Codice di procedura penale/Libro III/Titolo I

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Libro III
Prove

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Art. 187 Oggetto della prova

1. Sono oggetto di prova i fatti che si riferiscono all’imputazione, alla punibilità e alla determinazione della pena o della misura di sicurezza.

2. Sono altresì oggetto di prova i fatti dai quali dipende l’applicazione di norme processuali.

3. Se vi è costituzione di parte civile (76 s.), sono inoltre oggetto di prova i fatti inerenti alla responsabilità civile derivante dal reato (74; 185 c.p.).

Art. 188 Libertà morale della persona nell’assunzione della prova

1. Non possono essere utilizzati, neppure con il consenso della persona interessata, metodi o tecniche idonei a influire sulla libertà di autodeterminazione o ad alterare la capacità di ricordare e di valutare i fatti (642).

Art. 189 Prove non disciplinate dalla legge

1. Quando è richiesta una prova non disciplinata dalla legge, il giudice può assumerla se essa risulta idonea ad assicurare l’accertamento dei fatti (187) e non pregiudica la libertà morale della persona (642). Il giudice provvede all’ammissione, sentite le parti sulle modalità di assunzione della prova.

Art. 190 Diritto alla prova

1. Le prove sono ammesse a richiesta di parte. Il giudice provvede senza ritardo con ordinanza (495) escludendo le prove vietate dalla legge e quelle che manifestamente sono superflue (190-bis, 4954) o irrilevanti (468).

2. La legge stabilisce i casi in cui le prove sono ammesse di ufficio (70, 195, 224, 237, 507, 508, 511, 603).

3. I provvedimenti sull’ammissione della prova possono essere revocati sentite le parti in contraddittorio (495).

===Art. 190-bis Requisiti della prova in casi particolari 11. Nei procedimenti per taluno dei delitti indicati nell’art. 51, comma 3-bis, quando è richiesto l’esame di un testimone (194 s., 497 s.) o di una delle persone indicate nell’art. 210 e queste hanno già reso dichiarazioni in sede di incidente probatorio (392) o in dibattimento nel contraddittorio con la persona nei cui confronti le dichiarazioni medesime saranno utilizzate ovvero dichiarazioni i cui verbali sono stati acquisiti a norma dell’art. 238, l’esame è ammesso solo se riguarda fatti o circostanze diversi da quelli oggetto delle precedenti dichiarazioni ovvero se il giudice o taluna delle parti lo ritengono necessario sulla base di specifiche esigenze.

1-bis2. La stessa disposizione si applica quando si procede per uno dei reati previsti dagli articoli 600-bis, primo comma, 60-ter, 600-quater, 60-quinquies, 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinqiues e 609-octies del codice penale, se l’esame richiesto riguarda un testimone minore degli anni 16.

Art. 191 Prove illegittimamente acquisite

1. Le prove acquisite in violazione dei divieti stabiliti dalla legge non possono essere utilizzate.

2. L’inutilizzabilità è rilevabile anche di ufficio in ogni stato e grado del procedimento (1854).

Art. 192 Valutazione della prova

1. Il giudice valuta la prova dando conto nella motivazione (1253, 6061 lett. e) dei risultati acquisiti e dei criteri adottati.

2. L’esistenza di un fatto non può essere desunta da indizi a meno che questi siano gravi, precisi e concordanti (2729 c.c.).

3. Le dichiarazioni rese dal coimputato del medesimo reato o da persona imputata in un procedimento connesso a norma dell’art. 12 sono valutate unitamente agli altri elementi di prova che ne confermano l’attendibilità (210).

4. La disposizione del comma 3 si applica anche alle dichiarazioni rese da persona imputata di un reato collegato a quello per cui si procede, nel caso previsto dall’art. 371 comma 2 lett. b).

Art. 193 Limiti di prova stabiliti dalle leggi civili

1. Nel processo penale non si osservano i limiti di prova stabiliti dalle leggi civili, eccettuati quelli che riguardano lo stato di famiglia e di cittadinanza.

Note

  1. Modificato con la legge 1° marzo 2001 n.63.
  2. Comma aggiunto dall’articolo 13, comma 2 legge 269/98.