Biografie dei consiglieri comunali di Roma/Felice Ostini

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Felice Ostini

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Filippo Orsini Luigi Pianciani

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OSTINI AVV. FELICE


Consigliere Municipale





UUfficio supremo dello scrittore è di raccomandare alla ricordanza dei contemporanei e dei futuri non solo uomini, che per celebrità di nome, per isplendore di genio, per fortuna di casi vennero in onore, ma sì pure coloro che per modesto ed inclite virtù, per altezza di opere, per affetto alla patria, per gradi sostenuti nella cosa pubblica, ebbero distinzione. — E a questo còmpito importa attendere, chè la civiltà dei tempi, il corso del progresso, la nuova luce dell’istruzione il richiede, e la cronaca della propria età, e l’onore di un ricordo per gli uomini che lo meritarono, per tal modo alla posterità si presenta; nè vuolsi tacere come vi ha taluno, cui a questa menzione vorrebbe di leggieri togliersi, o un modesto sentimento talvolta esprimendo, che però non sente nel fondo del cuore, o facendo intravedere sfiduciamento segreto di se medesimo, od amore di far guerra a tutti i più gentili e più nobili intenti. — Ma di ciò avremo tempo in altre nostre pubblicazioni a diffusamente ragionarne, e fare scoperti coloro, che insanamente avversano illustrazioni di cose e di uomini, e a cui ben potrebbersi ripetere lo parole di uno scrittore illustre: — dacchè voi dunque siete disperati di meritare onore, o mentre il serpente della perversa natura nel vostro seno tien covo, e per l’anima vi corrono ignobili sentimenti, operate a che l’universa famiglia di Adamo al pari di voi diventi contennenda e vile? — Però ci conforta il vedere come di cosìfatti uomini sia brevissimo il numero, come in queste biografiche pubblicazioni i più distinti cittadini ci porgono incoraggiamento splendidissimo, e come anche la stampa italiana abbia fatto plauso [p. 162 modifica]alla nostra opera, che tramanda a ricordo presente e avvenire il nome di coloro, che nell’albo dei Consiglieri Comunali in Campidoglio dopo il 20 Settembre 1870 furon segnati. —

Ed oggi ci piace lo scrivere la biografica memoria di un cittadino egregio, quale è l’Avv. Felice Ostini. —

Nasceva egli in Roma nel novembre dell’anno 1815. —

Giuseppe suo padre fu capo della Tesoreria Generale, e di lui rimase bellissimo il nome, e la ricordanza onorata. —

Ma la famiglia Ostini andava già illustre per antenati chiarissimi e insigni, imperocchè il suo bisavolo Pietro fu un architetto di alto valore, che lasciò di sè splendido il nome, e ne’ suoi tempi fu perciò avuto in pregio e grandemente stimato dai sommi artisti. Ebbe pure un altro Pietro e questi fu Cardinale dottissimo.

Felice Ostini crebbe quindi all’ombra delle domestiche virtù in ogni più nobile disciplina educato e negli studi istruito, ai quali portò amore, e sentendosi inclinato alle scienze legali, alle medesime di preferenza si applicò nella’ Romana Università, e per provare il forte ingegno di lui, basti far menzione, come non solo raccogliesse sopra tutti distinta la lode, ma ne riportasse quindi la laurea ad honorem. E in così bella riputazione egli venne, e in tanto riguardo tenuto che fu Segreto della Romana Rota, dal 1839 al 1842, ed ebbe di poi il titolo d’Avvocato. — Nè senza nota passeremo, come egli facesse prattica forense presso quell’illustre Armellini, che fu Triumviro della Romana Repubblica, e come anche delle teoriche disquisizioni legali con lui trattasse, il che pur prova in quanta stima quel chiarissimo uomo il tenesse. —

Sebbene durasse la notte politica de’ tempi servili, e si trovasse l’Ostini in cospetto di una teocratica signoria, che il germe d’ogni libero senso tentava, specialmente nelle anime giovanili, distruggere; sebbene il cerchio d’una forza brutale e selvaggia tutta Italia stringesse e i popoli fosser trattati siccome giumenti vilissimi; sebbene una lunga atonia parea pesasse su tutti gli animi italiani, pur nondimeno Felice Ostini, che studiosissimo fu pure delle patrie storie, aveva il cuore informato a sentimenti liberali, e le atroci agonie, le torture infinite, le disperazioni crudeli della sua patria avendo appreso dai grandi volumi, suscitò dentro il petto di lui magnanimo lo sdegno, ardentissimo il desiderio, perchè fosse sciolta dalle straniere catene. — Epperò nei moti del 48-49 in tutti quegli avvenimenti politici, ei non solo sentì nell’animo brillare la speranza che il giorno dell’ira fosse arrivato, che finalmente l’unità, la libertà e la indipendenza d’Italia si verificasse, ma non mancò [p. 163 modifica]a questo fine supremo cooperare per quanto potè, onde formò parte dei comitati liberali, e favoreggiò caldamente la causa italiana. —

Quando la gloriosa epopea incominciava nel 1859, che poscia ha condotto Italia ad esser nazione, Felice Ostini sentì rinascere nell’animo suo il fulgido raggio delle patrie speranze, e insieme ai patrioti di Roma e d’Italia tutta il voto di lunghi secoli desiderò veder compiuto, e vi concorse come potè coll’opera.

Dapertutto stimato, era egli eletto gonfaloniere in Genzano, e colà trovavasi quando la generosa insurrezione avveniva, che aspirava al possesso di Roma, ma gli fu allora forza attendere ad impedire la guerra di morte che minacciava il colera in Genzano, perocchè aveva già attaccato i circonvicini, paesi, e di tutta lena si adoperò dispiegando sollecitudini e cure, e fu veramente esempio di abnegazione, di zelo, di uomo che seppe prevedere e provvedere alla riparazione dello spaventoso infortunio. — E poichè l’Ostini dal ufficio di gonfaloniere si ritirava, nel mentre da quella cittadinanza aveva dimostrazione di affetto gratissimo, gli era pur espresso dolente rammarico di non averlo più a capo di quel Comune. —

Tornato a Roma, e fattasi maggiore la fortuna del suo patrimonio, si diè di proposito alle cure amministrative de’ suoi beni, e ad attendere per tal guisa alla prosperità della propria famiglia.

Un sommo italiano profetava or non ha molti anni, che da Roma soltanto può muovere la parola dell’unità moderna, che da Roma solo uscir deve unità d’incivilimento, accettata dal libero consenso dei popoli all’umanità. — E il 20 Settembre 1870 Roma era redenta all’Italia, e in Roma oggi deve svolgersi tutta l’azione politica, sociale, umanitaria, perchè il vaticinio si avveri, perchè si raggiunga il patto felice dell’alleanza dei popoli. — Arduo còmpito è questo, in cui altisssimo genio d’uomini, vera sapienza politica, amore dell’umanità si richiede. —

Tra i cittadini, quegli che ebbero la maggiorità dei voti nelle elezioni dei Consiglieri Comunali in Campidoglio, fu Felice Ostini, il che prova come egli sia nel cuore dei propri concittadini, come le sue virtù siano universalmente riconosciute, e quanta fiducia egli goda. — Fu poi due volte eletto membro della Giunta Municipale, ma la prima volta per particolari motivi diede rinuncia, e la seconda per cagione di malattia.

Però a far manifesti sempre meglio i meriti sì della mente, che del cuore dell’Avv. Felice Ostini, noi noteremo come egli fosse portato eziandio alla candidatura di deputato al Parlamento Nazionale nel 2.° Collegio di Roma, e come venuto in ballottaggio con il Prof.r Cerroti questi rimanesse eletto per il lievissimo numero di nove voti. — [p. 164 modifica]Abbiamo pertanto nello scrivere questa biografica ricordazione dell’Ostini presentato un cittadino che all’integrità di carattere congiunge sentimenti liberali, e và ornato di ogni più bella virtù, e pieno di cognizioni scientifiche ed amministrative. —

E ci gode l’animo allorquando scriviamo queste pubblicazioni, poter segnalare a degnissima nota il nome di quei cittadini, che possono efficacemente sostenere la causa del popolo, la causa dell’umanità. — L’umanità, disse un illustre scrittore, è l’associazione delle Patrie, l’umanità è l’alleanza delle Nazioni per compire in pace ed amore la loro missione sulla terra; l’ordinamento dei Popoli, liberi ed eguali, per muovere senza inciampi, porgendosi ajuto reciproco e giovandosi ciascuno del favore degli altri, allo sviluppo progressivo di quella linea del pensiero di Dio, cti egli scrisse sulla loro culla nel loro passato, nei loro idiomi nazionali e sul loro volto. — E noi confidiamo in un avvenire così sublimemente felice, cui certo il terreno dispongono, e le sementa fecondatrici vi spargono i sapienti uomini, gli ottimi e virtuosi cittadini. —

Nè possiamo a manco di conchiudere col far voto, perchè l’avvocato Felice Ostini rinvigorendo nella salute, per cagion della quale dovè ritirarsi dal Municipale Consiglio possa col senno, e con l’opera e con tutte quelle virtù, che lo adornano, più validamente concorrere al bene comune, e gl’interessi della patria sempre meglio sostenere. —







Tip. Tiberina Piazza Borghese. Riccardo Fait — Editore.