Rime (Stampa)/Rime d'amore/CXXXVI

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Rime d'amore

CXXXVI

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CXXXVI

Egli, dimentico, non le scrive.

     Chi mi darà di lagrime un gran fonte,
ch’io sfoghi a pieno il mio dolor immenso,
che m’assale e trafige, quando io penso
al poco amor del mio spietato conte?
     Tosto che ’l sol degli occhi suoi tramonte
agli occhi miei, a’ quali è raro accenso,
tanto ha di me non piú memoria o senso,
quanto una tigre del piú aspro monte.
     Ben è ’l mio stato e ’l destin crudo e fero,
ché tosto che da me vi dipartite,
voi cangiate, signor, luogo e pensiero.
     — Io ti scriverò subito — mi dite —
ch’io sarò giunto al loco ove andar chero; —
e poi la vostra fede a me tradite.