Degli edifizii/Libro terzo/Capo V

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CAPO V.


Teodosiopoli fortificata: Giustiniana fondata.


Quelli, che ho accennati, furono gli edifizii che il nostro Principe fece nell’Armenia che è alla destra dell’Eufrate: ora passo a parlare di quelli che fece nell’Armenia maggiore. Quando Teodosio Augusto acquistò il regno di Arsace, siccome poc’anzi ricordai, egli piantò un castello sopra un certo colle, chiamato Teodosiopoli; ma facile ad essere preso da chi vi si fosse accostato. Ed infatti Cabade, re di Persia, se ne impadronì nel passare da quella parte, quando si portò sopra Amida. Non molto dopo l’imperadore Anastasio ivi fondò una città, comprendendo entro le mura quel colle, su cui Teodosio avea eretto l’anzidetto castello; e quantunque alla città Anastasio avesse dato il suo nome, non gli riuscì di far abolire quello di Teodosio primo fondatore: giacchè è tra gli uomini cosa comune, che quanto appartiene all’uso riceva bensì novità, ma non così facilmente perda la prima denominazione. Erano le mura di Teodosiopoli larghissime; non corrispondente però [p. 401 modifica]n’era l’altezza, la quale al più poteva salire a trenta piedi: onde potevano senza grande difficoltà occuparsi dai nemici, e specialmente dai Persiani, che ne tentassero l’espugnazione, a cui quelle mura prestavansi, molto più chè non erano protette nè da muro esteriore, nè da fossa: anzi v’era anche lo svantaggio di certo luogo alla città sovrastante, il quale si alzava sopra le mura. A tutto ciò provvide Giustiniano. Primieramente aprì d’innanzi alle mura una fossa profondissima, e simile affatto agli alvei de’torrenti, scavati fra le rupi de’monti. Indi quell’altura soprastante mozzò a modo, che in luogo di praticabile qual’era prima, la cambiò in dirupi inaccessibili, e in precipizii, e burroni. Poscia perchè le mura avessero l’altezza necessaria, e si rendessero inespugnabili a fronte di chi tentasse di assaltarle, vi fece praticare tutto quello che avea ordinato che si facesse a Dara: cioè, fece ergere torricelle molte, aperte solamente quanto potesse bastare ai difensori per bersagliare con dardi ed altro chi si ponesse ad assaltare le mura: poi tutto per lungo eresse un portico di macigno, ed altre di quelle torricelle aggiunse con molta industria. Oltre ciò eresse tutto all’intorno un muro esterno; e di ogni torre formato un forte castello, le mura ordinò e munì al pari di quelle, che circondano Dara. Assegnata poi Teodosiopoli per centro di tutte le truppe soggiornanti in Armenia, e per residenza del maestro della milizia, assicurò gli Armeni dalle incursioni de’ Persiani.

La ragione poi, per la quale l’Imperadore non edificò Bizane, fu questa. Quel luogo è situato in [p. 402 modifica]pianura, e dappertutto all’intorno v’è campagna, sulla quale comodamente può campeggiare la cavalleria: esso ha inoltre stagni paludosi d’acqua corrotta. È dunque facile ad essere assaltato dai nemici, e pestilenziale per gli abitanti. Lasciata perciò da parte Bizane, come ben meritava, si voltò ad altro luogo detto Tzumina, tre miglia discosto da quella, e d’aria saluberrima, perchè posto in alto, e tra precipizii. Ivi fondò la bella ed invitta città, che porta il suo nome.