Dichiarazione di Londra su un'Alleanza Atlantica trasformata - NAC, Londra, 5 e 6 luglio 1990

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Consiglio del Nord Atlantico

1990 D diritto diritto Dichiarazione di Londra su un'Alleanza Atlantica trasformata Intestazione 11 settembre 2008 75% diritto

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  1. L'Europa è entrata in un'era nuova e promettente: l'Europa centrale e orientale sta acquistando la libertà; l'Unione Sovietica ha intrapreso il lungo cammino verso una società libera; i muri che un tempo rinchiudevano i popoli e le idee crollano; gli Europei determinano il proprio destino e scelgono la libertà, il liberismo economico, la pace: scelgono un'Europa intera e libera. Occorre quindi che la nostra Alleanza si adatti alla situazione, e lo farà.
  2. Di tutte le alleanze della storia, l'Alleanza Atlantica è stata quella che ha conseguito il maggior successo. Ora che sta entrando nel suo quinto decennio di esistenza e che guarda al nuovo secolo, essa deve continuare a garantire la difesa comune. Nessuno, però, è in grado di predire il futuro con certezza, e dobbiamo restare uniti per prolungare la pace di cui abbiamo goduto negli ultimi quattro decenni; tuttavia, ora più che mai, la nostra Alleanza deve promuovere il cambiamento: essa può contribuire ad edificare le strutture di un continente più unito, sostenendo la sicurezza e la stabilità con la forza che ci viene dalla nostra fede comune nella democrazia, nei diritti degli individui e nella soluzione pacifica delle controversie. Riaffermiamo che la sicurezza e la stabilità non riposano sulla sola dimensione militare e intendiamo rafforzare l'elemento politico della nostra Alleanza secondo quanto dispone l'art. 2 del nostro Trattato.
  3. L'unificazione della Germania sta a significare che anche la divisione dell'Europa è in via di superamento. Una Germania unita inserita nell'Alleanza Atlantica di libere democrazie e partecipe della crescente integrazione politica ed economica della Comunità Europea costituirà un fattore indispensabile della stabilità, così necessaria nel cuore dell'Europa. L'evoluzione della Comunità Europea verso l'unione politica, e in particolare verso l'affermazione di un'identità europea in materia di sicurezza, contribuirà essa pure a rafforzare la solidarietà atlantica e a stabilire un ordine pacifico giusto e duraturo nell'Europa tutta.
  4. Riconosciamo che nella nuova Europa la sicurezza di ciascuno Stato è indissolubilmente legata a quella dei suoi vicini. La NATO deve diventare un'istituzione nella quale gli Europei, i Canadesi e gli Americani operano assieme non soltanto per la difesa comune, ma anche per stabilire nuovi vincoli di colleganza con tutte le nazioni d'Europa. La Comunità atlantica deve volgersi verso i Paesi dell'Est, suoi avversari al tempo della guerra fredda, e tendere loro una mano amica.
  5. Continueremo ad essere un'alleanza difensiva e a difendere l'intero territorio di tutti i nostri membri. Non nutriamo intenzioni aggressive e ci consacriamo alla soluzione pacifica di ogni controversia. Mai, quali che siano le circostanze, saremo i primi a fare ricorso alla forza.
  6. I Paesi membri dell'Alleanza nordatlantica propongono ai Paesi membri dell'Organizzazione del Trattato di Varsavia di formulare una dichiarazione comune nella quale si affermi solennemente che non siamo più avversari e si ribadisca il nostro intendimento di astenerci dalla minaccia o dall'impiego della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, o dall'agire in ogni altro modo che risulti incompatibile con le finalità dello Statuto delle Nazioni Unite e dell'Atto finale della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE). Invitiamo tutti gli altri Paesi membri della CSCE ad unirsi a noi in questo impegno di non aggressione.
  7. In questo spirito, e per rispecchiare il mutamento del ruolo politico dell'Alleanza, oggi invitiamo il presidente Gorbaciov, per l'Unione Sovietica, e rappresentanti degli altri Paesi dell'Europa centrale e orientale a venire a Bruxelles e a rivolgersi al Consiglio Atlantico. Così pure invitiamo i governi dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, della Repubblica polacca, delle Repubbliche popolari di Bulgaria e di Romania a venire alla NATO non già per una semplice visita ma per stabilire con l'Organizzazione un collegamento diplomatico regolare: questo ci consentirà di renderli partecipi delle nostre riflessioni e delle nostre deliberazioni in questo periodo di cambiamenti storici.
  8. La nostra Alleanza farà la propria parte per superare l'eredità di un lungo periodo di sospetto. Siamo pronti ad intensificare i contatti militari, in particolare quelli dei Comandanti militari della NATO con Mosca e con altre capitali d'Europa centrale ed orientale.
  9. Siamo lieti dell'invito rivolto al Segretario generale della NATO Manfred Wörner a recarsi a Mosca e ad incontrare i dirigenti sovietici.
  10. Esponenti militari di tutti i Paesi d'Europa si sono riuniti all'inizio di quest'anno a Vienna per parlare delle proprie forze armate e delle proprie dottrine militari: la NATO propone che un'altra riunione consimile si svolga nel prossimo autunno, allo scopo di favorire la comprensione reciproca. Ci proponiamo di instaurare in Europa un'apertura del tutto diversa, comprendente tra l'altro un accordo sul regime di Cieli aperti .
  11. La presenza in Europa di consistenti forze convenzionali nordamericane e di forze nucleari statunitensi è la riprova del patto politico fondamentale che lega il destino del Nordamerica a quello delle democrazie d'Europa. Ma, dal momento che l'Europa sta cambiando, dobbiamo modificare in modo radicale la nostra concezione della difesa.
  12. Per pervenire alla riduzione dei nostri fabbisogni militari sono indispensabili dei buoni accordi sul controllo degli armamenti. E' questo il motivo per il quale annettiamo la priorità più elevata alla conclusione entro quest'anno del primo Trattato per la riduzione e la limitazione delle forze armate convenzionali in Europa (CFE), come pure nell'elaborazione di un insieme significativo di misure miranti a rafforzare la fiducia e la sicurezza (CSBM): i relativi negoziati dovrebbero proseguire senza soste fino alla conclusione del lavoro. Ma speriamo di spingerci ancora più innanzi: proponiamo che, dopo la firma di un Trattato sulle CFE, abbiano inizio conversazioni sui seguiti, con la stessa partecipazione e con lo stesso mandato, allo scopo di ampliare la portata dell'accordo con l'aggiunta di altre misure, in particolare delle disposizioni per limitare il numero degli effettivi in Europa. Tenendo presente questo obiettivo, all'atto della firma del Trattato sulle CFE verrà assunto un impegno a proposito del livello degli effettivi di una Germania unificata.
  13. Il nostro obiettivo consisterà nel concludere al più presto i negoziati sui seguiti delle CFE e delle CSBM, tenendo presente la riunione sui seguiti della CSCE da svolgersi ad Helsinki nel 1992. Attraverso nuovi negoziati sul controllo degli armamenti convenzionali da tenersi nel quadro del processo della CSCE durante gli anni '90 ci sforzeremo di pervenire ad ulteriori misure di ampia portata che limitino la capacità offensiva delle forze armate convenzionali in Europa, in modo da impedire a qualsiasi Paese di mantenere sul continente un potenziale militare sproporzionato. Il Gruppo di lavoro ad alto livello della NATO metterà a punto una posizione di dettaglio in merito ai seguiti di questi negoziati sul controllo degli armamenti convenzionali. Adotteremo le misure necessarie per le varie regioni, allo scopo di correggere le disparità e di far sì che in nessun momento la sicurezza di chiunque sia minacciata. Continueremo inoltre ad esplorare più ampie possibilità di controllo degli armamenti e di misure miranti a rafforzare la fiducia. Si tratta di un programma ambizioso, ma conforme al nostro obiettivo, che è quello di instaurare in Europa una pace duratura.
  14. A mano a mano che le truppe sovietiche lasceranno l'Europa e che verrà applicato un Trattato per la limitazione delle forze armate convenzionali, la struttura militare integrata dell'Alleanza e la sua strategia subiranno un profondo cambiamento, sulla base dei seguenti elementi:
    • la NATO schiererà forze armate in servizio attivo più piccole e ristrutturate: esse avranno un grado di mobilità e una versatilità elevate, in modo che i dirigenti alleati dispongano della massima flessibilità nel decidere in qual modo rispondere ad una crisi. La NATO farà sempre più ricorso a formazioni multinazionali, composte da unità dei singoli Paesi membri;
    • la NATO ridurrà lo stato di prontezza delle proprie forze in servizio attivo, riducendo le norme addestrative e il numero delle esercitazioni;
    • la NATO farà assegnamento in modo più radicale sulla capacità di mobilitare forze più consistenti se e quando necessario.
  15. Per salvaguardare la pace l'Alleanza deve conservare, per il futuro prevedibile, una combinazione adeguata di forze nucleari e convenzionali con base in Europa e aggiornarla là dove occorra. Tuttavia la NATO, in quanto alleanza difensiva, ha sempre sottolineato che nessuna delle sue armi verrà impiegata se non per autodifesa e che intende portare al livello più basso e più stabile le forze nucleari occorrenti a garantire la prevenzione della guerra.
  16. L'evoluzione politica e militare in Europa e le prospettive di ulteriori cambiamenti consentono ora agli alleati interessati di compiere ulteriori passi. Essi pertanto modificheranno l'entità delle loro forze nucleari di deterrenza e ne adatteranno le missioni. Essi sono pervenuti alla conclusione che, in conseguenza della nuova situazione politica e militare in Europa, i sistemi nucleari substrategici a più corto raggio avranno un ruolo notevolmente ridotto, e hanno deciso, più specificamente, che, una volta che saranno stati aperti i negoziati sulle forze nucleari a corto raggio, l'Alleanza proporrà, in cambio di un'azione reciproca da parte dell'Unione Sovietica, l'eliminazione dall'Europa di tutte le cariche nucleari in artiglieria.
  17. Poco dopo la firma di un accordo sulle CFE gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica dovrebbero dare inizio a nuovi negoziati per la riduzione delle forze nucleari a corto raggio. Gli alleati interessati elaboreranno per tali negoziati un quadro di controllo degli armamenti che tenga conto del loro fabbisogno considerevolmente ridotto di armi nucleari e della minor necessità di sistemi nucleari substrategici a più corto raggio.
  18. Infine, con il ritiro integrale delle forze sovietiche di stanza in Europa e con l'applicazione di un accordo sulle CFE, gli alleati interessati potranno ridurre il loro affidamento alle armi nucleari. Queste armi continueranno a svolgere un ruolo essenziale nella strategia globale dell'Alleanza di prevenzione della guerra, garantendo che non si verifichino circostanze nelle quali possa essere esclusa una ritorsione nucleare in risposta ad un'azione militare. In un'Europa trasformata, tuttavia, essi saranno in grado di adottare una nuova strategia della NATO che faccia veramente delle forze nucleari l'arma dell'estrema risorsa.
  19. Approviamo le istruzioni date a Turnberry al Consiglio Atlantico in sessione permanente di sovraintendere ai lavori in corso per l'adattamento dell'Alleanza alle nuove circostanze: le sue conclusioni dovranno essere presentate al più presto possibile.
  20. Nel quadro di questi programmi aggiornati di difesa e di controllo degli armamenti e con il parere delle autorità militari della NATO e di tutti i Paesi interessati, la NATO elaborerà una nuova strategia militare che si allontani, quando occorra, dal concetto di «difesa avanzata» e si orienti verso quello di presenza avanzata ridotta, e che modifichi il criterio della «risposta flessibile» rispecchiando un minore affidamento alle armi nucleari. A tal fine la NATO metterà a punto nuovi programmi di forze che tengano conto dei cambiamenti rivoluzionari intervenuti in Europa. Inoltre la NATO costituirà la sede per le consultazioni alleate sui prossimi negoziati riguardanti le forze nucleari a corto raggio.
  21. La Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE) dovrebbe assumere maggiore importanza per il futuro del continente, mettendo assieme i Paesi dell'Europa e dell'America settentrionale. Siamo favorevoli allo svolgimento di una riunione al vertice della CSCE più avanti nel corso dell'anno a Parigi, nella quale si procederebbe alla firma di un accordo sulle CFE e verrebbero fissati nuovi parametri per l'instaurazione e la salvaguardia di società libere. La Conferenza dovrebbe ratificare, tra l'altro:
    • i principi della CSCE sul diritto ad elezioni libere ed eque;
    • gli impegni della CSCE a rispettare e mantenere il predominio del diritto;
    • le direttive della CSCE per il rafforzamento della cooperazione economica, fondato sullo sviluppo di economie di mercato libere e competitive;
    • la cooperazione nell'ambito della CSCE per la protezione dell'ambiente.
  22. Proponiamo inoltre che la riunione al vertice della CSCE a Parigi decida in qual modo la CSCE possa essere istituzionalizzata, così da offrire la sede per un più ampio dialogo politico in un'Europa più unita. Raccomandiamo che i governi dei Paesi membri della CSCE stabiliscano:
    • un programma di consultazioni periodiche tra i governi membri al livello dei Capi di Stato e di governo o a quello ministeriale almeno una volta all'anno, accompagnate da altre riunioni periodiche di funzionari che preparino tali consultazioni e ne assicurino il seguito;
    • un calendario di conferenze sui seguiti della CSCE da tenersi ogni due anni per valutare i progressi compiuti verso un'Europa intera e libera;
    • un piccolo Segretariato, per coordinare le riunioni e le conferenze anzidette;
    • un meccanismo di controllo delle elezioni in tutti i Paesi membri della CSCE, sulla base del Documento di Copenaghen;
    • un Centro per la prevenzione dei conflitti, che potrebbe servire da sede per lo scambio di informazioni militari, per la discussione di attività militari anomale e per la conciliazione delle controversie in cui siano coinvolti Paesi membri della CSCE;
    • un organo parlamentare - l'Assemblea d'Europa - da istituire sul modello dell'attuale assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa a Strasburgo e composto da rappresentanti di tutti i Paesi membri della CSCE.
  23. Le sedi di queste nuove istituzioni dovrebbero rispecchiare il fatto che i Paesi nuovamente democratici dell'Europa centrale e orientale fanno parte delle strutture politiche della nuova Europa.
  24. La nostra Alleanza dà oggi l'avvio ad una profonda trasformazione. Operando di concerto con tutti i Paesi d'Europa siamo decisi a stabilire sul continente una pace duratura.