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atto ii. 31


SAUL

Che ascolto?... Oh David,... David!
Un Iddio parla in te: qui mi t’adduce
Oggi un Iddio....

DAVID

Sì, re; quei, ch’è sol Dio;
Quei, che già in Ela me timido ancora
10Inesperto garzon spingeva a fronte
Di quel superbo gigantesco orgoglio
Del fier Goliatte tutto aspro di ferro:
Quel Dio, che poi su l’armi tue tremende
A vittoria vittoria accumulava:
15E che, in sue mire imperscrutabil sempre,
Dell’oscuro mio braccio a lucid’opre
Valer si volle: or sì, quel Dio mi adduce
A te, con la vittoria. Or, qual più vuoi,
Guerriero, o duce, se son io da tanto,
20Abbimi. A terra pria cada il nemico:
Sfumino al soffio aquilonar le nubi,
Che al soglio tuo si ammassano dintorno:
Men pagherai poscia, o Saúl, con morte.
Nè un passo allora, nè un pensier costarti
25Il mio morir dovrà. Tu, re, dirai:
David sia spento: e ucciderammi tosto
Abner. — Non brando io cingerò né scudo;
Nella reggia del mio pieno signore
A me disdice ogni arme, ove non sia