Biografie dei consiglieri comunali di Roma/Giovanni Battista Camuccini

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Giovanni Battista Camuccini

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Filippo Berardi Alessandro Capri

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CAMUCCINI BARONE GIO. BATT.


Consigliere Provinciale





LLe glorie degli avi, le virtù dei dolci parenti, sono il retaggio più bello, sono i tesori più cari, che e i nepoti ed i figli raccolgono, e mentre sul capo di loro ne piove una luce divina, che a grandemente operare li sospinge, sulla memoria degl’illustri estinti discende un raggio più splendido del sole eterno della immortalità.

E noi in discorrendo, nei biografici volumi, la vita di quegli uomini, che sedendo al Consiglio della Romana Provincia, rifulsero per ogni più bella qualità della mente e del cuore, oggi, per la prima volta, con compiacente animo, ci accingiamo a ragionare di un cittadino, circondato non solo dalla corona delle proprie virtù, ma dal sereno splendore della gloria del proprio padre.

Giovanni Battista Camuccini nasceva in Roma, da distinta famiglia, nel 25 aprile dell’anno 1821. Suo padre, Vincenzo, fu quell’illustre uomo, che meritamente il Giordani chiamò — lume principale e chiarissimo della pittura italiana nel nostro secolo. — E di vero egli fu di coloro, che a buona scuola ravviarono l’arte, e sul piedestallo della storia egli siede nel fulgore di un grande. I suoi lavori furono l’ammirazione universale, e restano siccome gloria italiana, siccome artistico libro ai giovani pittori, che amano sorgere in quell’arte bella a sommo grado. — Il cav. Pietro Ercole Visconti, Emanuele Papero Siciliano, Tito Barberi, il Kotzebue, e i più illustri autori sì italiani, che stranieri, della sua vita discorsero e delle sue opere, con degna e valorosa penna, e noi non possiamo aggiungere che le parole di [p. 284 modifica]Pietro Giordani, in sul fine di un suo discorso, che fece per un dipinto del Camuccini e del Landi, in cui così conclude: «Come sviscerato e pertinacissimo nell’amore dell’Italia, vi ringrazio per lo splendore, di che la comune patria carissima illustrate! vi ringrazio per quello che dai dotti di queste cose intendo, che quest’arte vostra divina voi la conservate dalle oltramontane affetlazioìii, pura, italiana! Questo mi fa riverente e divoto a voi: questo mi fece animoso di invitare la nostra gioventù a studiare nelle vostre opere le ragioni e quella che oggi chiamano filosofia delle arti; ad apprendere che non dobbiamo nelle condizioni de’ tempi cercare scusa ai difetti, quando voi gloriosamente provate che la nostra età può ancora in Italia produrre pitture eccellenti, pitture non degeneranti dalla dignità antica e schiettamente italiane

Sotto i rai paterni cresceva Giovanni Battista Camuccini, il quale fin dalla più tenera età rivelava robustezza d’ingegno, ed animo gentilissimo. Amò gli studi ed alla latina ed italiana letteratura s’informò. Ma nel suo cuore ardeva anche il desiderio d’apprendere l’arte del dipingere, nella sua mente brillava un lampo del genio di suo padre. — Egli sentì sopratutto inclinazione alla pittura di paesaggio, e a lui fu maestro quel Giovanni Battista Bassi di Bologna, distintissimo pittore di paese. — Con grande passione quell’arte il Camuccini studiando, in breve fece aperto come nella medesima era per inalzarsi. E di vero, quantunque egli abbia un sentire oltremisura modesto, quantunque sia d’animo schivo dal dimostrare l’onorato valore di sue opere, purnondimeno crediamo debito della nostra libera penna segnalare il inerito di lui, particolarmente nella pittura di paese e far manifesto come molti suoi lavori vadano ammirati dai dotti dell’arte, e rivelino l’eccellenza dell’autore, avvegnachè abbia poi dovuto quell’arte alquanto abbandonare per darsi alle cure di famiglia, che reclamarono la maggiore di lui sollecitudine.

Egli fu pure studioso di storia, sopra la quale piacqucgli meditare con mente di filosofo, e si applicò eziandio agli studi di archeologia e di numismatica e s’ebbe a maestri l’illustre Antonio Nibbia e il chiarissimo Melchiorre Misserini, e nell’archeologia e nella numismatica anche di presente con ispeciale interessamento si occupa, e in tali materie è uno degli uomini più distinti, e venuti in bella nominanza. — Pregiate e ricche collezioni egli va formando di armi, di quadri, di medaglie, di monete, ed ha composto di [p. 285 modifica]già un museo splendidissimo, che certamente pone in più grande aspetto la sua bella mente, vaga di spaziarsi nelle più antiche regioni dell’arte e di lasciare ai figli un campo d’ispirazione e d’istruzione.

Nelle economiche ei amministrative discipline versato, al prosperamento del proprio patrimonio, al progressivo benessere della propria famiglia ha inteso e intende di continuo, ed anco per questa parte è uno degli uomini avuto in grande reputazione e in sommo riguardo. — Ed è dagli uomini, che al corredo di molte e varie cognizioni, aggiungono la scienza del bene amministrare, che devonsi trarre i cittadini, i quali al governo della cosa comunale, o provinciale, o governativa provvedano. E di fatti noi vediamo la romana provinciale amministrazione prosperare e procedere in così bello sviluppo, che veramente dalla medesima si argomenta la sapienza, l’onestà, il zelo di coloro, che compongono il provinciale Consiglio.

Giovanni Battista Camuccini, amante sincero dei proprio paese, noto per i distinti suoi meriti, per la integrità del suo carattere, cittadino avuto universalmente in stima grandissima, era eletto Consigliere provinciale, e all’onorevole officio adempiè con tutto zelo, con tutta sua potenza d’ingegno, e s’acquistò semprepiù bella reputazione, e s’ebbe anco incarico di reggere la presidenza del Consiglio. Ma ragioni di salute, e gravi e supreme cure di famiglia il costrinsero a rassegnare di poi la distinta carica, e ritrarsi a vita privata, chè egli sentiva pure essere suprema missione di un padre, educare i figli alla patria, e alla prosperità del patrimonio sempre meglio provvedere.

Ed eccolo marito affettuoso di sposa gentilissima e virtuosissima, genitore di cinque diletti figliuoli, nel santuario domestico spargere la feconda sua opra d’istruzione, di educazione, di continua attività per la buona amministrazione della sua fortuna, di incessante sua sollecitudine per tutte cose belle, che alle archeologiche e numismatiche materie sopratutto appartengono, e, come un cielo sereno di carissime gioie, riguarda l’arte, la famiglia, la patria.

A provare di quanta luce risplenda il suo nome, giovi pur notare come in tutta la Sabina e nel Circondario di Poggio-Mirteto, ove anco molte proprietà egli tiene, facessero gara per vederlo eletto deputato al Parlamento, ma egli che, come dicemmo, ha modestissimo sentire di sè stesso, egli che nel sostenere un ufficio ne misura tutti i doveri da compiersi, egli [p. 286 modifica]che in assumendo una carica desidera alla medesima dedicarsi a tutt’uomo e di tutta lena, sconsigliò coloro che gli facevan pressa ad accettare, e porse piuttosto consiglio di rivolgere a cittadino degnissimo loro pensieri, e di portare lor voti per altro uomo, che avesse saputo i comuni interessi sostenere, e al bene della patria cooperare. — E noi, allora che sapemmo questo suo declinare da uffici supremi, nel mentre ammirammo i modesti e gentili suoi sensi, avemmo a rammaricarci, perocché noi vediamo purtroppo come si abbia d’uopo sempre più d’uomini, che a rappresentar la nazione non la vana o gonfia parola emettan dal petto, ma si stringano in concordia dazione, in armonia di propositi, in potenza di volere, e alla prosperità e alla felicità della nazione provveggano.

E per fermo chiunque sà apprezzare le belle qualità ai della mente, che dell’animo del Camuccini, non può certo disconoscere che in lui si troverebbe il cittadino saggio, onesto, amante del benessere nazionale, l’uomo, che con il corredo delle sue cognizioni, grandissima utilità potrebbe apportare alla propria città, al proprio paese, in più alti seggi.

Ma la sua azione di operoso cittadino, di ottimo padre, che intende al bene della famiglia, e alla educazione dei figli, di uomo, che alla vasta erudizione congiunge il campo pratico, ove raccoglie tutto il bello antico e nella archeologia e nella numismatica, di artista, che già in dipinture di paesaggio venne in eccellenza, è sempre fonte di utilità pubblica e privata, epperò è desso già degno della pubblica e privata benemerenza, e noi sentiamo il dovere, che deve guidare ogni scrittore, di segnalare i cittadini virtuosi, e quindi ci affrettiamo a consegnare Giovanni Battista Camuccini alla perennità del ricordo e allo splendore dell’esempio.






Roma, Gennaio 1875 — Tip. del Popolo Romano.