Detti e sentenze memorabili/Circa i tre voti religiosi

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Detti e sentenze circa i tre voti religiosi

../Per quelli che entrano in religione ../Toccanti a Superiori IncludiIntestazione 10 agosto 2010 75% Da definire

Per quelli che entrano in religione Toccanti a Superiori


1. Tutto ciò che mancherà a religiosi in questa vita, sarà loro donato nell’altra.

2. Per infermo che voi siate, non prendete mai cosa che non sappia di santa povertà.

3. Le favole, le ciancie, le parole vane, donativi e regali sono all’anime religiose altrettanti lacci per prenderle e trarle giù nell’inferno. Per lo meno, è con gran perdita e diminuzione della loro gloria.

4. La povertà religiosa è poco ben conosciuta e anche meno osservata.

5. La povertà evangelica non solamente comanda che si lasci, ma che si doni quanto si ha.

6. Guai, guai, guai a chiunque introdurrà la vanità e la proprietà nella santa religione, particolarmente in quella dove regna la semplicità e la povertà.

7. Esaminatevi una volta il mese per vedere se il vostro affetto sia attaccato a cosa veruna, e tosto che il troviate, rinunziatela subito in mano alla superiora.

8. O i trafficucci humani e mondani che trovansi talhora ne’ monasteri, quanto impediscono alle religiose la maniera di trafficare con Giesù Cristo il cielo e l’eternità. E piaccia a Dio che al fine non impediscano anche loro la visione divina.

9. La castità è una rosa, la quale non isboccia che ne’ giardini chiusi e fra le spine.

10. Ella è che fabbrica all’anima religiosa un trono d’avorio lassù nel paradiso.

11. O se si sapesse il suo merito e la sua eccellenza, tosto si rinchiuderebbe ne’ monasteri.

12. Debbonsi baciare le serrature e le maniglie de’ monasteri come custodi di si bianco giglio.

13. La purità e la castità debbono universalmente trovarsi in tutte le parti del corpo e dello spirito.

14. La purità non si trova che nell’anime le quali vivono con vita spirituale; e il contrassegno di una tal vita è non mai né parlare né udir male del prossimo, ma amarlo come se stesso.

15. La verità è sì pura che se si ammettesse miscuglio d’altra cosa ella non sarebbe più verità.

16. Non vi ingannate: non si può entrare nel tempio della purità che per quello della semplicità; l’una di queste virtù non si può acquistare senza l’altre.

17. Lo Sposo dell’anime pure conserva le sue spose fedeli in mezzo alle tentazioni disoneste, non meno che i tre fanciulli nella fornace babilonese.

18. Ogni più piccola imperfezioncella è gran macchia alla purità interna.

19. La purità divina s’acquista con la mortificazione interna et esterna, con la custodia del cuore, con la purità del corpo e con l’humiltà.

20. L’ubbidienza è il letto mistico di Salomone.

21. La perfetta ubbidienza richiede un’anima senza volontà, una volontà senza giuditio, un giuditio senza spirito, uno spirito senza occhi e che sia cieco a ogni altro, fuor che all’ubbidire a tutto il mondo.

22. La vostra ubbidienza dee esser accompagnata dall’allegrezza, dall’humiltà, dalla semplicità, dalla prontezza e dalla perseveranza.

23. Ohimè figliuole, udiamo la voce de’ nostri superiori come se lo stesso Dio parlasse.

24. Il suddito dee estimarsi indegno d’esser comandato dal superiore, e così pure incapace ad eseguirne il comandamento.

25. L’ubbidienza che comandasse cosa contro la volontà di Dio, contro le costituzioni, contro la regola e contro il ben dell’anima, non è vera ubbidienza, ma una fantasima e un mostro.

26. Habbiate per perso quel giorno nel quale non havete ubbidito a niuna sorella.

27. La persona religiosa non ha già donata la sua volontà a gli huomini, ma a Dio. Né l’ha donata a pezzi e a stracci, ma tutta intera. O qual sacrilegio dunque sarà il ritoglierla o farla in pezzi.

28. Una gocciolina di semplice ubbidienza vai più un milione di volte che un intero vaso di più fina contemplazione.

29. O sarebbe pur desiderabile che ciascuna e tutte le nostre azioni attualmente ci fossero comandate dalla Santa ubbidienza.

30. Ah buon Gesù! O quanta dolcezza sta rinchiusa in questa nuda parola: volontà di Dio.

31. Devesi una volta il mese dopo un serio esame prender castigo delle negligenze commesse nell’ubbidire e fare la volontà di Dio.

32. Uno de’ principali obblighi delle persone religiose si è il farsi istruire nella pratica della sua regola e costituzioni, facendo tutte le penitenze che vi fossero specificate.

33. Devesi haver in horrore ogni maniera di singolarità, per piccola che la sia; perché osservare puntualmente la sua regola è la strada più dritta.

34. L’obbligo che ha ciascuno de’ religiosi di osservare la sua regola e le sue costituzioni è sì grande e sì stretto, che deve vivere indispensabilmente e morire nella sua esatta osservanza, senza curarsi se questi o quelli l’osservino o non l’osservino.

35. Dio vuole che un religioso stimi altrettanto la sua regola quanto lui medesimo, perché la regola da lui ha proceduto.

36. Bisogna sforzarsi d’imprimere nell’anime stima grande della loro vocazione.

37. La maniera più efficace per acquistare gran tesori di meriti per la eternità è il ritrovarsi ogni dì regolarmente in tutte l’adunanze delle comunità.

38. La singolarità è l’ombra della morte.

39. Noi dobbiamo sforzarci sollecitamente di supplire e soddisfare per tutti i mancamenti che si commettono nel monastero, o casa religiosa.

40. Meglio sarebbe il mille volte morire che contravvenire alla minima delle nostre regole o costituzioni.

41. Altrettante volte che voi mancate all’osservanze regolari della religione, voi ferite Dio nella pupilla degli occhi suoi.

42. Considerate, o anima religiosa, che la Religione è un luogo sacro, che rappresenta un Collegio apostolico.

43. Ah, è certo, e senza dubbio, che egli è uffitio de gli Angeli il salmeggiare in coro. Anzi, la medesima lor purità non sembra pura abbastanza per cantare le divine lodi.

44. Ogn’altra meditazione o esercizio particolare è poco meritorio rispetto all’Officio divino.

45. E qual meraviglia? Dio assiste al coro e al salmeggiare con maniera specialissima, sì che sarebbe necessaria a noi la riverenza e purità angelica per lodarlo come noi dovremmo.

46. Il buon esempio è uno dei più grandi honori che possa rendersi a Dio.