Detti e sentenze memorabili/Per quelli che entrano in religione

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Detti e sentenze utili per quelli che entrano in religione

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Detti e sentenze utili per quelli che entrano in religione
Generali Circa i tre voti religiosi

1. La vocazione alla religione è la maggior gratia che Dio possa fare a suoi eletti dopo il battesimo.

2. La religione è un paradiso terrestre nel quale l’anima si unisce con Dio più strettamente, partecipa più abbondantemente i tesori della Chiesa, gode una dolcissima pace che divinamente la imbalsama e la fa divenire una piccola deità in terra.

3. A venuti di fresco in religione bisogna seriamente inculcare quanto importi il culto e servizio divino, quanto debbano esser puntuali in tutto ciò che a quello spetta, vegliando sopratutto all’interno loro; e con quanta riverenza devano frequentare i sacramenti della Confessione e della Comunione per gradire a Dio.

4. Fa anche mestieri in questi primi tratti condurre dolcemente le novizie, e condurle a poco a poco e come per mano agli esercizi spirituali; bisogna animarle e con le parole e con gli esempi all’acquisto delle vere e sante virtù. Bisogna far loro formare alta stima della loro vocazione. E per fine bisogna istruirle in quel che tocca alle regole e alle costituzioni che devono osservare.

5. O quanto sarebbe meglio starsene nel secolo, che dannarsi in religione.

6. Bisogna entrare in religione con purissima intenzione, e non esservi trascinato per forza o per fine e mondano interesse.

7. La Novizia dee abbandonarsi e essere come morta mani della sua madre maestra.

8. La religione è un traffico e un negozio: si guadagna cento per uno quando si sa maneggiare il suo talento.

9. La strada al paradiso più breve, più netta e più sicura è la religione.

10. Le due basi o gangheri della religione sono il fervore di spirito e’l disprezzo del mondo e di se stesso.

11. La religione purga, illumina e perfeziona tutto l’huomo interno et esterno.

12. Gli occhi della persona religiosa sono chiusi e serrati a tutte le cose della terra e aperti a quelle del cielo per non vedere che Giesù Christo.

13. Il fiele e’l miele debbono recarci lo stesso gusto, senza desiderare altro liquore che quello che stilla dalle poppe della religione.

14. Dopo che voi sarete vestita del sacro habito religioso prendete per massima e principio generale che non dovete giammai né pensare, né dire, né fare giammai cosa che non sia degna della nobiltà dello stato religioso.