Una soluzione pasticciata

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Riccardo Esposito

2006 U Articoli letteratura Una soluzione pasticciata Intestazione 26 dicembre 2008 50% Articoli

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E’ dal 1991 che molti Consorzi Agrari non riescono a tornare alla gestione ordinaria

da Spazio Rurale luglio 2006


Rivista I tempi della terra

Il 31 dicembre 2005 sembrava, proprio il termine ultimo entro il quale doveva trovare soluzione la questione dei 40 Consorzi agrari che da 14 anni sono in liquidazione coatta amministrativa, di cui ben 28 autorizzati all’esercizio provvisorio, di cui molti hanno un giro di affari invidiabile.

Ne è venuta fuori una soluzione veramente pasticciata: La Gazzetta ufficiale del 30 dicembre 2005 ha pubblicato il solito decreto legge Milleproroghe, cioè quel provvedimento che il Governo emana per superare tutte le scadenze di fine anno, salvo poi il voto del Parlamento entro 60 giorni. Per la prima volta, però il legislatore non si è sentito di concedere un semplice spostamento dei termini, poiché c’è il fondato timore che l’Unione Europea lo avrebbe considerato una forma di Aiuto di Stato non notificata a Bruxelles e quindi considerata in violazione del Trattato.

In sede di Legge finanziaria del 2006 era stata avanzata dall’onorevole Bellotti una proposta che, sia pure con molti aspetti problematici, aveva il pregio della coerenza: sarebbe stata costituita presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali un’unica mega-commissione che avrebbe accentrato tutte le competenze dei 40 Commissari delle liquidazioni coatte amministrative. Ci sarebbe stata perciò una proroga generalizzata delle 28 autorizzazioni all’esercizio provvisorio, ma si contava di riuscire in tal modo a superare gli ostacoli che avevano impedito, finora la soluzione concordataria.

Due sarebbero stati gli strumenti:

- Un interlocutore unico ed autorevole avrebbe potuto contrattare con il mondo bancario, grande creditore in pressoché tutte le procedure, una soluzione equilibrata e tutti gli interessati avrebbero potuto trovare, in una valutazione complessiva la propria convenienza a superare le opposizioni presentate nei confronti dei singoli concordati.

-L’utilizzo dei fondi reperibili nella chiusura definitiva del contenzioso delle gestioni ammassi. Lo Stato è stato condannato dalla Corte d’Appello di Roma a pagare mille miliardi di lire alla Federconsorzi per quello che si riferisce alle vecchie partite anteriori al 1963 delle gestione ammassi grano ancora non definite. Secondo il piano pensato dall’onorevole Bellotti, sempre in questa visione unitaria, lo Stato avrebbe potuto ottenere la chiusura di tutto il contenzioso con i creditori e i dipendenti della Federconsorzi a condizioni favorevoli e le cifre risparmiate sarebbero state destinate ad un Fondo che avrebbe consentito la chiusura dei concordati “difficili” dei consorzi agrari. La proposta è stata però stravolta: Si è creata, è vero una commissione di cinque membri appartenenti alla pubblica amministrazione nominati con decreto del Ministro delle Attività Produttive, di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali, ma i suoi poteri sono nebulosi: principalmente dovrà dare pareri sulle “ situazioni oggettive ostative all'attivazione della soluzione concordataria” che era il piccolo spiraglio lasciato anche dalla “vecchia” normativa per permettere al ministero di concedere una larvata proroga in casi eccezionali. In questo modo, molto italiano, di legiferare l’eccezione è diventata la regola e non è difficile immaginare che con questa scappatoia si possa arrivare a una continuazione dello stato attuale. Della proposta Bellotti, diventata monca, si salvano pochi ulteriori concetti:

-un affiancamento del Ministero delle Politiche Agricole, rispetto al Ministero delle Attività Produttive per quello che riguarda i decreti che devono essere emessi “di concerto” - la rideterminazione della composizione degli organi delle liquidazioni dei Consorzi agrari in liquidazione coatta amministrativa o in amministrazione straordinaria, sempre ad opera dei due ministeri affiancati. Le grandi aspettative di rilancio dei Consorzi Agrari restano per il momento nel mondo dei desideri.