Rime nuove/Libro VII/Ça ira

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Libro VII Libro VII - LXXXIII
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ÇA IRA1




LXXXII.


Lieto su i colli di Borgogna splende
E in val di Marna a le vendemmie il sole:
Il riposato suol piccardo attende
4L’aratro che l’inviti a nuova prole.

Ma il falcetto su l’uve iroso scende
Come una scure, e par che sangue cóle:
Nel rosso vespro l’arator protende
8L’occhio vago a le terre inculte e sole,

Ed il pungolo vibra in su i mugghianti
Quasi che l’asta palleggiasse, e afferra
11La stiva urlando: Avanti, Francia, avanti!

Stride l’aratro in solchi aspri: la terra
Fuma: l’aria oscurata è di montanti
14Fantasimi che cercano la guerra.



Note

  1. [p. 763 modifica]Ça ira. Oggi è vezzo, non saprei se teorico, voler abbassare e impiccolire la rivoluzione francese: con tutto ciò il Settembre del 1792 resta pur sempre il momento piú epico della storia moderna. Impossibile mettere in versi quella storia, se non a brevi tratti: per ciò si elesse la forma del sonetto, che ne’ secoli xiii e xiv fu anche strofe.