Della congiura di Catilina/XLIV

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[p. 27 modifica]Ma gli Allobrogi, addottrinati da Cicerone, per mezzo di Gabinio adunandosi coi congiurati, richiedono un giuramento firmato da Lentulo, Cetego, Cassio, e Statilio, ostensibile ai lor cittadini; senza il quale mai potranno a un tanto passo risolverli. Essi, nulla sospettando, lo danno. Cassio inoltre promette trovarsi in breve negli Allobrogi; e alquanto prima dei Legati egli esce di Roma. Lentulo dà agli Allobrogi un Tito Volturcio da Crotona, perchè a Catilina guidandoli, con esso pria di ripatriarsi riconfermino con iscambievol fede l’alleanza. A Volturcio commette una sua propria lettera per Catilina, di cui ecco il tenore: «Qual io sia, da costui ch’io ti mando, il saprai. Riflettendo a quali estremi sii tu, il tuo virile coraggio rammenta: considera ciò che richiede il tuo stato; ed ajuto nessuno, nè dagli infimi pure, a sdegno non abbi.» Alla lettera aggiunge in parole: «Perchè sconsigliato foss’egli pur tanto, da non volere schiavi arruolare, quando il Senato lo avea giudicato nemico? In città essere ogni cosa disposta com’egli avea ordinato: non indugiasse d’avvicinarvisi.»