Pagina:Monsignor Celestino Cavedoni.djvu/35

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prende dalla Bibbia.[1]. L’Omero della cristiana civiltà che, come diceva Vincenzo Monti dalla sua cattedra di Pavia, rivendicò alla poesia lo scettro dello stesso regno teologico, congiungeva in un solo affetto il sacro volume e la Romana Epopea; e come da questa ne pigliò lo stile, così con quello crebbe lena e vigore alle altissime fantasie. Al severo Professore d’Ermeneutica Biblica, dovea sovranamente piacere l’Allighieri, che benigno verso coloro i quali allucinati da fallaci apparenze tortamente filosofavano, faceva segno agli strali dell’ira magnanima gl’infidi interpreti del sacro volume. Come questo era il libro prediletto e fondamentale del Cattedratico, così il sacro poema lo era del letterato Italiano; che l’italica letteratura formò pur essa le delizie di quel vasto intelletto; ei fu di questa grandemente benemerito: e qual fosse appassionato cultore del gentil nostro idioma, lo dimostrano l’ingenuo candore dello stile, vero specchio dell’animo suo, e la magistrale proprietà che per tutto scorgesi nel suo dettato.

Al Cavedoni ricco di tanto sapere, non potevano mancare, né il plauso universale de’ più dotti d’Europa, né altre onorifiche distinzioni che egli ebbe non cercate, non ambite, non superiori al merito. Il suo nome suonò glorioso fino nelle remote contrade della Russia, di dove la Principessa Kotschoubey gli spediva in dono un’opera di numismatica, edita con regale munificenza, e non posta in commercio[2]. Dalla dotta Allemagna gli vennero grandi attestazioni di stima: ed anche sulla foggia di quelle che, alcuni lustri fa, il Grimm, versatissimo nelle antichità Germaniche, porgeva a Carlo Troya, profondo conoscitore di cose Longobarde, appropriandosene le dottrine.[3] Di pari guisa il Friedlaender, illustratore delle monete Osche, si appro

  1. [p. 45Saggio di Osservazioni sopra gli studi biblici di Dante Alighieri. Opuscoli Relig. etc. Tom. I.
  2. [p. 45L’opera è in due volumi corredati di tavole egregiamente eseguite, e s’intitola: «Description du Musée du feu le Prince Basile Kotschoubey, d’après son catalogue manuscrit, et recherches sur l’histoire et la numismatique des colonies Grecques en Russie, ainsi que des Royaumes du Pont et du Bosphore Cimmérien par B. de Kochne. St. Petersbourg 1857.» Il Cavedoni donò poi questo libro alla Biblioteca.
  3. [p. 45Il Grimm nel 1843 si recò a Napoli dove conobbe il dottissimo Carlo Troya, ed ebbe agio d’intrattenersi lungamente con lui. Desiderando egli di conoscere tutta la serie delle prove colle quali credeva di poter dimostrare la medesimezza del popolo Gotico coi Geti di Erodoto, fu soddisfatto colla maggior cortesia. Ritornato poscia in Germania fece suoi tutti i ricevuti insegnamenti e li publicò in una sua memoria intitolata Ueber Jornandes und die Geten, Berlin 1846, senza punto accennare da qual fonte li avesse attinti.