Renovatione della Chiesa/Ratti e intelligenze/3

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Ratti e intelligenze
Similitudine data dall'istessa, pure in ratto, a' cattivi religiosi.

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Ratti e intelligenze
Similitudine data dall'istessa, pure in ratto, a' cattivi religiosi.1
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Son certi religiosi che son simili agli zingani in di molte cose che essi fanno.

Prima gli zingani son ladri; così questi religiosi son ladri, perché rubano le fatiche de lor padri e fondatori.

Ancora rubano il luogo degl’altri, perché non facendo frutto vanno rubando e occupando il luogo di quelli che farebbon più frutto di loro; e sono ancora ladri delle proprie anime loro, perché chi fa il peccato ammazza l’anima sua.

Non solo rubano gli zingani, ma lo fanno maliziosamente; così questi tali religiosi, sotto colore di necessità de corpi loro.

Ancora le zingane tengono e capelli giù per le spalle e non hanno pur uno avvolto al capo. Così hanno quest’ anime religiose, cioè tutti i lor pensieri sono intenti a cose mondane e terrene, e non hanno pure un pensiero volto alle cose celesti.

Mangiano ancora gli zingani cibi mondi et immondi, e quelli che si gettano al fuoco. Così questi religiosi mangiano de cibi mondi perché si pascano insieme con gl’altri nella religione di cibi mondissimi; et anco degli immondi, che son quelle cose che harebbon a lasciare a secolari e di quelli che si gettan al fuoco, che s’appartengono a demoni dell’inferno.

Hanno ancora le zingane un’altra proprietà, qual’ è questa: che portano i lor figliuoli ne sacchi e nelle sporte; e questi religiosi vanno nascondendo l’opere loro ne sacchi de lor corpi sotto colore di necessità. Vanno nascondendo le loro buon’ opere, alcuni mediante la troppa capacità perché conoscano quello che hanno a far, se bene non si curano di metterlo in opera e solo si contentano di esser capace della santa regola e constituzione credendo che questo li basti per venire alla perfezione; alcuni altri sotto una grande ignoranza, che non solo non son capaci di quello harebbon a fare, ma ancora non si curano di esserne capaci, e così stanno n’una grandissima ignoranza.

Note

  1. Stracciafoglio, in: Arch. Mon. Careggi. Serie I, palchetto II, 47