Alcuni ritratti di donne illustri delle provincie veneziane/Luisa Bergali Gozzi

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Luisa Bergalli Gozzi
Veneziana

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Rosalba Carriera Elisabetta Caminer Turra


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LUISA BERGALI GOZZI


VENEZIANA.


Non ebbe per certo chiari natali, poichè suo padre, originario piemontese, tenea negozio di calzolajo in Venezia quand’ella venne a luce nell’anno 1703: potè tuttavia a chiara fama salire per ottima educazione apprestatale in tenera età dal padre Alberghetti somasco. La indirizzò alquanto alla pittura Rosalba Carriera, se non che più vogliosa di allegrare la vita tra boschetti parrasj entrò volentieri in questi, assistita da Apostolo, e Pier Caterino fratelli Zeno, non meno che dal dotto piovano di s. Iacopo di Rialto Antonio Sforza. Giunta al suo vigesimoterzo anno avea già dato al teatro l'Agide, dramma scritto con dolcezza di verso e con nobiltà di pensieri, susseguitato poi da altre sue tragedie e commedie. Gentil pensiero ebbe nel fornirci di una stimabile edizione delle Rime di Gaspara Stampa, di altra di quelle del suo maestro Sforza, e di una Raccolta delle più illustri rimatrici d’ogni secolo, con cui fe’ conoscere che può essere dato alle donne, sì [p. 334 modifica]bene che agli uomini, di altamente cantare. Sempre più addottrinandosi nella lingua e nel terso scrivere, pubblicò un volgarizzamento di sei commedie di Terenzio, lavoro sì pregevole ch’ebbe ad encomiatori Francesco Zanotti e ’l padre Bandiera. Nella non più verde età di 35 anni prese a marito Gasparo Gozzi, cui fece padre di cinque figliuoli, e con cui visse in buona concordia. Fu il teatro una sua costante e sregolata passione; e nell’anno 1758 avendo condotto a proprio rischio quello di s. Angelo con la speranza di rammarginare le dimestiche piaghe economiche, tanto sfortunata fu nel successo, che non altro ottenne che di squarciarle vie più. Non sopravvisse al marito, in cui compagnia fece le traduzioni di alcune opere di Moliere, di Racine, di de la Mothe e d’altri, traduzioni ch’erano diventate li scarsi mezzi de’ quali vedeansi l’uno e l’altra costretti a valersi per sostenere la vita. Nell’anno 1779 scoccò l’ultima sua ora. Quando Luisa o in fresca età, o in mezzo agli agi fioriva, una frotta di cultori delle lettere frequentava la sua casa, e le sue cene non invidiavano quelle de’ Sapienti narrateci da Ateneo; ma, tramutata la sorte, dileguaronsi come in un baleno le pur troppo apparenti e false amicizie.