Rime (Dante)/XV - Ben aggia l'amoroso e dolce core

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XV - Ben aggia l'amoroso e dolce core

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Dante Alighieri - Rime (XIII secolo)
XV - Ben aggia l'amoroso e dolce core
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Rime della Vita Nuova
RISPOSTA D’ANONIMO ALLA CANZONE XIV IN NOME DELLE DONNE E DELLA CANZONE

 
Ben aggia l’amoroso e dolce core
che vol noi donne di tanto servire,
che sua dolze ragion ne face audire,
la quale è piena di piacer piangente;
5che ben è stato bon conoscidore,
poi quella dov’è fermo lo disire
nostro per donna volerla seguire,
perchè di noi ciascuna fa saccente,
ha conosciuta sì perfettamente
10e ’nclinatosi a lei col core umile;
sì che di noi catuna il dritto istile
terrà, pregando ognora dolzemente
lei cui s’è dato, quando fia con noi,
ch’abbia merzé di lui co gli atti suoi.

15Ahi Deo, com’have avanzato ’l su’ detto
partendolo da noi in alta sede!
e com’have ’n sua laude dolce fede,
che ben ha cominzato e meglio prende!
Torto seria tal omo esser distretto
20o malmenato di quella al cui pede
istà inclino, e sì perfetto crede,
dicendo sì pietoso, e non contende,
ma dolci motti parla, sì ch’accende
li cori d’amor tutti e dolci face;
25sì che di noi nessuna donna tace,
ma prega Amor che quella a cui s’arrende
sia a lui umiliata in tutti lati
dov’udirà li suoi sospir gittati.

Per la vertù che parla, dritto ostelo
30conoscer può ciascun ch’è di piacere,
ché ’n tutto vol quella laude compiere
c’ha cominzata per sua cortesia;
ch’unqua vista né voce sott’un velo
sì vertudiosa come ’l suo cherere
35non fu ned è, per che de’ om tenere
per nobil cosa ciò che dir disia:
ché conosciuta egli ha la dritta via,
sì che le sue parole son compiute.
Noi donne sem di ciò in accordo essute,
40che di piacer la nostra donna tria;
e sì l’avem per tale innamorato,
ch’Amor preghiam per lui in ciascun lato.

Audite ancor quant’è di pregio e vale:
che ’n far parlare Amor sì s’assicura
45che conti la bieltà ben a drittura
da lei dove ’l su’ cor vol che si fova.
Ben se porta com’om naturale,
nel sommo ben disia ed ha sua cura,
né in altra vista crede né in pintura,
50né non attende né vento né plova;
per che faria gran ben sua donna, po’ v’ha
tanta di fé, guardare a li suoi stati;
poi ched egli è infra gl’innamorati
quel che ’n perfetto amor passa, e più gio’ v’ha;
55noi donne il metteremmo in paradiso,
udendol dir di lui c’ha lui conquiso.

- Io anderò, né son già miga in bando;
in tale guisa sono accompagnata,
che sì mi sento bene assicurata,
60ch’i’ spero andare e redir tutta sana.
Son certa ben di non irmi isviando,
ma in molti luoghi sarò arrestata:
pregherolli di quel che m’hai pregata,
fin ched i’ giugnerò a la fontana
65d’insegnamento, tua donna sovrana.
Non so s’io mi starò semmana o mese,
o se le vie mi sarannno contese:
girò al tu’ piacer presso e lontana;
ma d’esservi già giunta io amerei,
70perché ad Amor ti raccomanderei .-