Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/380

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banda ne spalancò la porta, fece arditamente fuoco in mezzo agli assalitori; onde una palla di moschetto ne ferì due e ruppe un braccio all’aiutante, ma non uccise nessuno. Questi nondimeno, mal concio come era, e gridando per nuovi rinforzi, andò innanzi e scaricata una pistola sul nuovo capitano, la palla gli entrò per la bocca e gli uscì fuor d’un orecchio sì bene, che d’allora in poi non ha parlato mai più. Veduto ciò, tutti gli altri s’arresero, ed il vascello tornò al primo padrone senza che altre vite fossero compromesse.

Nè andò guari che il capitano comandò si sparassero sette cannoni, segnale convenuto meco per farmi arrivare la notizia del buon successo. Io, senza andare a letto in quella sera, stetti seduto su la spiaggia in espettazione di questo segnale, e vi lascio pensare se non mi giunse gradito.

Dopo di ciò andai a coricarmi, ed essendo stata quella una giornata di grande fatica per me, dormii profondissimamente tutta la notte, finchè sul far del giorno non mi svegliò un colpo di cannone che allora mi fece qualche sorpresa. Saltato già dal letto, udiva gridare: Governatore! governatore! e riconobbi tosto la voce del capitano che mi chiamava dalla cima del monte della mia fortezza. Salitovi tosto anch’io, egli mi abbracciava additandomi il bastimento.

— «Mio amico e liberatore, egli dicea, è il vostro vascello, perchè è tutto vostro, e vostri siam noi e vostro quanto ad esso appartiene.»

Mi voltai a guardare il bastimento che galleggiava ad una distanza poco più d’un mezzo miglio dalla spiaggia; perchè appena il capitano ne fu tornato padrone diede le vele, ed essendo propizio il vento, lo fece venire all’âncora di fronte alla bocca della piccola darsena a voi nota; poi postosi entro il suo scappavia venne col favore dell’alta marea sino alla famosa calanca, ove feci capo una volta con le mie zattere, perlochè mi sbarcò, può dirsi, dinanzi alla porta.

Poco mancò non cadessi in deliquio alla beata sorpresa di vedere or posta sì evidentemente nelle mie mani la mia liberazione, spianate tutte le difficoltà ed un ampio bastimento a mia disposizione per andarmene ove mi fosse piaciuto. Su le prime, e per qualche tempo non fui buono di dire una parola, e, tenendomi egli fra le sue braccia, mi ci reggeva di peso, altrimenti sarei caduto. Accortosi di quella mia specie di svenimento, si trasse tosto di tasca una boccetta