Adiecta (1905)/II/LXXIII

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Romanza

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ROMANZA

I.


     La quercia poderosa
che con le chiome dense
e con le braccia immense
4copria la valle ombrosa,

     che al verno, agli aquiloni,
come un leon ruggiva
e al maggio si copriva
8di nidi e di canzoni,

     la quercia fulminata
giace distesa al suolo
e l’ultimo usignolo
12ha pianto e l’ha lasciata.





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II.


     Anch’io sento cadute
ormai dal ramo verde
le foglie e il tronco perde
4la forza e la salute.

     Anch’io, se ascolto il core,
sento che m’è sfuggita
la gioia della vita,
8la fiamma dell’amore.

     Tramonta e si scolora
fin della speme il raggio....
Ah, chiaro sol di maggio,
12potrò vederti ancora?