Amleto (Rusconi)/Atto quarto/Scena VI

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Scena VI

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William Shakespeare - Amleto (1599 / 1601)
Traduzione dall'inglese di Carlo Rusconi (1901)
Scena VI
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SCENA VI


Un'altra stanza


Entrano Orazio e un Domestico.


ORAZIO.
Chi sono costoro che vorrebbero parlare con me?
DOMESTICO.
Marinai, signore, dicono che hanno lettere.
ORAZIO.
Falli entrare. (Il domestico esce.) Io non so da qual parte del mondo potessero venirmi lettere, se non è da Amleto.


Entrano alcuni Marinai.

PRIMO MARINAJO.
Iddio vi benedica, signore.
ORAZIO.
E benedica anche te.
PRIMO MARINAJO.
Lo farà, signore, se gli piace. Ecco una lettera per voi. signore; viene dall’ambasciatore che era stato spedito in Inghilterra; se però il vostro nome è Orazio, come mi viene detto. [p. 80 modifica]
ORAZIO (legge).
«Orazio, quando avrai letto queste righe, da modo ai latori di presentarsi al re; hanno lettere per lui. Eravamo in mare da due giorni appena, quando un pirata di aspetto formidabile cominciò a darne la caccia; più deboli di lui di vele abbiam fatto di necessità virtù e siam venuti alle mani. All’arrembaggio mi slanciai sul ponte degli aggressori, ma in quel momento la loro nave si sciolse dalla nostra e rimasi loro solo prigioniero. Adoprarono con me come ladri benigni; ma sapevano quel che facevano, e contavano su un pingue riscatto. Fa trasmettere al re la lettera che gli invio, poi vieni a raggiungermi con tutta la sollecitudine che porresti a sottrarti dalla morte. Debbo dire parole al tuo orecchio che ti faranno ammutolire e che non dimeno sono troppo leggiere per la gravità delle cose che portano. Questi buoni marinai ti condurranno dove io sto. - Rosencrantz e Guildenstern continuano il loro viaggio per l’Inghilterra; di essi a lungo dirò. Addio. Quello che sai tuo Amleto.»

Venire, vi sarò modo di consegnare le vostre lettere; spicciatevi il più presto che potete per condurmi poscia da quegli che ve le diede. (Escono.)