Audizioni Commissione d'inchiesta Federconsorzi/47

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Secondo gruppo di lavoro in ordine alla S.G.R.

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XIII LEGISLATURA

COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SUL DISSESTO DELLA FEDERAZIONE ITALIANA DEI CONSORZI AGRARI



RESOCONTO STENOGRAFICO 47a SEDUTA MERCOLEDI’ 22 NOVEMBRE 2000



Presidenza del presidente Melchiorre CIRAMI


I lavori hanno inizio alle ore 14,15. (La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente).

Presidenza del Presidente CIRAMI

Esame delle risultanze dell’attività di acquisizione conoscitiva svolta dal secondo gruppo di lavoro in ordine all’azione di dismissione e alle procedure seguite dalla Società Gestione per il Realizzo per la liquidazione del patrimonio della Federconsorzi.

PRESIDENTE. La Commissione procede oggi all’esame delle risultanze dell’attività di acquisizione conoscitiva svolta dal secondo gruppo di lavoro in ordine all’azione di dismissione e alle procedure seguite dalla SGR per la liquidazione del patrimonio della Federconsorzi.

Ricorderete che uno degli accertamenti che era nostra intenzione effettuare era quello di analizzare ex post la liquidazione da parte della Società Gestione per il Realizzo dei beni acquisiti attraverso l’atto-quadro per verificare se ci sia stato un eventuale intento speculativo, visto che da più parti, si sarebbe affermato che l’importo offerto dalla SGR era ridicolo e risibile rispetto alla valutazione di 3.900 miliardi effettuata da altri organi. Noi abbiamo voluto verificare tale circostanza ex post.

Do la parola al senatore D’Alì, coordinatore del secondo gruppo di lavoro, per l’illustrazione delle risultanze di tale attività.


D’ALI’. In via preliminare, posso dire che questa attività è stata realizzata attraverso un attento e approfondito esame di tutte le prassi liquidatorie e di vendita messe in piedi dalla SGR. Debbo ringraziare per questo i collaboratori della Guardia di finanza, che hanno svolto veramente un lavoro estremamente puntuale e impegnativo, cioè il capitano Tripoli e il tenente Panebianco. Questi, dovendo affrontare una serie di indagini sul tutto il territorio nazionale, hanno acquisito elementi estremamente utili al fine di arrivare ad una conclusione, naturalmente in termini sostanziali e complessivi. Del resto, credo fosse questo che interessava la Commissione, cioè l’aspetto sostanziale, complessivo, "politico" nel senso aulico del termine.

La relazione sulla "Valutazione dell’azione di dismissione e delle procedure seguite dalla SGR per la liquidazione del patrimonio della Federconsorzi" è parte fondamentale dei compiti affidati al secondo gruppo di lavoro ed è stata ieri presentata al gruppo stesso, che mi ha conferito mandato di riferire oggi al plenum.

Essa è stata svolta con l’ausilio degli ufficiali della Guardia di finanza che collaborano a tempo pieno con la Commissione, che ho personalmente coordinato di concerto con la Presidenza, e rappresenta un lavoro di pregevole qualità ed estremo rigore metodologico.

Diversamente dalle analisi svolte nell’ambito delle indagini preliminari dell’inchiesta giudiziaria pendente che, con riferimento alla sostanza delle cose, disponevano prevalentemente di stime e valori previsionali, a noi è stata data la possibilità di riscontrare oggettivamente quanto avvenuto, quindi anche la validità delle previsioni, sulla base di elementi consolidati ed originati dal mercato.

Di conseguenza, le risultanze del nostro lavoro, oltre a soddisfare le esigenze conoscitive specificatamente segnalate ai consulenti, rilevano anche ai fini: a) della problematica della validità dell’atto-quadro, nella misura in cui i presupposti della vendita in massa dei beni vengano riguardati in ottica teleologica; b) della problematica della congruità del prezzo offerto dalla SGR per rilevare l’intero patrimonio della Federconsorzi (ricordo che il prezzo fu di 2.150 miliardi di lire).

Più in dettaglio, nella parte introduttiva della relazione sono state svolte alcune considerazioni generali, relative agli obiettivi ed alle note metodologiche dell’indagine.

La parte speciale è stata suddivisa in tre sezioni. Naturalmente, sto leggendo le conclusioni, mentre c’è un bel fascicolo di carte che costituisce l’allegato.

Nella prima sezione sono state illustrate le elaborazioni di dettaglio concernenti le transazioni immobiliari effettuate dalla SGR; tali analisi sono state svolte con l’ausilio di opportune tecniche di ispezione sui bilanci della società e sui dati ottenuti, sia interrogando l’anagrafe tributaria sia attraverso specifici accertamenti condotti sul territorio da 30 reparti operativi della Guardia di finanza.

Nella seconda sezione, è stato affrontato nel dettaglio il tema della dismissione delle partecipazioni.

Nella terza sezione, l’analisi ha riguardato le complessive procedure adottate per la vendita degli immobili e delle partecipazioni.

La parte finale, oltre a talune puntuali riflessioni sull’attività immobiliare e finanziaria della SGR, esprime valutazioni tecniche conclusive sull’operazione ed ospita gli allegati e le tabelle attinenti il lavoro svolto. Attraverso opportuni criteri, è stato esaminato il complesso delle attività immobiliari e finanziarie svolte nel periodo 1993-2000 e sono state effettuate puntuali analisi di dettaglio.

La selezione e gli approfondimenti sono avvenuti sulla base della sussistenza di almeno uno dei seguenti parametri: rilevanza ex ante, riguardante la consistenza del valore economico dell’immobile, desunto dal prezzo di vendita (superiore a 200 milioni di lire); sistematicità, concernente l’eventuale ipotesi che persone fisiche o giuridiche abbiano potuto acquistare, in condizioni di favore, nell’ambito di un presunto piano speculativo riconducibile all’operazione SGR, immobili, anche in epoche diverse ed in differenti aree geografiche; congruenza, riferita all’entità del differenziale tra i prezzi d’asta ed i valori di realizzo; incidenza della partecipazione in termini percentuali rapportati al patrimonio netto complessivo della cedente; valore di realizzo dei titoli rapportato al valore di bilancio; adeguatezza, concernente le modalità di formazione dei prezzi base e di svolgimento delle vendite; riscontrabilità, concernente la effettiva corrispondenza formale e sostanziale tra i dati segnalati dalla SGR e quelli accertati; rilevanza ex post, concernente sia la circostanza che immobili ceduti abbiano subito modifiche della destinazione d’uso ovvero siano stati rivenduti a prezzi più elevati, sia particolari "percorsi proprietari " seguiti dagli stessi.

Sia con riferimento agli immobili che alle partecipazioni, è emerso che nessun socio od amministratore della SGR ha effettuato acquisti.

In particolare, in relazione alla cessione delle partecipazioni, i riscontri eseguiti in punto di procedure e risultati hanno consentito di verificare che esse sono state predisposte ed attuate in conformità alle regole vigenti, attraverso l’ausilio di intermediari mobiliari di indiscusso prestigio ed assoluta serietà, quali Mediobanca, e di un modello in base al quale sono stati selezionati i soggetti economici interessati agli acquisti; sono state programmate le opportune attività di due diligence e poste in competizione le migliori offerte.

Sulla base dei rilievi istruttori acquisiti, pertanto, è possibile sostenere: che nulla di significativo è emerso circa l’eventuale ipotesi che il complesso delle transazioni sia stato realizzato dalla SGR allo scopo di soddisfare interessi particolari nell’ambito di un pre-organizzato - o anche solamente preimmaginato - quadro speculativo, con dismissioni a prezzi inferiori a quelli di stima e/o mercato; che la SGR ha sempre stimolato una forte competitività tra gli offerenti, segnatamente con riferimento alle cessioni di maggior rilievo, in conformità a canoni di economicità e principi propri di ogni impresa, enunciati ab initio; che solo nel 17 per cento delle gare immobiliari, i sondaggi statistici svolti hanno consentito di registrare scostamenti minimi tra il prezzo base e il prezzo di effettiva aggiudicazione (ciò significa che nella grande maggioranza dei casi, i prezzi effettivi di aggiudicazione sono stati molto superiori a quelli di partenza); che, solo in 4 casi (vedi allegato) dei successivi campioni estratti sulla base dei sondaggi svolti, sono state rilevate rivendite successive, munite di sensibili margini di guadagno (gli effetti speculativi sono sparsi sul territorio e limitatissimi); che le procedure utilizzate hanno consentito di stimolare al massimo la competitività a vantaggio della società e dei suoi soci, creditori della Federconsorzi.

Nell’azione di dismissione della SGR e nelle relative procedure, quindi, possiamo escludere, ex post, l’esistenza di sintomatologie atte a configurare: a) l’ipotesi di una effettiva realizzazione di comportamenti volti a conseguire o a far conseguire, a persone fisiche e/o giuridiche, nell’ambito di un quadro speculativo preordinato, ingiusti vantaggi patrimoniali; b) l’ipotesi che l’operazione atipica in rassegna, volta a conseguire i massimi realizzi di mercato, abbia potuto, in termini di percentuali e tempi di recupero, nuocere agli interessi dei creditori della Federconsorzi.

Rebus sic stantibus, inoltre, operando le opportune somme e tenendo conto del prezzo stabilito in sede di atto-quadro, è possibile prevedere ormai che l’operazione SGR dovrebbe concludersi con un sostanziale pareggio ovvero con un modesto utile.

Ho terminato. Naturalmente sono a disposizione per eventuali chiarimenti.

PRESIDENTE. Queste sono le risultanze che abbiamo avuto dal lavoro fatto dai nostri consulenti, passato al vaglio del gruppo di lavoro a cui la Commissione ha rimesso l’approfondimento di queste questioni.

Se non ci sono osservazioni, acquisiamo agli atti questo contributo e quando lo si riterrà opportuno, tutto ciò potrà essere rimesso in discussione ed emendato con le eventuali osservazioni. Per mio chiarimento, il contributo elaborato dal secondo gruppo di lavoro con l’ausilio degli ufficiali della Guardia di finanza, nostri collaboratori, essendo un atto interno di accertamento, è classificato come riservato e ne è quindi consentito il rilascio di copia ai componenti della Commissione che ne facciano richiesta.

Le conclusioni di questo lavoro, come degli altri contributi che saranno presentati dai coordinatori dei vari gruppi di lavoro, verranno raccolte e riportate nella bozza di proposta di relazione finale che depositeremo credo nella prima metà di gennaio. Ciascun componente della Commissione potrà fare osservazioni e presentare emendamenti, come è prassi di tutte le Commissioni.

Ricordo che la Commissione tornerà a riunirsi martedì 28 novembre 2000, alle ore 12, per procedere all’audizione dei dottori Paolo Celotti, Fiammetta De Vitis e Fausto Severini, in qualità di componenti del Collegio giudicante della procedura di concordato preventivo della Federconsorzi, nel periodo 1992-93.

I lavori terminano alle ore 14,25