Dello squadro/Dedica

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Dedica

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ALL’ILLUSTRISS. SIG.RE


IL SIG. CONTE

FR.co BERNARDINO


MARLIANI


MUZIO ODDI.


IL meditare, e porre insieme queste poche considerationi intorno allo Squadro, m’ha servito quasi per tavola à cui potessi appigliarmi, per non restar sommerso affatto dall’onde procellose d’amarissimi travagli in un miserabil naufragio; che tale fù invero la mia sciagura; quando perdei non solo i beni di fortuna, la sanità, e per lo spatio di quattro anni intieri, infino la luce del Sole: ma, & è quello, che più mi pesa; irrecuperabilmente per sempre, il chiaro della gratia del mio Signore. Dovendo hora per giusta cagione lasciarle vedere col mezzo delle stampe; è ragione, che ciò [p. -- modifica]faccia sotto i felicissimi auspicij di V.S. Illustrissima; avvenga che, quando pure alla fine piacque à Dio, Ottimo, Massimo, di liberarmi da i cattivi, & inhumani portamenti di quel dispietato, che mi teneva in custodia, contrarmi d’un’angosciosa, e tenebrosa buca, nel venire rilegato in questa nobilissima Città di Milano, appena toccai i suoi confini, che come Aristippo nel lido di Rodi; feci giuditio, non mica per inditij di figure impresse nell’arena; ma da contrasegni pieni di magnificenza, & splendore, che io era giunto in parte habitata da huomini di valore non ordinario; & dove, come hò poi trovato essere in effetto; sono coltivate, & havute in pregio le scienze, & l’arti più eccelenti: nè le conietture riuscirno vane, essendomesi quasi subito presentata occasione di mostrare à V.S. Illustriss., & ad’ altri Cavalieri della qualità sua, le matematiche, & indi à poco, favoritamente fattone publico lettore di esse nelle scuole Platine: siche da così lieto principio, come dalla desiata luce di Santo Hermo; presi non picciola speranza, che di così calamitosa borasca, fosse hormai giunto il fine; & d’havere afferrato ad’ un sicuro porto di [p. -- modifica]quiete, dove; mercè la loro cortesia; hò potuto quasi scordarmi affatto, non che ristorarmi in parte de i patiti disagi, & havere commodità, & otio di ridurre à fine queste, & altre fatiche simili; qualunque elle si siano; che in quell’horrido luogo m’ingegnai d’abbozzar così di grosso col carbone, per essermi severamente; per non dire barbaramente; vietata ogn’altra commodità.

Sono oltre à ciò dovute à V.S. Illustrissima come cosa sua; poiche à sua contemplatione v’hò aggiunto il modo da descrivere le figure regolari infino al Quindecagono, solo col mezzo degl’angoli retti: per haver ella molto bene osservato, con quanto stento, & lunghezza di tempo fosse disegnato il Forte Sanval, & qualcheduno degl’altri fatti doppo; mentre in così tenera età intervenne con tanta accuratezza, & così assiduamente à tutte le guerre del Monferrato, Piemonte, & à i successi di Valtelina; dove non solo s’adoperò in così importanti servigi, con quella coraggiosa generosità d’animo, che è propria della nascita, e sangue suo; ma con avvedimento, & prudenza di gran lunga maggiore degl’anni, diede sì chiari [p. -- modifica]argomenti del suo già maturo valore, che meritò, che il Rè Cattolico per farne publica testimonianza, honorasse la sua persona del carico di Capitano d’una delle Sei compagnie di Lancie d’ordinanza, che mantiene in questo Stato. Aggiungasi à tutto queste ragioni, che dalla liberalità sua, son stato aiutato, & sovvenuto in modo, che hò potuto agevolmente mandar ad’ effetto questa publicatione. Laonde questo Opuscolo, che per tanti titoli è suo, non fà mestieri ch’io m’affatichi in pregarla à volerlo gradire & proteggere: ma bene in supplicarla à riconoscere in me un devoto affetto, con che gliele presento, & che si degni conservarmi nella sua gratia, mentre stò pregando Dio N.S. che le conceda il compimento de’ suoi generosi pensieri.

Di Campo Santo li 10. di Febbraio 1625.