Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/765

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avevano il menomo sospetto del pericolo sovrastante al loro idolo. La notte era assai buia; pure la luna ci rischiarò abbastanza per vedere che l’idolo stava tuttavia allo stesso posto di prima. Pareva che fossero tutti a dormire. Solamente nella grande capanna o baracca, ove trovai dianzi i tre sacerdoti che aveva presi per macellai, vedemmo un lume, e accostatici alla porta, udimmo voci: potevano essere cinque o sei persone che parlavano. Giudicammo pertanto che, se avessimo dato fuoco all’idolo, costoro sarebbero saltati fuori e corsi per salvarlo dalla distruzione, che gli avevamo giurata; e il come cavarcela da questa gente non lo sapevamo troppo.

La prima cosa che ne venne in mente si fu menarne via l’idolo ed appiccargli il fuoco ad una certa distanza; ma quando fummo per metterci all’opera lo trovammo troppo pesante. Eravamo dunque nell’imbroglio siccome prima. L’altro Scozzese poneva il partito di attaccare il fuoco alla baracca de’ sacerdoti, e d’accoppar uno per uno gl’individui che si fossero ingegnati di venir fuori. Ma in questo non potei accordarmi con lui. Mi sapea male d’uccidere uomini, se ciò si potea risparmiare.

— «Bene dunque, disse il primo mercante scozzese. Vi dirò io quello che dobbiamo fare; provarci a farli prigionieri, e, con le mani legate, farli star presenti all’abbruciamento del loro idolo.»

Per ventura eravamo provveduti d’una sufficiente quantità di cordicelle, che ci servivano a tenere legate insieme le nostre macchinette incendiarie. Risolvemmo pertanto di sbrigare innanzi tutto l’affare co’ sacerdoti, facendo il minore strepito che fosse possibile. La nostra prima operazione dunque fu quella di picchiare alla porta, donde uscì tosto uno de’ macellai sacerdoti. Incontanente ce ne impadronimmo, e, tenendogli chiusa la bocca e legategli di dietro le mani, lo conducemmo dinanzi all’idolo. Qui gli legammo anche i piedi e gli congegnammo una sbarra tra una mascella e l’altra, onde non potesse parlare, poi lo lasciammo lì per terra.

Due de’ nostri intanto guardavano la porta della baracca in espettazione d’un altro di costoro che venisse per vedere che cosa ci fosse di nuovo. Erano tuttavia in questa espettazione quando ci fummo uniti nuovamente dinanzi alla porta stessa, perchè non si vedeva uscire nessuno. Allora tornammo a picchiar dolcemente, e tosto comparvero altri due, cui femmo lo stesso servigio che avevamo fatto al primo; ma fummo obbligati ad andar tutti co’ nuovi prigionieri