Della moneta/Libro III/Introduzione

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Introduzione

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Libro III Libro III - Capo I
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INTRODUZIONE

Sono in questo terzo libro contenute materie gravi e di tale e tanta importanza, che il piú degli scrittori su queste sole hanno disputato, quasi in esse l’intiera cognizione della moneta si comprendesse: nel che, se da una parte sono degni di discolpa, dall’altra certamente nol sono. Sembrano meritare scusa, considerando che gli avvenimenti piú calamitosi e le operazioni piú strepitose degli Stati, tutte si possono dire originate dalla mutazion del valore della moneta; ma per l’altra parte le materie, che nel primo e secondo libro ho discorse, e quelle, che nel quarto si tratteranno, sono state tanto ignorate e lasciate in abbandono, che non è in alcun modo da perdonarsi. E pure tutto si concederebbe, se almeno questo che al valore s’appartiene, quanto è celebrato, tanto fosse trattato accuratamente. Ma anzi qui è maggior confusione, disordine ed errore. Del che altra non può essere la cagione, se non che gli uomini, quando hanno a ragionare in quello ove l’interesse ed il guadagno ha parte, si lasciano trasportar sempre o da soverchio timore o da disordinata aviditá; e, siccome i decreti delle potestá sono quasi sempre o da’ consigli de’ privati o dalle grida della moltitudine mossi o sospesi, rare volte avviene che alla generale utilitá si possa aver mira e ragione. Né è picciola lode per noi che, mentre tanti, creduti piú savi, sbagliano e pagano le pene degli sbagli, al nostro governo da moltissimo tempo non si possa rimproverare statuto alcuno sulle monete, che abbia recato grave danno con sé. [p. 152 modifica]

Ma, per apportare ordine e lume in tanta oscuritá, è bene spiegare che sia questa proporzione tra le monete. E prima giova premettere che il valore intrinseco delle monete è diverso un poco da quello del metallo, dovendosi apporre la fattura e talor anche il dritto di signoria; e questo ascende tra noi, a un di presso, al terzo del valor del rame, il cinquantesimo dell’argento, il quattrocentesimo dell’oro. Ma, siccome questa è una spesa fissa ed invariabile, il variar della valuta della moneta intieramente dipende dal variar del metallo, e con esso è congiunto. Quindi è che, tacendosi la fattura, quando si parla del valor della moneta intrinseco, s’intende sempre del metallo; a dimostrar l’origine del quale l’intiero libro primo è stato consumato. Ciò spiegato, entriamo a parlar della natura di questo valore.