Trattato di scienza d'arme - Versione diplomatica/Al Signor Cosimo de Medici

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Al Signor Cosimo de Medici

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Al molto illustre Don Giovanni Manriche Tavola di quello si contiene ne l'opera


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AL L' I L L V S T R MO.  E T  E C C E L LMO.

S I G NO R  C O S I MO  D E  M E D I C I,

D V C A  D I  F I O R E N Z A.


PPOI che del bell'ordine antico dell'honorata militia , Illuſtriſſimo, & Eccellentiſſimo Signor mio, altro non mi par che ci rimaſo di buono, per la moderna diabolica inuentione dell'artiglieria, che'l duello; & queſto quaſi corrotto, & guaſto, per le calunnie de i cartelli: io mi ſono ingegnato in queſte mie fatiche per quel poco ingegno, che dalla natura, ò da DIO m'è ſtato conceduto, di porger mano, & aiuto à quella parte, ch'io ho potuto; cioè, di moſtrar come l'huomo poſſa con l'ingegno, con l'arte, et ſuo valore difendere ſe ſtesso così ne gli ſteccati, come ne gl'improuiſi aſſalti dall'armi, che poſſono hauere riparo, & difeſa; & offendere con quelle il nemico. Sforzinſi gli altri, a'quali ciò tocca, di ſolleuare dal canto loro quell'altra parte, doue quaſi a terra caduta la veggono, & abbattuta. Emmi paruto conueneuole di conſacrare all'ornatiſſimo nome di voſtra Eccellenza queſta mia opera, perche'l mondo conoſca, che ſe i vostri degniſſimi auoli furono veri riſtoratori delle buone lettere, & de i bei ſtudi delle ſcienze, & delle pregiate lingue; [p. iv modifica]

voi, accompagnando l'armi con le lettere, ſete il vero ſoſtegno & delle lettere, & delle armi. Iddio adempia ogni voſtro honeſto deſiderio. Di Roma, il 15. di Marzo. 1553.

D.   V.   E.


Humiliſſimo ſeruidore


Camillo Agrippa.