Dalle dita al calcolatore/XIII/12

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12. Intelligenza Artificiale e sistemi esperti

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[p. 244 modifica]12. Intelligenza Artificiale e sistemi esperti

Questi programmi, pur facendo parte del campo dei giochi, rientrano a pieno titolo nell’ambito della Intelligenza Artificiale. Il termine, abbreviato normalmente [p. 245 modifica]in IA o AI, all’inglese, era stato usato per la prima volta da John McCarty dell’MIT nel 1956 per indicare il settore dell’informatica che si occupa di simulazione “intelligente” del comportamento umano.

Le ricerche sono focalizzate in alcune aree: in quella linguistica si tenta di costruire testi sensati su alcuni argomenti, oppure si mira alla sintesi vocale, alla comprensione del linguaggio parlato, alla capacità di effettuare automaticamente traduzioni da una lingua a un’altra; per l’attività visiva si punta al riconoscimento di oggetti posti in diverse posizioni; nel campo delle abilità manuali si sta tentando di realizzare programmi che guidino la manipolazione di oggetti diversi posti in luoghi vari e in posizioni differenti; infine si cerca di ottenere la capacità di individuare le strategie operative più vantaggiose in certe condizioni, con gli studi sui giochi e con la messa a punto dei sistemi esperti.

I sistemi esperti sono programmi che, utilizzando una serie di conoscenze fornite da un esperto e immagazzinate inizialmente, decidono una linea di comportamento per risolvere problemi di un certo tipo. Alcune versioni di questi programmi sono anche capaci di trarre informazioni dai risultati delle scelte effettuate. Programmi di questo tipo sono usati per aiutare i medici nella diagnosi di un male o nella scelta della terapia, o anche nella pratica della ricerca geologica, legata al reperimento di petrolio o altri minerali: in sostanza il programma si occupa di escludere tutta una serie di casi porgendo all’attenzione dell’esperto umano solo una ristretta rosa di soluzioni accettabili con indicazioni precise sulle caratteristiche di ognuna delle possibilità.

Si è anche cercato di costruire delle macchine capaci di dimostrare teoremi matematici, ma fino ad ora esse hanno fallito il loro compito per l’incapacità di scegliere, tra le numerosissime alternative possibili, quelle che sono più interessanti per il tema affrontato.