Codice e società/Capitolo 4/3

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
4.3 Verso la chiusura autopoietica dell'informatica pronta all'uso

../../Capitolo 4/2 ../../Capitolo 5 IncludiIntestazione 10 giugno 2013 75% Tesi universitarie

4.3 Verso la chiusura autopoietica dell'informatica pronta all'uso
Capitolo 4 - 2 Capitolo 5

Negli anni '70 del '900 questo rapporto dialogico tra sistemi sociali aperti, come le università che trasformano la tecnologia libera (BSD), e organizzazioni chiuse come la AT&T che producono tecnologia chiusa (Unix) è evidentissimo: mano a mano che BSD raggiunge versioni stabili e consolidate (ad esempio la 4.2, che implementa i famosissimi protocolli internet TCP/IP) il suo codice viene acquisito, compilato e chiuso, e quindi distribuito sotto forma di Unix. La tecnologia passa da sistemi solidali meccanici a sistemi solidali organici, dalle università alle organizzazioni economiche, dalla comunità al mercato, dall'economia del dono o dell'abbondanza, all'economia formale delle risorse scarse. Gli stessi studenti che si sono formati sul codice libero BSD, una volta terminati gli studi diventeranno programmatori e sistemisti Unix.

Il dialogo BSD/Unix coniuga le diverse esigenze della società/comunità tecno-scientifica: stabilità da un lato e adattabilità dall'altro.

L'adattabilità che noi abbiamo spiegato in termini di autopoiesi ed entropia è ciò che serve al progetto ARPANET‎1 di DARPA2. Negli anni settanta i computer in rete avevano marchi e versioni diverse, ma dovevano parlare la stessa lingua. Essi, quindi, dovevano avere gli stessi protocolli (TCP/IP) e sistemi operativi in grado di eseguire programmi uguali su macchine diverse. In sintesi, ciò che tiene assieme il sistema socio-tecnico è la condivisione del sistema operativo BSD, che oltre ad implementare i protocolli TCP/IP, consente adattabilità (alle diverse macchine) ma anche uniformità (del sistema operativo).

In questo senso il sistema operativo si trova, rispetto ai computer, a un livello di astrazione superiore, in grado di rendere comunicante e integrato il sistema socio-tecnico, nascondendo le differenze dell'hardware. In altri termini, le macchine possono essere qualsivoglia, perché la compatibilità viene resa possibile dallo stesso sistema operativo. Il sistema operativo è uno strato tecnologico che nasconde le diversità hardware delle macchine. In termini sistemici siamo di fronte a una “chiusura operazionale” (Luhmann, 1987). La chiusura è ciò che consente la comunicazione interna al sistema e che comporta l'astrazione dall'ambiente che è imprevedibile, in questo caso l'hardware.

Attraverso la chiusura, agita per mezzo del sistema operativo, anche il sistema sociale (comunità3) che ne è coinvolto si differenzia dall'ambiente e riconosce se stesso nell'ambiente. Coloro che usano BSD si identificano in una comunità, che allargata può ricomprendere anche gli utilizzatore dello Unix commerciale o proprietario4.

Controllare il sistema operativo significa controllare il sistema socio-tecnico. La posta in gioco si prospetta enorme e la posizione strategica da conquistare è quella del sistema operativo. La dinamica non è però così semplice e lineare. Il valore della posta in gioco cresce enormemente con la prospettiva di allargare le infrastrutture che trasmettono i dati, cioè le reti. Tutto ciò avviene grazie allo sviluppo dei protocolli di trasmissioni TCP/IP da parte di Berkeley nell'ambito del progetto BSD.

Open Source Pre Competition 3
www.questionmaps.net
Fig. 3

L'inizio degli anni '80 del '900 segna un punto di svolta importante. L'AT&T, che attraverso la Bell Telephone Laboratories aveva sempre collaborato con Berkeley per lo sviluppo di Unix, dà vita a un nuovo soggetto, la Unix System Laboratories, mentre Berkeley, da parte sua, dà vita al gruppo di ricerca Computer Systems Research Group (CSRG). Da due soggetti che storicamente avevano sempre collaborato, nascono quindi due nuove figure che segnano un'inversione nelle relazioni, che da collaborative diventano competitive: inizia la controversia sui diritti del sistema Unix, poiché AT&T sostiene che il sistema BSD incorpori tecnologia proprietaria di AT&T. L'inversione nella qualità delle relazioni, da un punto di vista sistemico ed astratto, segnala la necessità del sistema di differenziarsi. Il successo o meno di questa differenziazione determinerà anche il destino dell'esperienza Unix.

Lo “stile Unix”, così come lo definisce Weber (2004), è quello della ricerca. Lo sviluppo dei vari sistemi Unix o BSD avviene con il contributo di molti programmatori, legati alle università e agli istituti di ricerca. Come lo stesso Weber dimostra, questo stile ha delle forti implicazioni sulla possibilità di riuscire a definire degli standard. Le ramificazioni, a parte le principale tra Unix della AT&T e BSD di Berkeley, sono moltissime. Nonostante il grosso interesse del mercato per questo sistema operativo, frammentato e fluido (a bassa entropia), secondo Weber non riuscirà mai a raggiungere un sufficiente grado di chiusura, proprio per le sue caratteristiche originarie, ossia di essere nato aperto e nel contesto della ricerca scientifica.

Tuttavia, quando internet si espande grazie ai protocolli TCP/IP e ai sistemi Unix-like, e gli stessi sistemi Unix-like progrediscono a loro volta grazie alla rete, si inseriscono in questo sistema socio-tecnico le varie software house. In figura 4 si può vedere come, a questo punto, la rete modifica le sue caratteristiche. Le software house, che entrano nel mercato informatico a partire dagli anni '80 del '900, gravitano attorno a Unix di AT&T piuttosto che attorno a BSD, ma saranno tra loro competitive ed il network, ai suoi margini, presenta delle strutture radiali. Apollo, DEC, Integrated Solutions, NSC, Motorola, Data General ed altre compagnie costruiscono un loro sistema operativo derivandolo da BSD, ma tra loro non avranno più relazioni collaborative, anzi saranno in competizione in condizioni di mercato formale.

Parimenti accade per lo Unix di AT&T, che costituisce invece un nodo di passaggio per Altos, Apollo, HP, IBM, Intel, Microsoft e Sun Microsystem.

La dinamica che porta alla netta suddivisione del mondo Unix in due ramificazioni è centrale per ciò che sosteniamo in questa tesi. Il destino dello stile Unix, aperto, accademico, partecipato e collaborativo è quello di chiudersi, di diventare, come spesso accade, tecno-scienza pronta all'uso (Latour, 1987).



Open Source Pre Competition 4
www.questionmaps.net
Fig. 4

Per quanto attiene al codice che noi chiamiamo libero, il suo destino è quello di diventare o istituzionale, o proprietario, in ogni caso di chiudersi e diventare software pronto all'uso. La particolarità del mondo Unix consiste nel presentare entrambe queste dinamiche, rappresentate dai due rami del network alla fase mostrata nella figura 4.

AT&T è fortemente intenzionata a chiudere (appropriare) Unix, e questo causa la reazione delle aziende che ruotano attorno a BSD e che si associano per mantenere Unix aperto: Apollo, DEC, Hewlett-Packard, Honey-well, MIPS, NCR Silicon Graphic, alle quali si aggiungerà più tardi anche IBM, le quali nel 1988 si uniscono nella Open Software Foundation. La crisi economica del '91 indurrà molte di queste aziende a vendere parti del loro capitale per affrontare la crisi di liquidità monetaria, portando al collasso della Fondazione. La stessa cosa accade nel versante opposto: AT&T venderà le sue quote di Sun Microsystem. Il mondo Unix fa intravvedere nettamente queste due dinamiche:

istituzionalizzazione, di stile Open Source;

Appropriazione, cioè chiusura di tipo proprietaria attraverso le licenze d'uso.

Entrambi questi “primi” esperimenti della storia informatica collasseranno prima di riuscire a raggiungere uno standard, ossia lo status di tecnologia pronta all'uso per il grande pubblico (Latour, 1987).

Con Unix la storia ha così sperimentato, nello specifico della tecnologia informatica, forme di chiusura che poi saranno perseguite dai progetti successivi. Unix, in quanto sistema operativo, sparirà dalla scena; rimarranno le sue grammatiche, la sua esperienza, il suo modo di evolversi e di organizzarsi: ancor oggi si parla di sistemi Unix-like.

Nel 1984 Richard Stallman dà le dimissioni dal MIT e fonda la Free Software Foundation. È il secondo tentativo di conservare la tecnologia come spazio pubblico attraverso un'organizzazione extra universitaria ed extra governativa. La differenza con il primo tentativo della Open Software Foundation consiste nelle maggiori implicazioni etiche e nell'appello alla società civile, piuttosto che nel coinvolgimento degli attori economici. L'appello volto ai valori della libertà indica un tentativo di ancoraggio nella società in quanto tale, piuttosto che nel mercato, e nella contemporanea uscita dalle logiche istituzionali delle università.

Rispetto al tentativo precedente, vi è in più l'accortezza di preservare i confini attraverso clausole propagative che prevedano la contaminazione dell'eventuale codice proprietario, eventualmente usato assieme al codice libero. È come se5, volendo usare la ricetta per confezionare la nostra torta di mele (Cfr. note introduttive), arricchendola con la farcitura di panna, fossimo costretti a rendere nota anche la ricetta per produrre la panna.



Open Source Pre Competition 5
www.questionmaps.net
Fig. 5

In tal modo, tutta la tecnologia mescolata a quella rilasciata con le clausole della Free Software Foundation diventa a sua volta libera. L'errore di calcolo, se così possiamo dire, della Free Software Foundation è quello di investire energie nell'implementazione di strumenti, compilatori, interpreti e linguaggi che hanno loro stessi bisogno di un sistema operativo. In pratica, viene momentaneamente messa da parte quella che abbiamo definito come posizione strategica da conquistare, che è appunto il sistema operativo. Sarà Linux Torvalds, ormai negli anni '90 del '900, a colmare questa grave mancanza.

Linux fornisce ciò che mancava, cioè il kernel di un sistema operativo che, messo assieme agli strumenti GNU, all'implementazione dei protocolli di rete per opera di Alan Cox, all'interfaccia grafica X windows per opera di Orest Zborowsky, e a progetti come Debian, iniziato da Ian Murdock, costituisce tecnologia spendibile e consolidata. Ci troviamo così di fronte alla chiusura operativa (Luhmann, 1987) dell'informatica pronta all'uso (Latour, 1987) di tipo istituzionale e pubblico. Ciò che la storia aveva sperimentato con il sistema Unix di Berkeley (BSD) si realizza con Linux. Torvalds riesce ad aggregare e a disciplinare attorno a Linux mezzi e uomini (Latour, 1987).

Come evidenzia bene Weber (2004, p.52), il decorso degli eventi non è stato così lineare. La licenza GPL della Free Software Foundation, con tutte le sue implicazioni etiche, se da un lato preserva i confini e impedisce la contaminazione di tecnologia proprietaria, dall'altro impedisce la conquista di spazi strategici come quello del sistema operativo. Nei fatti BSD non confluisce nella Free Software Foundation perché la sua esperienza è intrisa di compromessi con il software proprietario, incompatibile con il “Puritanesimo” informatico di Richard Stallman. La “lunga” storia di collaborazioni tra Berkeley e AT&N ha creato una matassa difficile da districare, in cui risulta difficile stabilire cosa è pubblico e cosa è proprietario. Il sistema Unix/BSD è per il momento una sorta di “package deal” da prendere così com'è, con tutte le sue contraddizioni, oppure lasciare.

Districare questa matassa richiederà tempo, e il tempo sarà quello delle controversie legali tra Berkeley e AT&T. In qualche modo questa confusione tra bene pubblico e privato è ciò che ne impedisce la chiusura operativa sia in un senso, verso forme istituzionali Open Source, che nell'altro, verso le forme proprietarie delle licenze d'uso. Unix/BSD rimane in una sorta di limbo ambiguo e indefinito mentre altri attori premono per conquistare il loro spazio pubblico o nel mercato. Chi preme nello spazio pubblico è la Free Software Foundation e Linux, mentre Microsoft conquista il mercato.

Tuttavia sarebbe troppo riduttivo dire che l'esperienza dello stile Unix doveva essere superata per arrivare in qualche modo, sia esso istituzionale o proprietario, a un'informatica pronta all'uso e da consumo. Anzi è proprio l'esperienza Unix a mostrare chiaramente due esiti entrambi possibili.

La nostra prospettiva non si accontenta di questa conclusione ed è proprio la definizione di “esito possibile” ad essere per noi problematica. Non potrebbe invece trattarsi di due esiti entrambi necessari? A questo punto dovremmo dare conto del fatto che lo stile Unix entra in crisi, non come contraddizione irrisolta tra pubblico e privato (pubblico e privato hanno bisogno l'uno dell'altro più che contraddirsi), ma per l'impossibilità di Unix di separare la sua parte pubblica dalla sua parte privata. Da questa prospettiva il modello Unix collassa perché non riesce a differenziarsi. Restando imprigionate nello stesso sistema, parte pubblica e parte privata non riescono a compenetrarsi, cioè a costituire l'una l'ambiente dell'altra, e come tali non riescono a osservarsi e quindi a dialogare (perturbarsi direbbe Luhmann). Unix cresce enormemente e non riesce più a garantire il dialogo all'interno di un sistema esteso e poco differenziato (Luhmann, 2007).

Questa differenziazione sarà garantita da eventi esterni a Unix. L'informatica pubblica e l'informatica privata saranno due sistemi compenetranti quando questi nasceranno autonomamente e saranno rappresentati dal mondo dei personal computers da un lato, rappresentato da Microsoft e Machintosh, e il sistema Linux dall'altro. Il loro rispettivo successo sarà dovuto proprio all'incapacità di Unix di svolgere contemporaneamente entrambe le funzioni:

- pubblica: riproduzione, economia sostanziale e solidarietà meccanica;

- privata: produzione, economia formale, solidarietà organica.

Il sistema Unix, detto in altri termini, non riesce più a mantenere un giusto compromesso tra integrazione e differenziazione (entropia) a seguito della sua “enorme” espansione socio-tecnica. Unix soffoca sotto il proprio peso, o come spesso si dice in gergo informatico, rimane vittima del proprio successo.

Note

  1. Advanced Research Projects Agency NETwork.
  2. Defense Advanced Research Projects Agency.
  3. Per comunità si intende la comunità in senso informatico, così come spesso viene usato questo termine nell'ambito Dell'Open Source e del Software Libero.
  4. Abbiamo già spiegato come gli studenti che si formano su BSD finiscano con il diventare ingegneri Unix una volta laureati, e questi passaggi da un contesto ad un'altro, di ricercatori, studenti e anche professori, tiene assieme il sistema.
  5. Tornando alla metafora della sequenza di operazione per confezionare una torta delle note introduttive