Alcuni ritratti di donne illustri delle provincie veneziane/Modesta dal Pozzo

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Modesta dal Pozzo
Veneziana

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Veronica Franco Marietta Tintoretto


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MODESTA DAL POZZO


VENEZIANA


Ebbe questa valentissima donna la bizzarria di tramutare in Moderata Fonte il suo vero nome di Modesta dal Pozzo, che vi ha analogia. Nata nel 1555, perdette un anno dopo, per la peste che flagellava Venezia, i civili suoi genitori, e l’ava sua materna prese cura di farla educare in un convento, dove cominciò a dar prove di memoria prodigiosa. Uscitane di buon’ora, ed ascoltando le lezioni che davansi ad un suo fratello, prese grande e spontaneo amore agli studi, si fe’ avida di ogni lettura, e potè pervenire a scrivere picciole composizioni in latino e in italiano. In età di diciassette anni sposò Filippo di Zorzi, avvocato fiscale alle Acque, con cui visse in unione invidiabile per quattro lustri, facendolo padre di quattro figliuoli, ai quali diede ella stessa educazione, diligente restando al più esatto ed ottimo governo della famiglia, senza però lasciar mai l’esercizio delle lettere e della poesia. Di poco eccedeva i sette lustri quando in un parto ebbe a lasciare troppo [p. 324 modifica]immaturamente la vita, l’anno 1592. Molti suoi componimenti andarono per mala fortuna dispersi, ma tra quelli che ci restano rispettati dal tempo, basti il far cenno di due principali. Un libro del Merito delle Donne, prosa ingegnosa, ornata qua e là di poesie di vario genere. Giovanni Nicolò Doglioni, che ne fece eseguire la stampa in Venezia l’anno 1600, avvertì che l’opera non avea dal suo autore avuto l’ultima lima. Il Floridoro, poema diviso in tredici Canti, pubblicato da Modesta sin dall’anno 1581, ma che poi rinnovò affatto, talchè divenne altro lavoro. Questo ultimo rimase inedito: quello che vide la luce fu lodato da’ suoi contemporanei come opera da far onore ad ogni uomo di bella fama; e il cavalier Iacopo Morelli lo registrò tra i poemi più degni di essere conservati, perchè di bella immaginazione, e con istile disinvolto e pulitezza di lingua condotto. Di altro fregio può giudicarsi adorno oggidì, che tanta festa viene fatta al romanticismo, potendo a siffatto genere di componimenti appartenere.