Adiecta (1905)/II/LXV

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Canta Madonna e si dispera

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Canta Madonna e si dispera
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CANTA MADONNA E SI DISPERA


     Si levan sospinti dal vento
I bianchi vapori dei monti;
nel cielo di piombo le nubi d’argento
4cacciate, travolte, nascondono il sol.

     Recendo la mota dei letti
traboccan le torbide fonti;
la piova scrosciando rovina dai tetti
8e un largo pantano contamina il suol.

     Languisce la terra sopita
nel soffio del freddo aquilone;
ai rami gelati non torna la vita,
12le gemme aspettanti non s’aprono ancor.

     O fosche giornate d’orrore,
dov’è la novella stagione?
Dov’è primavera fragrante d’amore
16che scalda e feconda le nozze dei fior?

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     Deh, riedi e coi giorni più miti,
maggio, conduci il sereno!
1 canti dei nidi sui peschi fioriti,
20l’odor delle rose risveglia con te.

     Infondi coi baci del sole
la vita nel freddo terreno,
fiorisci le zolle di fresche viole,
24ravviva i ligustri degli alberi al pie.

     O maggio, e doman tornerai
dai fior salutato e dal canto;
a tutti domani la gioia darai,
28io sola piangendo tornar ti vedrò.

     Io sola son morta all’affetto,
io sola mi struggo nel pianto;
letizia di vita non sento nel petto,
32germoglio d’amore nel sangue non ho.

     Il verno da me più non toglie
l’orror delle bianche pruine;
al sole di maggio il gel non si scioglie,
36il gelo di morte che il cor mi coprì.

     Il primo capello canuto
quest’oggi mi svelsi dal crine....
Ah, giovane tempo, sì presto caduto,
40con te la speranza quest’oggi morì!