarsi fra le rappresentanze provinciali di Piacenza, Genova e Pavia, relativamente alla separazione del patrimonio ed al reparto delle attività e passività; sarà variata, in quanto sia necessario, la circoscrizione dei mandamenti agli effetti degli articoli 92 e seguenti della legge comunale e provinciale, testo unico 4 febbraio 1915, n. 148, e sarà provveduto a quant’altro occorra per l’applicazione del presente decreto.

Art. 3.

Effettuata la variazione delle circoscrizioni mandamentali, ai sensi dell’articolo precedente, i prefetti di Piacenza, Genova e Pavia provvederanno alla nuova ripartizione dei consiglieri delle rispettive Provincie per mandamenti, a termini dell’art. 92 della legge comunale e provinciale. Nondimeno, fino alla integrale rinnovazione dei Consigli delle Provincie suddette, i consiglieri eletti dai mandamenti di Zavattarello, Ottone e Bobbio rimarranno aggregati al Consiglio provinciale di Piacenza. Nella provincia di Pavia si procederà alle elezioni suppletive in quei mandamenti che, per effetto della nuova ripartizione, aumentino di rappresentanza.

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufliciale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 8 luglio 1923.

VITTORIO EMANUELE.


MUSSOLINI.


Visto, il Guardasigilli: OVIGLIO.
Registrato alla Corte dei conti, addi 11 agosto 1923.
Atti del Governo, registro 215, foglio 113. – GISCI.