Pagina:Annali del principato ecclesiastico di Trento dal 1022 al 1540.djvu/460

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alla porpora; non potendo, occupato com'era in varii importanti negozii, pensare alla creazione di cardinali [1]. Li 16 novembre di quest'anno, il vescovo Bernardo pubblicò la sua celebre costituzione contro gli usurai, che è tuttavia in vigore nel Principato [2].

Nel 1525 il Capitolo di Trento rinnovò agli uomini di Preore nelle Giudicarie la investitura feudale di tutti quei beni che riconoscono dalla Cattedrale, cogli obblighi ai quali si trovano astretti verso i canonici [3]. In detto anno, il vescovo nostro, colle solite formalità, spediva la rinnovazione dell'investitura feudale di Nomi e sue pertinenze a Teodoro e ad Ippolito fratelli di Pietro Busi, stato crudelmente abbruciato nel suo castello dagli insorti villani; e ciò in nome proprio e degli altri fratelli Peregrino e Gianfrancesco, per procura da essi fatta nelle persone del medico Girolamo Brezio e del dottore Bonaventura Fanzini [4]. Diede pure il suo consenso a Nicolò di Castelbarco, signore di Gresta, di poter esimere gli uomini delle ville di Ronzo, Clavisio, Varano, Panone, Valle ed Oppio, di Montagna di Gardumo dall'obbligo di condurre il vino delle decime e dei vignali di Aldeno al castello di Gresta, e di seco loro comporre [5]. Nel medesimo anno Antonio di Leudro, vicario generale, di commissione del vescovo Bernardo, processo in materia di

  1. Miscellanea Alberti, T. VI, fol. 183.
  2. Miscell. Alberti, T. IV, fol. 4.
  3. Miscell. Alberti, T. V, fol. 173.
  4. Miscell. Alberti, T. III, fol. 222.
  5. Miscell. Alberti, T. III, fol. 229.