Vita di Esopo Frigio/Capitolo XII

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Capitolo XII

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Anonimo - Vita di Esopo Frigio (Antichità)
Traduzione dal greco di Giulio Landi (1545)
Capitolo XII
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C A P I T O L O   XII.


ALlora Xanto al Mercatante andossene, ed addimandogli: Quando vuoi tu di questo tuo negro, e brutto schiavo? ed egli rispose, credo veramente, che tu sii qui venuto per burlarmi, e per vituperare la mia mercanzia, conciosiacosa, che tu lasciando a parte, e sprezzando quei miei schiavi, i quali d’esser comprati sono degni, sciegli questo brutto, ed inetto, che se ti piace uno di quei due comperare, questo tale, quale egli si sia darotti sopra il prezzo, e donerottelo volentieri? Tu sei in errore; disse Xanto, e se tu vuoi vendermi questo solo, da dovero io lo comprerò. Rispose il Mercatante: Per sessanta danari tu puoi al tuo appetito satisfare. Allora gli scolari senza più far parola subitamente al Mercatante, i danari numerarono; e così Xanto s’ebbe Esopo. Ma essendo pervenuto all’orecchie de’ gabellieri, che era stato venduto uno schiavo senza essergli la gabella pagata; diligentamente cercavano chi fosse il venditore, e chi lo compratore. E perchè l’uno, e l’altro stavasi, quieto, temendo di essere per la fraude castigato, e non [p. 22 modifica]rispondendo alcuno, Esopo a’ gabellieri arditamente disse: Chi fu venduto son io; Chi mi ha venduto, egli è colui: E chi mi comprò è quest’altro uomo da bene, onde se colui negherà la vendita, e costei la compra, io sarò libero dall’altrui servitù. Risero i gabellieri, ed ebbero tanto piacere di quel detto, che donato a Xanto il dovuto alla gabella, se ne andarono senz’altro ricercare.