Adiecta (1905)/II/LXXII

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Nevica

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NEVICA!


     Nel mio tempo miglior che fu sì breve,
quando la gioventù m’ardea ne’ polsi,
spesso ignuda la fronte al ciel rivolsi
4bevendo il freddo come vin si beve,

     e quando vidi turbinar la neve
nell’inverno crudel, non me ne dolsi,
anzi sul ghiaccio e sulla neve colsi
8spesso la rima che l’idea riceve.

     Ma tutto in me cangiò cogli anni ed ora
quando nel ferreo ciel sibila il vento,
11fuggon non che l’idea le rime ancora

     e la neve che amai mi fa spavento,
poiché fiamma d’amor non mi ristora
14e il freddo della morte in cor mi sento.