Utente:Carlomorino/sandbox

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Capitolo XX

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INDICE


DELLE MATERIE CONTENUTE NEL VOLUME TERZO


DELLA STORIA DI ROMA

dal 20 novembre 1848 fino al 15 luglio 1849.




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Capitolo I. - [Anno 1848.]

Cose accadute in Roma dal 20 al 30 novembre 1848. — Sfrenatezze della stampa toscana e romana laudatoci dei fatti del 15 e 16 novembre. — Rinunzia dei deputati bolognesi, e manifesto che pubblicarono. — Partenza del pontefice da Roma. — Suo arrivo a Gaeta. — Visita immediata del re di Napoli, e onori al pontefice. — Misure in Roma per il mantenimento dell’ordine pubblico.— Discorso del padre Ventura il 27 novembre sui morti di Vienna. — Il generale Zucchi a Bologna. — Cose che vi operò. — Atto del Santo Padre da Gaeta della stesso giorno. — Commissione governativa eletta dal medesimo, impossibilitata ad agire. — Riflessioni su questo fatto.
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Capitolo II. - [Anno 1848.]

Storia della Costituente in Roma fino alla sua proclamazione il 29 decembre 1848. — Eccitamenti dei circoli di Firenze, di Pisa, di Ancona, di Forlì, di Bologna, e quindi del circolo popolare di Roma e dei circoli riuniti in Forlì. — Arrivo in Roma di Garibaldi. — Corbellatura alla civica romana la sera del 19 decembre. — Discorso di Sterbini dalla loggia del palazzo Ruffo. — I lavoranti di Torre di Quinto chiedono la Costituente al ministero. — Esso li rimanda alle Camere.— Discussione del giorno 26 nel Consiglio dei deputati. — Niuna decisione. — Scioglimento dei Consigli legislativi fatto dalla Giunta. — La Costituente è proclamata il 29 decembre dai membri superstiti della Giunta (meno il Corsini) e dal ministero
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Capitolo III. — [Parte prima] - [Anno 1848.]

Cose occorse in Roma nel decembre 1848. — Deputazioni spedite a Gaeta, e non ricevute dal Santo Padre — Corrispondenza fra il generale Zucchi ed il ministro Galletti in giustificazione della sua condotta nel Bolognese. — Corrispondenza fra il medesimo Zucchi ed il conte di Campello. — Lettera di Luigi Bonaparte contraria alla condotta del Canino, e favorevole alla sovranità temporale del pontefice. — La commissione governativa eletta dal Santo Padre in Gaeta il 27 novembre, non può costituirsi per la pressura che gravita su Roma. — Atto da Gaeta del 7 decembre per la proroga delle Camere, rimasto senza effetto. — Creazione in Roma di una Giunta di stato o terzo potere. — Il Santo Padre protesta da Gaeta il 17 contro la medesima. — Partenza del Canuti. — Il conte Zucchini di Bologna ricusa di far parte della Giunta. — Nuovo ministero in Roma il 23. — Rinunzia del general Gallieno.— Tentativi per creare il Masi generale della civica. — Circolare del cardinale Antonelli del 23 ai rappresentanti delle potenze estere.
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Capitolo III. — [Parte seconda] - [Anno 1848.]

Soggiorno del Santo Padre in Gaeta dalla fine di novembre a tutto il mese di dicembre 1848. - Onorificenze e atti di ossequio che vi riceve. - Personaggi che vi affluiscono da tutte le parti. — Cose che vi occorsero in detto periodo. I due municipi di Roma e di Bologna, avversi alla Costituente. Inutili sforzi della rivoluzione per riscaldare i Romani in favore della medesima. Stampati in corso per demoralizzare i Romani. - Chiusa dell’anno 1848.
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Capitolo IV. — [Anno 1849.]

Attuazione della Costituente in Roma, in sui primi di gennaio 1849. — Comitato per la Costituente italiana. — Una commissione municipale provvisoria viene eletta per ciò che si attiene alla Costituente romana. — Il municipio romano ricusa di prendervi parte, e limitasi a continuare nell’amministrazione del comune di Roma. — Lettera scritta il 5 dall’Armellini al senatore Corsini. — Decreto del 7 per la esonerazione del municipio da ciò che si riferisce alla Costituente. — Festa sul Campidoglio la sera del 2 gennaio. — L’abate Rambaldi predica dalla base del cavallo di Marc’Aurelio. — I presidi delle provincie sostituti ai municipi per sorvegliare le elezioni e presiederle. — Discorsi del Pantaleoni e del Mamiani sulla Costituente. — Riunione nel teatro di Apollo la sera del 15 gennaio. — Proclama emesso il 16 dal governo, per fondere in una le due Costituenti italiana e romana. — Disposizioni, circolari, e decreti del governo per assicurare le elezioni. — Protesta del 18 della commissione o Giunta governativa eletta in Gaeta, contro la Costituente, datata da Castel Gandolfo. — Votazioni il giorno 21. — Proclamazione dei nomi degli eletti, il 28 sul Campidoglio. — Osservazioni su tutte le irregolarità che dal principio al fine accompagnarono e sostennero la Costituente in Roma.
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Capitolo V. — [Anno 1849.]

Atto del Santo Padre da Gaeta del 1 gennaio 1849 conosciuto sotto il nome di atto della scomunica. — Effetti che produsse in Roma. — Lettera diretta dal Santo Padre il 5 al generale Zucchi. — Questi emette il 7 un ordine del giorno che rimane nullo. — Personaggi giunti a Gaeta in gennaio 1810. — Lettera del cardinale Antonelli al generale De Latour in Bologna, e richiamo degli Svizzeri da colà. — Monsignor Bedini si reca in Bologna per indurli a partire — Suoi sforzi riusciti inutili. — Gli Svizzeri restano. — Vari parrochi insultati in Roma par sospetto di aver fatto affiggere l’atto della scomunica. — Accademia il 5 nel teatro di Apollo per Venezia. — Elezione dei duca Cesarini a generale della civica. — Sua rinunzia. — Eletto in vece il general Ferrari. — Corrispondenza fra il conte Mamiani e monsignor Muzzarelli da una parte, il nunzio pontificio in Napoli monsignor Garibaldi dall’altra.— Tentata fuga del generale Zamboni. — Suo arresto e processo. — Tentata riazione di una cinquantina di soldati in favore del papa. — Istituzione di una commissione militare. — Disapprovazione del dottore Pantaleoni. — Rinunzie. — Atti governativi dal 1* al 28 gennaio. — Anniversario dell’insurrezione di Palermo del 12 festeggiata in Roma. — Padre Ventura intonò il Te Deum nella chiesa dei Siciliani.
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Capitolo VI. — [Parte prima] - [Anno 1849.]

Dissertazione sulla unità e nazionalità italiana. — Difficoltà per conseguirle, minori bensì col sistema federativo. — Opinioni su tale argomento del conte Ferdinando Dal Pozzo, del conte Cesare Balbo, del visconte de la Tour, del conte Valewsky, dell’abate Rosmini, di Massimo d’Azeglio, di Biagio Miraglia, di Angelo Brofferio, di Vincenzo Gioberti, di Carlo Luigi Farini, del colonnello Giacomo Durando, dell’Anonimo lombardo (Luigi Torelli?), di Ferdinando Ranalli. — Unitarismo monarchico sotto lo scettro di casa Savoia. — Unitarismo repubblicano di Giuseppe Mazzini. — Cupidigie piemontesi per insignorirsi dell’italiana penisola. — Progetto del Gioberti d’inviare un’armata piemontese in Roma per garantire il ritorno del papa o provvedere alla sua sicurezza personale. — Lettera diretta da Gioberti il 28 gennaio a monsignor Muzzarelli. — Sdegni dei repubblicani contro Carlo Alberto e Gioberti.
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Capitolo VI. — [Parte seconda] - [Anno 1849.]

Atti pubblici e disposizioni governative in Roma dal 29 gennaio all’8 febbraio 1849. — Il generale Zucchi posto in istato d’accusa. — Convocazione dell’assemblea costituente il 5 febbraio. — Impazienze del Garibaldi, il quale avrebbe voluto proclamare ipso facto la repubblica. — Seduta celebre della sera dell’8. — Proclamazione della decadenza del papato dal governo temporale dello stato romano, e della repubblica. — Nomi e risposte date dai deputati al loro appello. — Votazione.
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Capitolo VII. — [Anno 1849.]

Consideramenti sui partiti costituzionale e repubblicano. — Trionfo di quest’ultimo. — Confronto fra il Mazzini e il Mamiani. — La repubblica, annunziata ai Romani dal ministero, annunziata ai rappresentanti all’estero dal ministro Muzzarelli. — Padre Ventura esita di riconoscere in nome della Sicilia la repubblica, e chiede istruzioni al suo governo. — Te Deum in san Pietro il giorno 11 febbraio. — Cenni sull'Armellini, sul Montecchi, e sul Saliceti, formanti il comitato esecutivo. — Atti governativi a tutta la prima quindicina di febbraio. — Nuovo ministero. — Si affiggono alcuni fogli stampati contro i preti. — Livio Mariani li disapprova e promette di punirne gli autori. — Il Santo Padre emette il 14 da Gaeta una protesta contro la repubblica. — Pratiche del Gioberti in Roma e in Gaeta per assestare le cose romane e ricondurre il papa costituzionale in Roma, sotto la protezione dei Piemontesi. — Suoi sforzi per rompere la lega cattolica, e impedire l’intervento straniero. — Il conte Martini, ambasciadore del Piemonte al pontefice, ricevuto e riconosciuto in Gaeta. — Inutilità de’ suoi sforzi conformi a quelli del Gioberti. — La corte di Gaeta persiste nel suo appello a tutte le potenze. — Osservazioni sull’intervento delle potenze cattoliche, e su quello proposto dal ministro piemontese Gioberti.
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Capitolo VIII. — [Anno 1849.]

Cose occorse in Roma nella seconda quindicina di febbraio. — Speranze dei repubblicani in Roma, e su che fondate. — I democratici di Europa son con essi, e per essi. — I non democratici di qualunque nazione e religione sono con Gaeta. — Profferte di aiuti al pontefice in Gaeta da tutti i governi di Europa. — Indirizzi e lettere al medesimo di tetto l’orbe cattolico. — Nota del cardinale Antonelli del 18 febbraio alle corti estere per domandare l’intervento. — Nello stesso giorno gli Austriaci entrano in Ferrara. — Scompiglio dei repubblicani. — Circolare del cardinale Antonelli del 19 per diffidare gli acquirenti di beni ecclesiastici — La Pallade, e per essa i suoi scrittori minacciati dagli emigrati italiani. — Decretomania. — Decreti ed altre disposizioni governative della seconda quindicina di febbraio. — La banca romana è forzata ad emettere un milione e trecentomila scudi di boni in sostegno del governo, e vien dato ai medesimi il corso forzoso. — Requisizione di cavalli e di campane. — Prestito forzoso. — Carnevale in Roma nel febbraio 1819. — Nota del cardinale Antonelli del 27 del detto mese. — Lettera di Giuseppe Mazzini da Firenze al presidente dell’assemblea costituente romana.
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Capitolo IX. — [Anno 1849.]

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Cose occorse nella prima quindicina di marzo 1849. — Incuria dei repubblicani per la guerra d’Italia, in odio del governo piemontese. — Gioberti esecrato e maledetto dal circolo popolare, ed il suo nome ignominiosamente cancellato dall’albo del circolo. — Decreti numerosi. — Il Guiccioli ministro delle finanze accusato di negligenza. — Accusato puranco quel del commercio, Sterbini. — Rinunziano entrambi. — Nuovo ministero. — La unificazione di Roma con Toscana andata a vuoto. — I giardini Quirinale e Vaticano aperti al popolo sovrano. — Esso abusatone, si chiudono di nuovo. — Disordini alla chiesa di san Filippo Neri per le campane. — Lettera del Farini contro la legge di adesione alla repubblica. — Vignetta del Don Pirlone preludente alla guerra di Turchia, Francia e Inghilterra contro la Russia, in epoca posteriore. — Inconvenienti in Roma. — Pubblicazione dell’indirizzo dei montagnardi francesi in lode dei Romani. — Caricature del Don Pirlone contro Carlo Alberto. — Sangiorgi e Galanti imputati nella pretesa congiura del luglio 1847, vengono assoluti dai repubblicani. — Protesta del Galanti. — Morte del Cardinal Mezzofante, e cenni biografici sul medesimo.
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Capitolo X. — [Anno 1849.]

Cose occorse in Roma nella seconda quindicina di marzo 1849. — Disordini al palazzo Farnese e altrove, riprovati dallo stesso governo. — La Speranza dell’Epoca. — La Pallade. — Scritto del Mastrella d’indole comunista. — Mazzini all’assemblea cerca di riaccendere gli spiriti addormentati per la guerra italiana. — Disposizione del governo a tale effetto. — Opposizione di alcuni giornali al governo. — Il prete repubblicano lombardo Corà pubblica alcuni scritti contro i sacerdoti perchè non eran caldi per la repubblica. — Notizie disastrose circa la guerra d’indipendenza. — La battaglia di Novara del 23 marzo. — Interpellanze all’assemblea. — Il Mazzini dà coraggio. — Lo Sterbini accende gli animi. — Si vuole il concentramento del potere. — li triumvirato di Mazzini, Saffi e Armellini viene costituito. — Cenni biografici e giudizi sul Mazzini. — Pochi cenni sul Saffi. — Piccolo scontro al confine napolitano fra alcuni officiali dei pontonieri repubblicani e soldati di quel regno. — I primi vengon fatti prigioni. — Arresto per rappresaglia dei conti Filippo ed Angelo Antonelli. — Invito del 31 marzo per andare ad osservare il giorno seguente i locali del sant’Offizio.
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Capitolo XI. — [Anno 1849.]

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Avvenimenti della prima settimana di aprile fino alla Pasqua di risurrezione. — Farsa recitata il 1° di aprile nei locali del sant’Uffizio. — Nuovo ministero sotto la dipendenza del triumvirato. — Disposizioni prese dal governo e dai circoli per timore di una reazione interna. — Il tenente degli artiglieri Ermenegildo Rota arrestato. — Protesta del colonnello Steuart contro la illegalità di quell’arresto. — Particolarità sulla reazione. — Il marchese Campana. — Programma triumvirale poco all’unisono co’ fatti. — Disordini nelle provincie. — Gli accoltellatori in Ancona. — Lega sanguinaria in Jesi. — Lega infernale in Sinigallia. — Lista degli uccisi proditoriamente per ispirito di parte. — Colloqui del Mercier con Mamiani. — Disposizioni governative. — La croce in san Pietro la sera di venerdì santo. — La festa di Pasqua. — Articolo del Monitore Novum Pascha. — I canonici di san Pietro. — Conclusione sui disegni anti-cattolici del Mazzini.
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Capitolo XII. — [Anno 1849.]

Cose occorse in Roma dal 9 al 20 aprile 1849. — Indirizzo degli emigrati veneti. — Impiegati in quiescenza. — Progetto del Ciccarelli per l’arrolamento di 3000 Spagnuoli repubblicani. — Partenza del ministro Manzoni. — Ristabilimento del governo granducale in Toscana. — Arrivo in Roma del generale Avezzana e di 500 Genovesi. — Abolizione dell’appalto del sale, e ribasso di questo ad nn baiocco la libbra. — Foglietto apologetico del Paradisi. — Nomine ad offici di governo. — Persecuzione contro taluni del clero. — Il governo romano riconosciuto da quello di Sicilia. — Prossimo arrivo della legione lombarda annunziato. —Elezioni in Roma del nuovo municipio, e nomi degli eletti. — Fusione dei due comitati in uno, sotto il titolo di Comitato dei circoli romani di pubblica sorveglianza. — Il circolo popolare reclama, ed ottiene la soppressione del giornale il Costituzionale romano. — Allocuzione del pontefice del 20 aprile da Gaeta. — Sua importanza. — Ristretto della medesima, nella quale si annunzia il prossimo intervento delle potenze cattoliche.
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Capitolo XIII. — [Anno 1849.]

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