Antropologia/V

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V. Anomalie e mostruosità

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IV VI


Le deviazioni di conformazione dallo stato normale o fisiologico diconsi anomalie, se sono leggere; mostruosità, se sono gravi ed incompatibili colla vita e colla prosperità dell’individuo. In pratica non è sempre facile il distinguere le une dalle altre.

Anomalie nel numero delle dita. — Si videro degli individui che avevano più o meno di cinque dita in ciascuna mano od in ciascun piede, e si è osservato che tale particolarità si trasmette spesso di padre in figlio. Certo Gratio Kalleia aveva dodici dita alle mani e dodici ai piedi. Egli ebbe tre figli: Salvatore, Giorgio, Andrea, ed una figlia. Salvatore portava 12 dita alle mani e 12 ai piedi, Giorgio 10 dita alle mani e 10 ai piedi, e altrettanti ne aveano Andrea e la figlia Maria. Dei quattro figli di Salvatore, due portavano 12 dita alle mani e 12 ai piedi. uno 10 alle mani e 12 ai piedi, il quarto 10 alle mani e 11 ai piedi. Andrea non ebbe discendenti. Dei quattro figli di Maria, tre erano normalmente costruiti, il quarto possedeva 10 dita alle mani ed 11 ai piedi.

All’isola di Malta v’ha una famiglia di sedigiti, in cui questa anomalia ha potuto essere seguita in tre o quattro generazioni; e nel Veneto ve n’ha un’altra, nella quale, tra le linee mascoline e femminili, si contano venti sedigiti. Un sagrestano di Pietroburgo aveva sette dita in ciascuna mano, ed ebbe da due letti dei figli collo stesso numero di dita alle mani. D’altra parte si conobbero delle famiglie, nelle quali era ereditario il numero di 4 dita.

Polimastia. — Talvolta avviene che il numero delle mammelle superi quello di due. Se ne osservarono tre, nel quale caso la sopranumeraria era posta sopra o sotto le normali, o nella regione ascellare, oppure tra le altre due; la si riscontrò anche, sebbene raramente nella regione inguinale, e sulla faccia esterna della coscia sinistra. Se le mammelle sopranumerarie sono due, esse hanno sede o sotto alle normali o nella regione ascellare; in un caso, secondo il dott. Giovanni Ranke, si videro cinque mammelle, delle quali due erano collocate sotto alle normali ed una nella linea mediana del tronco, 14 centimetri sopra l’ombelico. Le mammelle sopranumerarie femminili sono di solito piccole, ma si gonfiano dopo il parto o secernono latte. — Anche nel sesso maschile sono state osservate delle mammelle sopranumerarie.

La coda. — Si è sovente parlato di uomini caudati, aventi cioè allo stato normale una coda più o meno lunga; ma siffatte notizie furono sempre trovate inesatte. All’incontro è certo che l’uomo in via anormale può aver una coda esternamente visibile. Hupch dice di aver veduto nell’ospedale di Costantinopoli una donna nera antropofaga fornita di breve coda, ed un uomo nero pure colla coda esternamente visibile. Il principe Mohammed-Abd-el-Gellich conobbe una schiava nera che aveva una piccola coda a un dipresso fatta come il dito mignolo, ma un tantino più lunga. Questo principe vide nei suoi viaggi a Bournou parecchi altri individui caudati della stessa razza, e disse notissima la cosa nell’Africa centrale. Due altri fatti di tal natura si conoscono. Un sottotenente dei turcos ebbe nel suo reggimento, nel 1860, un Niam-Niam, fornito di una coda lunga da sei ad otto centimetri, flessibile, molle e coperta di una lieve peluria. Un generale di divisione dell’armata d’Africa disse a Geoffroy Saint-Hilaire di aver veduto a Tunisi, parecchi anni or sono, una donna colla coda.

Ipertricosi. — Gli Europei, come fu detto più sopra, sono quasi nudi, ossia hanno il corpo coperto di peluria corta, rara e fina. Ma si dànno dei casi di eccessivo sviluppo del pelo od ipertricosi (anche detta politricosi), tra i quali ne citiamo uno raccolto dal professore Lombroso. Trattasi di certa Teresa Gambardella, di anni dodici, nata su quel di Salerno da montanari sani, robusti, poco sviluppati nel pelo, nella barba e di pelle bianchissima. Questa ragazza ha pelle oscura e coperta di peli neri, disposti simmetricamente, d’una lunghezza di 15 millimetri agli arti, all’addome, più lunghi al dorso, e più folti agli arti superiori che agli inferiori; lunghissimi e folti al pudendo, folti pure alla faccia, come un giovanotto sedicenne. I capelli inoltre si estendono su tutta la regione frontale, sicchè vengono a confondersi colle sopracciglia, dalle quali si distinguono solamente per la diversa loro direzione. Anche a Venezia fu osservata una donna, la quale dal ginocchio in su era tutta vestita di peli lunghi e folti.

Un caso speciale e non infrequente della politricosi è la sacraltricosi, ossia la presenza di peli lunghi e fitti, generalmente disposti in un triangolo che ha il vertice in basso e la base in alto, al disopra delle natiche, nella regione sacrale. Quest’anomalia trova la sua spiegazione nel fatto che in questa località esistono nell’embrione dei peli nella medesima posizione spirale che si osserva all’apice del ciuffo caudale dei quadrupedi. La località stessa è nella gronda midollare l’ultima porzione che si chiude e va non raramente soggetta a, delle anomalie o deformazioni di vario genere.

L’uomo istrice. — Talvolta la pelle si copre di prominenze callose che assumono forme diverse e sono trasmesse di padre in figlio. Così il Lambert, nato nel 1717, aveva la pelle fittamente coperta di tali prominenze, le quali di quando in quando cadevano e poi ricomparivano. Egli ebbe sei figli o due nipoti, i quali tutti presentavano la medesima particolarità della pelle spinosa. Al principio di questo secolo si faceva vedere in Germania un certo Giovanni Goffredo Rheinhardt, che era nato con pelle liscia, la quale poi si coperse di spine che durante l’inverno cadevano e nella primavera riapparivano. I suoi sei figli presentavano il medesimo carattere. Si conoscono altri esempi di pelle spinosa, squammosa e verrucosa.

Albinismo. — In quasi tutte le parti del mondo si vedono talvolta degli individui aventi la pelle bianca, i capelli bianchi e gli occhi rossi: sono questi i così detti albini, i quali sopportano male la luce ed hanno generalmente una costituzione debolissima. Di raro toccano un’età avanzata; in alcuni paesi essi sono considerati come esseri privilegiati o sacri: così a Loango sono proprietà del re e devono seguirlo dovunque come numi protettori, e nella Guinea meridionale sono sacri ed inviolabili.

Microcefalia ed idiotismo. — I microcefali e gli idioti sono individui anormali nella conformazione del loro cervello, il quale ha subíto in parte un arresto ed in parte una deviazione di sviluppo. Conseguentemente la loro intelligenza è meschina, e tali uomini, che in molti punti ricordano le scimie, furono chiamati uomini-scimie. Molti studii furono fatti su questo argomento, i quali tornano utilissimi nella questione sull’origine dell’uomo. Così il dottor Gaspare Virgilio ha illustrato un idiota che nella sua conformazione aveva più del bruto che dell’uomo; era basso di statura, col collo breve, gli omeri larghi, la testa piccolissima, gli arti superiori più lunghi che d’ordinario, fisonomia incerta, occhio strabico, mal coordinati i movimenti. Tendeva di preferenza ad arrampicarsi come le scimie, non mostrava nè affetti, nè volontà, nè desiderii. Sentiva appena gli istinti fondamentali. Non parlava; emetteva grida acute, stridule, nè fu mai udito a pronunciare parole articolate. Il suo cranio aveva una capacità di soli 350 centimetri cubici.

Molto interessanti sono le notizie che abbiamo su certi idioti. Solera Enrico di S. Benedetto (Mantova), di anni 23, è uno degli esempi più spiccati di idiotismo. Ciò che più risalta al primo vederlo è l’espressione affatto bestiale della sua fisonomia, la deformità del cranio e quella del tronco. Esso tiene gli occhi abitualmente socchiusi, e la bocca, da cui scola di continuo la saliva, semiaperta. Il mento è fuggente, le orecchie sono molto grandi, ed i capelli scendono sulla fronte. Capo infossato fra le spalle, braccia scarne, gambe sottili o semiflesse, bacino stretto. Naso largo e piatto, a profilo grifagno; barba scarsissima. Nel camminare il Solera si appoggia sul margine esterno del piede, ed un tale incesso imprime a questo infelice una fisonomia stranamente scimiesca.

Mostruosità. — Mentre le leggere anomalie o varietà anatomiche sono molto frequenti, e nel maggior numero dei casi non compromettono la salute e la vita dell’individuo, i mostri sono fortunatamente più rari. La fervida fantasia degli antichi avea creato dei mostri che non sono mai esistiti, come i Centauri e Tritoni, ed anche oggi il volgo parla di bambini con testa d’animale e di animali a faccia umana. Un passaggio fra le anomalie e le mostruosità costituiscono gli ermafroditi, ossiano quegli individui che sono di sesso maschile e femminile in un’unica persona. La massima parte degli ermafroditi è però di un sesso solo, e presenta qualche carattere esterno dell’altro sesso; cotesti sono ermafroditi di sola apparenza o falsi. Si osservarono peraltro degli ermafroditi veri, cioè individui provveduti delle ghiandole caratteristiche di ambedue i sessi; ma tali ermafroditi sono rarissimi nella specie umana.

I mostri sono semplici, quando le parti, che li compongono, appartengono ad un solo individuo; doppii, quando due individui sono parzialmente fusi insieme; tripli, ecc., quando il mostro è composto di parti spettanti a tre o più individui.

Vi sono dei mostri semplici con eccesso di parti che si avvicinano ai doppii, e non è sempre facile, all’atto pratico, distinguere gli uni dagli altri. Gli studii sugli animali hanno dimostrato che gli organi moltiplicati non sono sempre dovuti alla parziale fusione di due embrioni in uno solo. Così, se ad una lucertola si rompe la coda, qualche volta se ne produce una doppia; e quando si divide longitudinalmente la zampa d’una salamandra, si formano talora delle dita addizionali. Quando si vedono dei ranocchi o dei rospi con membra moltiplicate, come talvolta accade, tale eccesso non può essere dovuto alla fusione completa di due embrioni, eccettuati gli arti, perchè i girini sono privi di arti.

Si conoscono alcuni casi interessanti di mostri doppii. Tali furono Ritta e Cristina, nate in Sardegna nel 1829, e morte all’età di 18 mesi. Giuditta ed Elena nacquero in Ungheria nel 1701 e morirono quasi contemporaneamente all’età di 23 anni; esse parlavano la lingua ungherese, tedesca e francese, e sapevano cantare e disegnare. I due gemelli siamesi Chang ed Eng nacquero nel 1811 e raggiunsero una tarda età. Un ponte muscolare congiungeva insieme i due ventri, lungo abbastanza per permettere ai gemelli di giacere l’uno accanto all’altro; essi ebbero per mogli due sorelle. Eng generò sei figli e tre figlie, Chang sei figlie e tre figli. Essi erano diversi di carattere e di temperamento, ma andavano soggetti alle medesime malattie.

I mostri hanno forme diversissime, e furono da qualche autore classificati collo stesso metodo che si impiega pegli esseri normali. Sembrano produzioni di natura affatto capricciosa, e nondimeno sono soggetti alle leggi naturali come ogni altro organismo. Ma le cause che conducono alle mostruosità ci sono in gran parte ignote, e quel poco che sappiamo, l’abbiamo imparato quasi interamente dalle osservazioni fatte sugli animali. Alcuni autori hanno sostenuto che le nozze consanguinee siano spesso causa di mostruosità; e sembra che altrettanto possa dirsi dell’incrocio di esseri troppo dissimili fra loro, come avviene nell’incrocio di specie molto differenti o di generi distinti. Le lesioni toccate all’embrione sono pure causa di mostruosità; così è stato dimostrato che le donne delle classi povere, costrette d’assoggettarsi a lavori faticosi anche quando sono incinte, e le donne non maritate, forzate a dissimulare la loro gravidanza, partoriscono molto più frequentemente delle altre dei mostri. Le uova di gallina, se sono poste erette o trattate in un modo innaturale qualunque, dànno sovente pulcini mostruosi.