Canti (Aleardi)/Epicedio per una bimba/I. Luigia

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Epicedio per una bimba

I. Luigia

../ ../II. Amelia IncludiIntestazione 2 giugno 2008 50% Poesie

Epicedio per una bimba Epicedio per una bimba - II. Amelia

 
Ti ricordi una sera? Al firmamento
Levasti, cara dolorosa, il viso,
E somiglianti a due righe d’argento,
Bagnâr due stille il tuo mesto sorriso;

E mi dicesti: "Mio poeta, oh quanta

Parte dell’alma mia vive lassù!

O mio poeta, una canzon mi canta

D’Amelia mia, che non vedrò mai più."

Io canterò. Su quell’avel ti siedi;
Su quell’avel ti sederò daccanto:
Ai dì che fûro con la mente riedi;
Cerchiamo un delicato estro nel pianto.

Oh! il mio passato è una città deserta

Ove due cippi mortuari in piè

Segnan le tracce de la via mal certa

Fra gli avanzi dei gaudi e de la fé.

Vergine lieve in rapida carola
Che ti lambe e dileguasi; spedita
Gondola che pel bruno aere s’invola,
È il picciol lampo de la nostra vita.

Qui tutto muor. Interroga gli ardenti

Deserti, ove orma viva non appar;

E ti diranno quanta onda di genti

Volse e sparì, come essiccato mar.

E un dì matura l’avvenire arcano
Quando, simíle ad un navil che affonda
Per vetustade in placido oceàno,
Svanirà ne la tenebra seconda

L’orbe: e forse per l’etere, sull’ale

Si librerà qualche divin cantor

Armonizzando un inno funerale

Su le virtù sue brevi, e i lunghi error.

Arpa de’ miei prim’anni, a cui le miti
Gioie ò fidato del paterno tetto;
E il fremito di popoli avviliti
Sotto il flagello di straniero abbietto;

A cui l’ardore di desir mal domi

E un tesoro di speme e di martír,

Cui lagrimando ò confidato i nomi

Di quelle che amai tanto e mi tradîr;

Arpa de’ miei prim’anni, al ciel converso
Qui nel silenzio, ignoto carme io sciolgo;
Però che sdegno l’indiscreto verso
Che pubblica gli affetti intimi al volgo;

Tu a questa bella travagliosa assenti

Da le tue corde un suon consolator:

Niuno il metro udirà de’ tuoi concenti,

Chè l’angoscia profonda à il suo pudor.