Autobiografia (Monaldo Leopardi)/Capitolo LXVI

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Capitolo LXVI

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Capitolazione di Ancona


Vedendo che la resa della Piazza si ritardava tornammo a Recanati, ma fra due o tre giorni essendo venuto un Uffiziale Austriaco ad avvertirci essere già sottoscritta la capitolazione e doversi fra due giorni evacuare Ancona dai Francesi tornammo al campo in brigata grande per trovarci all’ingresso della truppa vittoriosa. Questa entrò in gran parata e la sera delli ... novembre, e nella matina seguente uscirono i Francesi. Tutto procedé con ordine e quiete sommi, e con gli Austriaci entrò una quantità prodigiosa di vettovaglie fatte preparare appositamente per mantenimento delle truppe, e per sollievo dei cittadini. Ancorché la fame non fosse arrivata all’ultimo grado il popolo aveva sofferto assai e la Piazza poco più avrebbe potuto sostenersi. Allorché entrammo, sentendoci affamati per il molto girare nel campo, e non potendo al momento introdurre i nostri viveri, il conte Bonandrini ci regalò come una rarità un po’ di pane, bruno, e tanto cattivo che ubbriacò quasi tutti perché era pieno di loglio.

La capitolazione di Ancona può leggersi nelle istorie di quei tempi. In essa il Generale Francese propose «che voleva trattare con gli Austriaci soli, non già coi Russi dovendosi preferire la morte al disonore di trattare con gente senza fede». Il Generale Tedesco doveva ributtare quel capitolo insidioso e indecente, abbruciare Ancona o perire, ma non sanzionare un oltraggio così ributtante per gli Alleati tanto rispettabili del suo sovrano. Egli però scrisse semplicemente «Accordato». Quella capitolazione girò per tutto il mondo, e quell’articolo forsennato non fu l’ultima delle ragioni per le quali la Russia si staccò dall’alleanza coll’Austria. Tanto spesso si vede verificato che piccole, e remotissime cause producono effetti grandissimi. Inoltre, ancorché Ancona priva oramai di viveri, e senza speranza di soccorsi potesse fra due settimane costringersi ad accettare qualunque patto, gli si accordò una capitolazione generosissima, e la sua guarnigione andò libera a popolare le file degli inimici dell’Austria. Gli ufficiali Austriaci fremevano, il popolo bestemmiava il nome di Froëilich, ma egli restò tranquillo, e in premio di questa impresa ricevé dalla sua corte il grado di Maresciallo e la proprietà di un Reggimento.