Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/764

Da Wikisource.
676 robinson crusoe


In somma al vedermi tanto risoluto, anche lo Scozzese principiò a gustare il mio disegno, e finì col dirmi che non mi lascerebbe andar solo e che sarebbe venuto con me.

— «Voglio per altro, soggiunse, procurarmi prima la compagnia d’un mio compatriotta che verrà sicuramente con noi. È famoso anch’egli per zelo religioso, e tale che non potreste augurarvi un migliore ausiliario nel far la guerra a cose tanto diaboliche.»

Mi condusse dunque questo suo compagno, pure scozzese, ch’egli chiamava capitano Richardson ed al quale avea dato un pieno ragguaglio delle cose ch’io aveva vedute, e divisate. Ci accordammo che saremmo stati soli noi tre in questa spedizione. Veramente io proposi anche al mio socio d’entrarci; ma la sua risposta fu:

— «Ad un estremo caso, e quando veramente vedessi il bisogno di correre in vostra difesa, contate su me. Ma questa è un’impresa affatto fuori della mia sfera.»

Rimanemmo dunque nel proposito di andare noi tre (o posso dir quattro, perchè presi meco quel mio giovine servo che già conoscete), serbando il più stretto segreto con chicchessia. L’ora dell’esecuzione fu stabilita verso la mezzanotte.

Ciò non ostante, dopo averci pensato meglio, trovammo cosa più opportuna il differire ogni cosa sino alla prossima notte, perchè dovendo la carovana partirsi da quella città nella seguente mattina, ci figurammo che quand’anche al governatore fosse venuto il talento di chiedere una soddisfazione per cose avvenute la notte, non l’avrebbe potuto più, una volta che fossimo stati fuori della sua giurisdizione.

Il mercante scozzese, altrettanto fermo in una risoluzione poichè l’avea stabilita, quanto abile nel mandarla ad effetto, mi recò una vesta o zimarra di pelle di pecora simile a quelle recate dai Tartari, un arco ed una provvisione di frecce; le stesse armi avea apparecchiato per sè e pel suo compatriotta, e ciò, affinchè se qualche Tartaro ci vedea, non potesse indovinare chi fossimo.

Tutta la parte di notte che precedè la spedizione, fu occupata nell’impastare insieme materie combustibili, come acquavite, polvere, e quante cose di tal natura ne poterono capitare alle mani; indi quando fu l’ora, presa molta copia di pece entro una pentola di discreta grandezza, ci mettemmo in cammino.

Arrivati sul luogo verso le undici, trovammo che gli abitanti non