Nuovo Concetto Strategico dell'Alleanza Atlantica - NAC, Roma, 7 e 8 novembre 1991

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Alleanza atlantica

1991 N diritto diritto NUOVO CONCETTO STRATEGICO DELL'ALLEANZA ATLANTICA Intestazione 11 settembre 2008 75% diritto

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  1. Alla riunione di Londra del luglio 1990 i Capi di Stato o di Governo della NATO hanno convenuto sulla necessità di trasformare l'Alleanza Atlantica per riflettere la nuova e più promettente era in Europa. Pur confermando che i principi di base su cui l'Alleanza ha riposato fin dall'inizio restano immutati, essi hanno riconosciuto che gli sviluppi in atto in Europa avrebbero avuto conseguenze di ampia portata sul modo in cui i suoi scopi verranno conseguiti in futuro. In particolare, essi hanno intrapreso una fondamentale revisione strategica, i cui risultati hanno trovato corpo nel nuovo Concetto strategico qui appresso illustrato.

PARTE I - IL CONTESTO STRATEGICO

Il nuovo quadro strategico

  1. I profondi cambiamenti politici verificatisi nell'Europa centrale e orientale a partire dal 1989 hanno radicalmente mutato il quadro in cui l'Alleanza Atlantica cerca di conseguire i propri obiettivi di sicurezza. Gli ex-satelliti dell'URSS hanno recuperato appieno la loro sovranità, mentre la stessa Unione Sovietica e le sue Repubbliche stanno subendo modifiche radicali e le tre Repubbliche baltiche hanno riconquistato l'indipendenza. Le forze sovietiche hanno lasciato l'Ungheria e la Cecoslovacchia ed il loro ritiro dalla Germania e dalla Polonia dovrebbe essere completato entro il 1994. Tutti i paesi che un tempo sono stati avversari della NATO hanno smantellato il Patto di Varsavia e respinto l'ostilità ideologica nei confronti dell'Occidente. A diversi livelli essi hanno abbracciato e iniziato ad attuare politiche volte a raggiungere la democrazia pluralistica, lo stato di diritto, il rispetto dei diritti umani e un'economia di mercato. E' così in via di superamento la divisione politica dell'Europa, che è stata la causa del confronto militare che ha caratterizzato il periodo della guerra fredda.
  2. Anche in Occidente sono intervenuti cambiamenti significativi. La Germania si è unificata e resta membro a pieno titolo dell'Alleanza e delle istituzioni europee. Il fatto che i paesi della Comunità Europea stiano lavorando per il raggiungimento dell'unione politica, comprendente anche lo sviluppo di un'identità di sicurezza europea, e il potenziamento del ruolo dell'UEO costituiscono fattori importanti per la sicurezza europea. Il rafforzamento della dimensione di sicurezza nel processo di integrazione europea e il potenziamento del ruolo e delle responsabilità dei membri europei dell'Alleanza sono elementi positivi, in grado di influenzarsi a vicenda positivamente. Lo sviluppo di un'identità di sicurezza e di un ruolo di difesa europei, rispecchiati nel rafforzamento del "pilastro europeo" dell'Alleanza, non solo servirà gli interessi degli stati europei, ma rinsalderà l'integrità e l'efficacia dell'Alleanza nel suo insieme.
  3. I notevoli progressi compiuti nel settore del controllo degli armamenti hanno già accresciuto la stabilità e la sicurezza, riducendo il livello degli armamenti e accrescendo la trasparenza militare e la fiducia reciproca (grazie anche all'Accordo di Stoccolma del 1986 al termine della Conferenza sul disarmo in Europa, al Trattato sulle INF del 1987 e agli accordi e alle misure della CSCE miranti a rafforzare la fiducia e la sicurezza del 1990). L'attuazione del Trattato sugli START del 1991 comporterà un ulteriore incremento della stabilità attraverso riduzioni consistenti ed equilibrate nel settore delle armi strategiche nucleari. Saranno inoltre possibili altri cambiamenti di vasta portata e riduzioni delle forze nucleari americane e sovietiche grazie all'iniziativa del Presidente degli Stati Uniti Bush dello scorso settembre. Di particolare rilievo è anche il Trattato sulle Forze armate convenzionali in Europa (CFE), firmato durante la riunione al vertice di Parigi del 1990: grazie alla sua attuazione scomparirà l'inferiorità numerica dell'Alleanza in settori chiave dei sistemi d'arma convenzionali e verranno previste efficaci procedure di verifica. Tutte queste misure porteranno ad un livello di trasparenza militare mai registrato in Europa e di conseguenza risulteranno accresciute la prevedibilità della situazione e la fiducia reciproca. Tale trasparenza sarà ulteriormente incrementata con la realizzazione del regime di cieli aperti. Vi sono inoltre favorevoli prospettive per ulteriori passi avanti nel controllo degli armamenti convenzionali e nucleari e per l'interdizione globale delle armi chimiche, come pure per la limitazione delle esportazioni di armi destabilizzanti e per la proliferazione di alcune tecnologie degli armamenti.
  4. Il processo della CSCE, avviato ad Helsinki nel 1975, ha già contribuito in modo significativo al superamento della divisione dell'Europa. A seguito della riunione al vertice di Parigi esso comprende ora nuovi accordi istituzionali e funge da cornice di riferimento per la consultazione e la cooperazione, in grado di svolgere un ruolo fondamentale, complementare a quello della NATO e al processo di integrazione europea, ai fini del mantenimento della pace.
  5. Gli storici cambiamenti verificatisi in Europa, che hanno reso possibile il conseguimento di un certo numero di obiettivi enunciati nel Rapporto Harmel , hanno accresciuto considerevolmente la sicurezza globale degli Alleati. La minaccia monolitica, massiccia e potenzialmente immediata, che ha costituito la principale preoccupazione dell'Alleanza nei suoi primi quarant'anni, è scomparsa. D'altro canto, permangono molte incertezze sul futuro e molti rischi relativi alla sua sicurezza.
  6. Il nuovo concetto strategico è volto al conseguimento di un clima di sicurezza in cui sia possibile godere dei cambiamenti positivi dianzi citati. Esso presuppone, in particolare, il completamento del ritiro delle forze militari sovietiche dall'Europa centrale e orientale e la piena attuazione del Trattato sulle CFE del 1990 da parte di tutti i paesi interessati. L'attuazione del nuovo concetto strategico sarà attentamente seguita alla luce dell'evolvere del clima di sicurezza e dei progressi specifici che saranno conseguiti nell'attuazione di tali presupposti di base. Ulteriori adattamenti verranno pertanto apportati, nella misura necessaria.

Sfide e rischi in materia di sicurezza

  1. Le sfide e i rischi che la NATO deve affrontare in materia di sicurezza sono di natura diversa da quelli del passato. La minaccia di un attacco simultaneo e completo su tutti i fronti europei della NATO è stata effettivamente eliminata e pertanto non costituisce più il fulcro della strategia dell'Alleanza. Il pericolo di un attacco a sorpresa si è ridotto considerevolmente, soprattutto nell'Europa centrale, e di conseguenza è aumentato il tempo minimo di allerta per l'Alleanza.
  2. A differenza dalla minaccia prevalente nel passato, i rischi residui per la sicurezza alleata sono molteplici e multidirezionali, il che li rende difficilmente prevedibili e valutabili. Se si intende mantenere la stabilità in Europa e la sicurezza dei paesi membri dell'Alleanza debbono essere salvaguardati, la NATO deve essere in grado di rispondere a questi rischi, rischi che possono sorgere in vari modi.
  3. E' meno probabile che i rischi per la sicurezza alleata scaturiscano da un'aggressione deliberata contro il territorio dell'Alleanza; è prevedibile, invece, che possano derivare dall'instabilità dovuta alle gravi difficoltà economiche, sociali e politiche, comprese quelle causate dagli antagonismi etnici e dalle controversie territoriali, che stanno interessando molti paesi dell'Europa centrale e orientale. Le tensioni che possono scaturirne, fintanto che resteranno limitate, non dovrebbero rappresentare una minaccia diretta per la sicurezza e l'integrità territoriale dei membri dell'Alleanza, ma potrebbero condurre a crisi dannose per la stabilità europea e persino a conflitti armati, suscettibili di coinvolgere potenze esterne o di estendersi ai paesi della NATO, con un effetto diretto sulla sicurezza dell'Alleanza.
  4. Nel caso particolare dell'Unione Sovietica, i rischi e le incertezze che accompagnano il processo di cambiamento non possono essere considerati separatamente dal fatto che le sue forze convenzionali sono significativamente più consistenti di quelle di qualsiasi altro stato europeo e il suo vasto arsenale nucleare è paragonabile solo a quello degli Stati Uniti. Se si vuole realmente preservare la stabilità e la sicurezza in Europa, questi potenziali vanno tenuti nella debita considerazione.
  5. Gli Alleati desiderano inoltre mantenere rapporti pacifici e non conflittuali con i paesi della sponda meridionale del Mediterraneo e del Medio Oriente. La stabilità e la pace dei paesi alla periferia meridionale dell'Europa sono importanti per la sicurezza dell'Alleanza, come ha dimostrato la guerra del Golfo Persico del 1991. E ciò tanto più se si pensa alla concentrazione di forze militari ed alla proliferazione di moderne tecnologie d'arma nella regione, riguardanti anche le armi di distruzione di massa e i missili balistici in grado di raggiungere il territorio di alcuni stati membri dell'Alleanza.
  6. Qualsiasi attacco al territorio degli Alleati, da qualunque direzione provenga, sarebbe coperto dagli articoli 5 e 6 del Trattato di Washington. Tuttavia la sicurezza dell'Alleanza deve anche tener conto del contesto globale. Gli interessi di sicurezza dell'Alleanza possono essere colpiti da altri rischi di più vasta natura, come la proliferazione delle armi di distruzione di massa, l'interruzione del flusso di risorse vitali e gli atti di terrorismo e di sabotaggio. Nell'ambito dell'Alleanza sono previste disposizioni sulla consultazione tra gli Alleati (ai sensi dell'articolo 4 del Trattato di Washington) e, ove necessario, sul coordinamento dei loro sforzi, comprese le loro risposte a tali rischi.
  7. Dal punto di vista della strategia dell'Alleanza, questi diversi rischi devono essere visti in maniera differenziata. La capacità militare sovietica e le potenzialità di rinforzo, anche nucleare, rappresentano ancora, anche in un rapporto non ostile e cooperativo, il fattore più significativo di cui l'Alleanza deve tener conto nel mantenere l'equilibrio strategico in Europa. Tuttavia la fine di confronto fra Est e Ovest ha ridotto considerevolmente il rischio di grandi conflitti in Europa. D'altro canto, vi è un rischio più elevato che insorgano crisi in grado di svilupparsi rapidamente: queste richiederebbero una risposta rapida, ma avrebbero probabilmente un'ampiezza minore.
  8. Dall'analisi di questo quadro strategico possono trarsi due conclusioni. La prima è che questo nuovo clima non cambia lo scopo o le funzioni di sicurezza dell'Alleanza, ma sottolinea piuttosto la sua perdurante validità. La seconda, d'altro canto, è che il nuovo clima offre all'Alleanza nuove opportunità di inquadrare la sua strategia all'interno di un'ampia impostazione della sicurezza.

PARTE II - GLI OBIETTIVI E LE FUNZIONI DI SICUREZZA DELL'ALLEANZA

Scopo dell'Alleanza

  1. Lo scopo fondamentale della NATO, enunciato nel Trattato di Washington e ribadito nella Dichiarazione di Londra, è quello di salvaguardare la libertà e la sicurezza di tutti i suoi membri con mezzi politici e militari, in conformità con i principi dello Statuto delle Nazioni Unite. Basandosi sui valori comuni della democrazia, dei diritti dell'uomo e del predominio del diritto, l'Alleanza ha operato fin dall'inizio per la creazione di un ordine pacifico, giusto e duraturo in Europa. Questo obiettivo dell'Alleanza resta immutato.

Natura dell'Alleanza

  1. La NATO incarna il legame transatlantico, per il quale la sicurezza dell'America settentrionale è permanentemente legata a quella dell'Europa. Essa rappresenta la reale espressione di uno sforzo collettivo efficace tra i suoi membri, espresso a sostegno dei loro interessi comuni.
  2. Il principio operativo fondamentale dell'Alleanza è rappresentato dall'impegno comune e dalla cooperazione reciproca tra stati sovrani, a sostegno dell'indivisibilità della sicurezza per tutti i suoi membri. La solidarietà all'interno dell'Alleanza, cui l'attività quotidiana della NATO nelle sfere politica e militare conferisce sostanza ed effetto, garantisce che nessun paese alleato, nell'affrontare sfide basilari in materia di sicurezza, sia costretto a fare affidamento soltanto sui propri mezzi. Senza privare gli stati membri del loro diritto e del loro dovere di assumere le proprie responsabilità sovrane nel settore della difesa, l'Alleanza consente loro, con uno sforzo collettivo, di accrescere la propria capacità di realizzare i loro obiettivi nazionali essenziali di sicurezza.
  3. Il conseguente spirito di eguale sicurezza tra i membri dell'Alleanza, a prescindere dalle diverse circostanze o dalle differenti capacità militari nazionali, contribuisce alla stabilità generale all'interno dell'Europa e, di conseguenza, alla creazione di condizioni atte a favorire una maggiore cooperazione, sia tra gli stati membri dell'Alleanza sia al suo esterno. E' su tale base che i paesi alleati, insieme con le altre nazioni, sono in grado di perseguire lo sviluppo di strutture cooperative di sicurezza, per un'Europa integra e libera.

Compiti fondamentali dell'Alleanza

  1. Tra i mezzi con i quali l'Alleanza persegue la sua politica di sicurezza per garantire la pace continueranno a figurare il mantenimento di un potenziale militare sufficiente a prevenire la guerra e a fornire una difesa efficace; una capacità globale di affrontare con successo le crisi che incidono sulla sicurezza dei suoi membri; nonché il perseguimento di sforzi politici che favoriscano il dialogo con le altre nazioni e la ricerca attiva di un'impostazione cooperativa della sicurezza europea, anche nel settore del controllo degli armamenti e del disarmo.
  2. Per raggiungere il suo scopo principale l'Alleanza svolge i seguenti compiti fondamentali in materia di sicurezza:
    1. fornire una delle basi indispensabili per un contesto stabile di sicurezza in Europa, fondato sullo sviluppo di istituzioni democratiche e sull'impegno a risolvere le controversie in modo pacifico, contesto nel quale nessun paese sia in grado di intimidire o di costringere un paese europeo o di imporgli la propria egemonia attraverso la minaccia o l'impiego della forza;
    2. servire, come disposto nell'art. 4 del Trattato Nord Atlantico, da foro di consultazione transatlantica su qualsiasi argomento che coinvolga gli interessi vitali dei paesi membri, comprese le eventuali conseguenze che mettano a rischio la loro sicurezza, nonché la sede appropriata di coordinamento dei loro sforzi nei campi di comune interesse;
    3. esercitare un'azione deterrente e di difesa contro qualsiasi minaccia di aggressione del territorio di un paese membro della NATO;
    4. conservare l'equilibrio strategico in Europa.
  3. Anche altre istituzioni europee, quali la Comunità Europea, l'UEO e la CSCE hanno un ruolo da svolgere in questi campi, in conformità alle mansioni e agli obiettivi loro propri. La creazione di un'identità europea per la sicurezza e la difesa sottolineerà la predisposizione degli Europei ad assumere maggiori responsabilità per la propria sicurezza, contribuendo a rafforzare la solidarietà transatlantica. Tuttavia il numero dei suoi membri e la portata delle sue capacità conferiscono alla NATO una posizione particolare, in quanto essa può svolgere tutte e quattro le funzioni essenziali di sicurezza. La NATO è il foro essenziale di consultazione tra gli Alleati, nonché la sede per concordare, in base al Trattato di Washington, le politiche che incidono sugli impegni dei suoi membri in materia di sicurezza e di difesa.
  4. Nel definire le funzioni principali dell'Alleanza nei termini sopra enunciati gli stati membri confermano che il significato dell'Alleanza, come pure i loro diritti e le loro obbligazioni in base al Trattato di Washington, restano immutati.

PARTE III - UN'IMPOSTAZIONE AMPIA DELLA SICUREZZA

La salvaguardia della pace in una nuova Europa

  1. L'Alleanza ha sempre cercato di conseguire i suoi obiettivi di salvaguardia della sicurezza e dell'integrità territoriale dei propri membri, nonché di creare un ordine pacifico giusto e duraturo in Europa, con mezzi tanto politici quanto militari. Tale impostazione globale continua a costituire la base della politica di sicurezza dell'Alleanza.
  2. La novità, tuttavia, è che, con i radicali cambiamenti intervenuti nella situazione della sicurezza, le opportunità che gli obiettivi dell'Alleanza vengano conseguiti con mezzi politici sono maggiori di quanto sia stato in passato. E' adesso possibile trarre tutte le conseguenze dal fatto che la sicurezza e la stabilità contengono elementi politici, economici, sociali ed ambientali, oltre che l'indispensabile dimensione di difesa. Fronteggiare l'eterogeneità delle sfide che si pongono all'Alleanza richiede un'impostazione ampia della sicurezza. Ciò si riflette in tre elementi della politica di sicurezza dell'Alleanza, in grado di rafforzarsi vicendevolmente: il dialogo, la cooperazione e il mantenimento di una capacità di difesa collettiva.
  3. L'attiva ricerca di dialogo e cooperazione da parte dell'Alleanza, rafforzata dall'impegno per un'efficace capacità di difesa collettiva, è volta a ridurre i rischi di conflitto, dovuti a malintesi ovvero intenzionali; a creare una maggiore intesa e fiducia reciproche fra tutti gli stati europei; a fornire il proprio contributo nella gestione delle crisi che incidono sulla sicurezza degli Alleati e ad accrescere le possibilità di dar vita ad un'autentica collaborazione tra tutti i paesi europei nel trattare i problemi di sicurezza comuni.
  4. A tale riguardo la politica di controllo degli armamenti e di disarmo dell'Alleanza contribuisce sia al dialogo sia alla cooperazione con altre nazioni, e pertanto continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nel conseguimento degli obiettivi di sicurezza dell'Alleanza. L'Alleanza ed i suoi membri, attraverso il controllo degli armamenti e il disarmo, cercano di accrescere la sicurezza e la stabilità al livello più basso di forze compatibile con le esigenze di difesa. Pertanto l'Alleanza continuerà a far sì che difesa, controllo degli armamenti e obiettivi del disarmo rimangano in armonia tra loro.
  5. Nel perseguire i suoi obiettivi fondamentali e nell'adempiere alle sue funzioni essenziali in materia di sicurezza, l'Alleanza continuerà a rispettare i legittimi interessi di sicurezza degli altri e a ricercare una composizione pacifica delle controversie, come stabilito dallo Statuto delle Nazioni Unite. L'Alleanza promuoverà relazioni internazionali pacifiche ed amichevoli e sosterrà le istituzioni democratiche. A tale proposito essa riconosce il valido contributo fornito da altre organizzazioni, quali la Comunità Europea e la CSCE, e il carattere complementare dei ruoli di tali istituzioni e dell'Alleanza.

  1. La nuova situazione in Europa ha moltiplicato le opportunità di dialogo dell'Alleanza con l'Unione Sovietica e con gli altri paesi dell'Europa centrale e orientale. Come previsto dalla Dichiarazione di Londra, l'Alleanza ha allacciato regolari contatti diplomatici e militari con i paesi dell'Europa centrale e orientale; inoltre essa promuoverà ulteriormente il dialogo attraverso regolari collegamenti diplomatici, ivi compreso un più intenso scambio di opinioni e di informazioni su questioni relative alla politica di sicurezza. Mediante l'utilizzazione di tali mezzi gli Alleati, individualmente e collettivamente, cercheranno: di utilizzare appieno le possibilità senza precedenti offerte dalla diffusione della libertà e della democrazia in tutta l'Europa; di incoraggiare una maggiore comprensione reciproca delle rispettive preoccupazioni in materia di sicurezza; di accrescere la trasparenza e la prevedibilità nelle questioni attinenti alla sicurezza, rafforzando, in definitiva, la stabilità. Il settore militare può contribuire a superare le divisioni del passato, non da ultimo mediante più intensi contatti militari ed una maggiore trasparenza militare. Il perseguimento del dialogo da parte dell'Alleanza costituirà la base di una maggiore cooperazione in tutta l'Europa e fornirà la capacità di superare le differenze e di risolvere i conflitti con mezzi pacifici.

Cooperazione

  1. Gli Alleati si impegnano altresì a perseguire la cooperazione con tutti gli stati europei sulla base dei principi enunciati nella Carta di Parigi per una nuova Europa. Essi cercheranno di mettere a punto schemi di cooperazione bilaterale e multilaterale più ampi e produttivi in tutti i settori della sicurezza europea, allo scopo, tra l'altro, di prevenire le crisi, o, qualora queste dovessero insorgere, di garantirne una gestione efficace. Tale collaborazione tra i membri dell'Alleanza e le altre nazioni nel trattare problemi specifici costituirà un fattore fondamentale per superare le divisioni del passato e per muovere verso un'Europa integra e libera: tale politica di cooperazione rappresenta l'espressione dell'indivisibilità della sicurezza tra gli stati europei. Essa si fonda sul comune riconoscimento dei membri dell'Alleanza che il persistere di nuove divisioni politiche, economiche o sociali nel continente condurrebbe ad una instabilità futura, e sulla conseguente necessità che tali divisioni vengano ridotte.

Difesa collettiva

  1. L'impostazione politica della sicurezza acquisterà pertanto un'importanza sempre maggiore. Ciò nondimeno, la dimensione militare rimane essenziale. Il mantenimento di una capacità militare adeguata e di una prontezza manifesta ad agire collettivamente per la difesa comune continuano ad essere elementi centrali per gli obiettivi di sicurezza dell'Alleanza. Tale capacità, insieme con la solidarietà politica, è necessaria al fine di prevenire qualsiasi tentativo di costrizione o intimidazione e di garantire che l'aggressione militare diretta contro l'Alleanza non potrà mai essere considerata una scelta con alcuna prospettiva di successo. Essa è altrettanto indispensabile affinché il dialogo e la cooperazione possano essere intrapresi con fiducia e conseguire i risultati auspicati.

Gestione delle crisi e la prevenzione dei conflitti

  1. Nel nuovo clima politico e strategico europeo il successo dell'Alleanza nel garantire la pace e prevenire la guerra dipende più che mai dall'efficacia della diplomazia di prevenzione e dalla capacità di gestire la crisi che incidono sulla sicurezza dei suoi membri. Un'aggressione di ampia portata in Europa è oggi molto meno probabile che in passato e, in ogni caso, sarebbe preceduta da un ragionevole tempo di preavviso. Per contro, benché su scala di gran lunga inferiore, la gamma e la varietà di altri rischi potenziali per l'Alleanza risulta decisamente meno prevedibile che in passato.
  2. In queste nuove circostanze esistono maggiori opportunità di risolvere positivamente le crisi nella loro fase iniziale. Perché la politica dell'Alleanza sia coronata da successo sarà necessaria un'impostazione coerente, definita dalle autorità politiche dell'Alleanza, che sceglieranno e coordineranno adeguate misure di gestione delle crisi in una gamma di misure politiche e di altro genere, comprese quelle del settore militare. Le autorità politiche dell'Alleanza applicheranno uno stretto controllo dall'inizio della crisi e in tutte le sue fasi; a tal fine risulta essenziale disporre di adeguate procedure consultive e decisionali.
  3. Il potenziale di dialogo e cooperazione all'interno dell'intera Europa deve essere sviluppato appieno, al fine di contribuire ad eliminare le crisi ed a prevenire i conflitti, dal momento che la sicurezza degli Alleati è indissolubilmente legata a quella di tutti gli altri stati d'Europa: a tal fine gli Alleati sosterranno il ruolo del processo della CSCE e delle sue istituzioni. Altri organi, compresa la Comunità Europea, l'Unione dell'Europa Occidentale e le Nazioni Unite, possono anch'essi rivestire un ruolo importante.

PARTE IV - ORIENTAMENTI PER LA DIFESA

Principi della strategia dell'Alleanza

  1. La diversità delle sfide che si pongono all'Alleanza rende necessaria un'impostazione di ampia portata della sicurezza. Le trasformazioni della situazione politica e strategica permettono all'Alleanza di cambiare un certo numero di elementi importanti della sua strategia militare e di fissare nuovi orientamenti, mentre vengono riaffermati principi fondamentali consolidati. Nella sessione al vertice di Londra fu pertanto deciso di preparare una nuova strategia militare ed un diverso assetto di forze per rispondere alle mutate circostanze.
  2. La strategia dell'Alleanza continuerà a rispecchiare alcuni principi fondamentali. Lo scopo dell'Alleanza è puramente difensivo: nessuna delle sue armi sarà mai usata se non per l'auto-difesa, né essa si considera avversario di alcuno. Gli Alleati manterranno una potenza militare adeguata, al fine di convincere qualsiasi aggressore potenziale che l'uso della forza contro il territorio di qualsiasi Alleato provocherebbe l'azione collettiva ed efficace di tutti loro e che i rischi che comporta l'avvio del conflitto sarebbero superiori a qualsiasi vantaggio prevedibile. Le forze alleate debbono pertanto essere in grado di difendere le frontiere dell'Alleanza, fermare il più lontano possibile l'avanzata dell'aggressore, mantenere o ristabilire l'integrità territoriale delle nazioni alleate e porre fine rapidamente alla guerra, inducendo l'aggressore a rivedere la propria decisione, cessare l'attacco e ritirarsi. Il ruolo delle forze militari dell'Alleanza è di assicurare l'integrità territoriale e l'indipendenza politica dei suoi membri, contribuendo così alla pace e alla stabilità in Europa.
  3. La sicurezza di tutti gli Alleati è indivisibile: un attacco nei confronti di uno equivale ad un attacco nei confronti di tutti. La solidarietà e l'unità strategica dell'Alleanza sono pertanto condizioni preliminari essenziali per la sicurezza collettiva. Il raggiungimento degli obiettivi dell'Alleanza dipende fondamentalmente da un'equa ripartizione dei ruoli, dei rischi e delle responsabilità, nonché dei benefici della difesa comune. La presenza di forze convenzionali nordamericane e nucleari statunitensi in Europa continua a rivestire un'importanza vitale per la sicurezza del vecchio continente, indissolubilmente legata a quella dell'America settentrionale. A mano a mano che progredisce il processo di sviluppo di un'identità di sicurezza e di un ruolo di difesa europei - che si riflette nel rafforzamento del pilastro europeo all'interno dell'Alleanza - i membri europei dell'Alleanza assumeranno un maggior grado di responsabilità per la difesa dell'Europa.
  4. La natura collettiva della difesa dell'Alleanza si sostanzia nelle intese concrete che consentono agli Alleati di godere dei vantaggi politici, militari e di risorse derivanti dalla difesa collettiva e che impediscono la rinazionalizzazione delle politiche di difesa senza privare gli Alleati della loro sovranità. Queste intese si fondano tanto su una struttura militare integrata quanto su accordi di cooperazione e di coordinamento. Le caratteristiche essenziali comprendono una pianificazione collettiva delle forze; una pianificazione operativa comune; delle formazioni multinazionali; lo stazionamento di forze al di fuori del territorio nazionale, ove ritenuto appropriato su base reciproca; la gestione delle crisi e le predisposizioni per il rinforzo; le procedure di consultazione; dei parametri e delle procedure comuni in materia di attrezzature, addestramento e logistica; le esercitazioni congiunte e combinate; la cooperazione in materia di infrastrutture, armamenti e logistica.
  5. Nel futuro prevedibile l'Alleanza continuerà a mantenere in Europa una combinazione adeguata di forze nucleari e convenzionali, allo scopo di salvaguardare la pace e di impedire la guerra o qualsiasi forma di coercizione. Tali forze saranno mantenute ad un livello significativamente ridotto e saranno aggiornate se necessario. Entrambi gli elementi sono essenziali per la sicurezza dell'Alleanza, e ciascuno di essi non può sostituire integralmente l'altro. Le forze convenzionali contribuiscono a prevenire la guerra facendo in modo che nessun aggressore potenziale possa contemplare la possibilità di una vittoria rapida o facile o di acquisizioni territoriali con mezzi convenzionali. Considerando la diversità di rischi che potrebbe trovarsi ad affrontare, l'Alleanza dovrà mantenere le forze necessarie a fornire una vasta gamma di scelte di risposta convenzionale. Le forze convenzionali, però, non possono garantire da sole la prevenzione della guerra: le armi nucleari forniscono un contributo del tutto unico nel rendere i rischi di una qualsiasi aggressione incalcolabili e inaccettabili, e di conseguenza rimangono essenziali per salvaguardare la pace.

Nuovo assetto di forze dell'Alleanza

  1. Nella sessione al vertice di Londra gli Alleati interessati hanno già convenuto di abbandonare, ove necessario, il concetto di difesa avanzata in favore di una presenza avanzata ridotta e di modificare il principio della risposta flessibile allo scopo di rispecchiare in tal modo la loro minor dipendenza dalle armi nucleari. I cambiamenti imposti dal nuovo quadro strategico e dai mutati rischi che l'Alleanza si trova ora ad affrontare determinano un nuovo Concetto strategico, che comporta modifiche significative nelle missioni delle forze militari alleate e nel loro assetto.

Missioni delle forze militari dell'Alleanza

  1. Il ruolo primario delle forze militari dell'Alleanza - garantire la sicurezza e l'integrità territoriale degli stati membri - rimane immutato. Tale ruolo dovrà tuttavia tener conto del nuovo quadro strategico, nel quale rischi diversi e multidirezionali si sono sostituiti ad un'unica minaccia massiccia e globale. Le forze dell'Alleanza hanno funzioni diverse da svolgere in tempo di pace, di crisi e di guerra.
  2. In tempo di pace il ruolo delle forze militari alleate è di vigilare sui rischi per la sicurezza dei membri dell'Alleanza; di contribuire al mantenimento della stabilità e dell'equilibrio in Europa; e di garantire che la pace sia salvaguardata. Esse possono contribuire al dialogo e alla cooperazione in Europa attraverso la loro partecipazione alle attività di rafforzamento della fiducia, come quelle che accrescono la trasparenza e migliorano le comunicazioni; nonché alla verifica degli accordi di controllo degli armamenti. Gli Alleati possono inoltre contribuire alla pace e alla stabilità globale, fornendo forze per le missioni delle Nazioni Unite.
  3. In caso di crisi che possano dar luogo ad una minaccia militare alla sicurezza dei membri dell'Alleanza, le forze militari alleate possono integrare e rafforzare le azioni politiche intraprese nell'ambito di un'impostazione ampia della sicurezza, contribuendo così alla gestione di tali crisi e alla loro soluzione pacifica. Ciò impone che queste forze dispongano di una capacità di fornire in tali circostanze risposte controllate e tempestive, della capacità di esercitare un'azione deterrente sulle azioni contro qualsiasi paese alleato e, nel caso in cui l'aggressione avesse luogo, di reagire e di respingerla, nonché di ristabilire l'integrità territoriale degli stati membri.
  4. Nel nuovo quadro di sicurezza una guerra generalizzata in Europa è divenuta altamente inverosimile ma non può essere del tutto esclusa. Le forze militari dell'Alleanza, la cui missione fondamentale è rappresentata dalla salvaguardia della pace, debbono fornire la garanzia essenziale contro i rischi potenziali al livello minimo necessario per prevenire qualsiasi tipo di conflitto e, ove dovesse verificarsi un'aggressione, per restaurare la pace. Da qui la necessità degli strumenti e della combinazione appropriata di forze già descritti.

Orientamenti per l'assetto delle forze dell'Alleanza

  1. Per realizzare i propri obiettivi di sicurezza e i principi strategici nel nuovo quadro delineato, l'organizzazione delle forze alleate dovrà essere adattata in modo da fornire strumenti in grado di contribuire a proteggere la pace, a gestire le crisi che toccano la sicurezza dei membri dell'Alleanza e a prevenire la guerra, mantenendo in ogni momento i mezzi per difendere, se necessario, tutto il territorio alleato e per ripristinare la pace. L'assetto delle forze alleate sarà conforme agli orientamenti sviluppati nei paragrafi precedenti.
  2. Le dimensioni, la prontezza, la disponibilità e lo spiegamento delle forze militari dell'Alleanza continueranno a rispecchiarne la natura rigidamente difensiva e verranno adattate in conformità al nuovo quadro strategico, ivi compresi gli accordi di controllo degli armamenti. Ciò vuol dire, in particolare, che:
    1. l'entità complessiva delle forze alleate e, in molti casi, la loro prontezza saranno ridotte;
    2. il mantenimento di una posizione difensiva sostanzialmente lineare nella Regione centrale non sarà più necessario. La distribuzione geografica delle forze in tempo di pace garantirà una presenza militare sufficiente su tutto il territorio dell'Alleanza, compreso, qualora necessario, lo spiegamento avanzato di forze adeguate. In proposito dovrà tenersi conto delle caratteristiche regionali ed, in particolare, delle differenze geostrategiche all'interno dell'Alleanza, compresi i tempi di allerta più brevi cui le regioni settentrionale e meridionale saranno soggette rispetto alla regione centrale e, nella regione meridionale, del potenziale di instabilità e delle capacità militari nelle zone circostanti.
  3. Per garantire che, a questo livello ridotto, possano svolgere un ruolo efficace sia nel gestire le crisi sia nell'opporsi all'aggressione contro qualsiasi paese membro, le forze dell'Alleanza avranno bisogno di una flessibilità e di una mobilità maggiori, nonché di una capacità di incremento, ove necessario. A tal fine:
    1. Le forze disponibili comprenderanno, in maniera limitata ma militarmente significativa, elementi di reazione immediata e di reazione rapida, terrestri, aerei e navali in grado di rispondere ad una vasta gamma di eventualità, molte delle quali sono imprevedibili. Essi saranno di qualità, quantità e prontezza sufficienti ad esercitare un'azione deterrente su un attacco limitato e, se necessario, a difendere il territorio degli Alleati contro gli attacchi mossi contro di loro, con particolare riferimento a quelli lanciati senza un lungo periodo di preavviso;
    2. Le forze alleate saranno strutturate in modo da consentire l'aumento delle loro capacità militari, se necessario. Tale possibilità di aumento - attraverso il rinforzo, la mobilitazione delle riserve o la ricostituzione delle forze - deve essere proporzionale alle minacce potenziali alla sicurezza dell'Alleanza, compresa la possibilità - sebbene improbabile, ma che la prudenza impone di non escludere - di dover far fronte ad un grave conflitto. Di conseguenza le capacità per un tempestivo rinforzo e rifornimento, provenienti sia dall'interno dell'Europa sia dall'America settentrionale, rivestiranno un'importanza fondamentale;
    3. Allo scopo di permettere risposte controllate, flessibili e tempestive, in grado di ridurre e di eliminare le possibili tensioni, dovranno essere sviluppate appropriate strutture di forze e procedure, tra l'altro quelle che dovrebbero fornire la capacità di accrescere, schierare e movimentare le forze rapidamente e selettivamente. Queste predisposizioni dovranno costituire oggetto di esercitazioni periodiche in tempo di pace;
    4. Nell'ipotesi in cui si dovesse fa uso delle forze, compreso lo spiegamento di forze di reazione e di altri rinforzi disponibili quale strumento di gestione delle crisi, le autorità politiche dell'Alleanza eserciteranno, come in passato, uno stretto controllo sul loro impiego in tutte le fasi della crisi. Le procedure esistenti verranno riesaminate alla luce delle nuove missioni e del nuovo assetto delle forze dell'Alleanza.

Caratteristiche delle forze convenzionali

  1. E' essenziale che le forze militari alleate dispongano di una capacità credibile di adempiere le loro funzioni in tempo di pace, di crisi e di guerra, in modo rispondente al nuovo quadro di sicurezza. Ciò dovrà riflettersi nei livelli di forza e di equipaggiamenti; nella prontezza e nella disponibilità; nell'addestramento e nelle esercitazioni; nelle scelte di spiegamento e di impiego; nelle capacità di accrescimento delle forze, che andranno tutti adeguati di conseguenza. Le forze convenzionali alleate comprenderanno, oltre alle forze di reazione immediata e di quelle di reazione rapida, delle forze di difesa principale, che forniranno il grosso delle forze necessarie a garantire l'integrità territoriale dell'Alleanza e il libero uso delle proprie linee di comunicazione; e delle forze di incremento, che costituiranno uno dei sistemi per potenziare le forze esistenti in una particolare regione. Le forze di difesa principale e quelle di incremento comprenderanno sia elementi in servizio attivo sia elementi soggetti a mobilitazione.
  2. Le forze terrestri, navali ed aeree dovranno cooperare strettamente, unirsi ed assistersi reciprocamente nelle operazioni miranti a raggiungere obiettivi concordati. Esse comprenderanno:
    1. delle forze terrestri, che sono essenziali per acquisire o riconquistare territorio: la maggior parte di esse sarà normalmente tenuta a più bassi livelli di prontezza, facendo nel complesso maggior affidamento sulla mobilitazione e sulle riserve. Tutte le categorie di forze terrestri dovranno disporre di una capacità operativa credibile ed evidente e di una capacità di spiegamento flessibile adeguatamente incrementata;
    2. delle forze navali, che, in ragione della loro intrinseca mobilità, flessibilità ed attitudine a condurre operazioni prolungate, forniscono un importante contributo alle varie scelte di risposta alle crisi da parte dell'Alleanza. Le loro missioni fondamentali consistono nel garantire il controllo dei mari allo scopo di salvaguardare le linee di comunicazione marittima degli Alleati, nel sostenere le operazioni terrestri e anfibie e nel proteggere lo spiegamento del deterrente nucleare imbarcato dell'Alleanza;
    3. delle forze aeree, la cui capacità di adempiere ai loro ruoli fondamentali sia nelle operazioni aeree indipendenti sia in quelle combinate (di controaviazione, di interdizione aerea e di sostegno aereo offensivo), nonché di contribuire ad operazioni di sorveglianza, ricognizione e guerra elettronica, è essenziale per l'efficienza complessiva delle forze militari alleate. L'importanza del ruolo loro affidato nelle operazioni di sostegno terrestre e marittimo richiederà appropriate capacità di trasporto aereo a lunga distanza e di rifornimento in volo. Le forze di difesa aerea, comprensiva di sistemi moderni di comando e controllo aereo, sono necessarie per assicurare la difesa dalle offese aeree.
  3. Alla luce dei rischi potenziali che pone, la proliferazione dei missili balistici e delle armi di distruzione di massa dovrebbe essere oggetto di speciale considerazione. La soluzione di questo problema richiederà l'adozione di criteri complementari, che includano, ad esempio, il controllo delle esportazioni e difesa missilistiche.
  4. La strategia dell'Alleanza non prende in alcuna considerazione una capacità di condurre attività di guerra chimica. Gli Alleati continuano ad impegnarsi per giungere al più ,presto possibile all'interdizione globale, onnicomprensiva ed efficacemente verificabile di tutte le armi chimiche. Tuttavia, anche dopo l'attuazione di una interdizione globale sarà comunque necessario mantenere precauzioni di natura puramente difensiva.
  5. Nel nuovo quadro di sicurezza e in relazione ai più bassi livelli complessivi di forze del futuro, la capacità di lavorare assieme a stretto contatto - che faciliterà l'uso più efficiente delle risorse dell'Alleanza in termini di costo-beneficio - si dimostrerà un elemento particolarmente importante per il conseguimento delle missioni affidate alle forze alleate. A tale riguardo risulteranno essenziali i meccanismi di difesa collettiva dell'Alleanza; tra questi, per gli Alleati coinvolti, il ruolo chiave è svolto dalla struttura militare integrata, comprese le forze multinazionali. Nello stesso modo, a mano a mano che verranno sviluppate nel contesto dell'identità europea di difesa in via di formazione, le strutture integrate e multinazionali europee svolgeranno un ruolo altrettanto importante, e via via sempre più importante, per il rafforzamento della capacità degli Alleati di operare insieme per la difesa comune. Gli sforzi degli Alleati per conseguire la massima cooperazione saranno basati sugli orientamenti comuni per la difesa in precedenza definiti. Saranno sviluppate delle predisposizioni pratiche per assicurare la mutua trasparenza necessaria e la complementarietà tra l'identità europea di sicurezza e l'Alleanza Atlantica.
  6. Per essere in grado di rispondere con flessibilità ad un'ampia gamma di eventualità possibili, gli Alleati interessati avranno bisogno di efficaci strumenti di sorveglianza e di informazione, di strutture flessibili di comando e controllo, di mobilità all'interno e tra le regioni e di appropriate capacità logistiche, tra l'altro di trasporto. La disponibilità di materiali accantonati dovrà essere sufficiente ad alimentare tutti i tipi di forze esistenti, in modo da garantire l'efficace condotta della difesa sino a che saranno attivati i normali canali di rifornimento. La capacità di accrescere la disponibilità di forze adeguatamente equipaggiate ed addestrate, in modo tempestivo e ad un livello appropriato a qualunque rischio per la sicurezza dell'Alleanza, fornirà anch'essa un contributo essenziale alla gestione delle crisi e alla difesa. Questa capacità comprenderà la possibilità di far affluire rinforzi in qualunque zona a rischio nell'ambito del territorio alleato e di stabilire una presenza multinazionale quando e dove necessario. Elementi di tutte e tre le categorie di forze saranno predisposti per essere utilizzati in maniera flessibile quali parti di un rinforzo sia intraeuropeo sia transatlantico. La corretta utilizzazione di tali capacità richiederà il controllo delle linee di comunicazione necessarie, nonché le appropriate predisposizioni addestrative e di sostegno. In questo contesto, infine, anche le risorse civili acquisteranno maggior rilevanza.
  7. Per gli Alleati interessati, le predisposizioni di difesa collettiva della NATO si affideranno in maniera crescente a forze multinazionali, che integreranno gli impegni nazionali nei confronti della NATO. Le forze multinazionali dimostrano la determinazione dell'Alleanza a mantenere una difesa collettiva credibile; accrescono la coesione dell'Alleanza; rafforzano la collaborazione transatlantica e irrobustiscono il pilastro europeo. Le forze multinazionali, in particolare quelle di reazione, rafforzano la solidarietà. Esse rappresentano inoltre una diversa opportunità per schierare formazioni più robuste di quelle disponibili su base esclusivamente nazionale, consentendo in tal modo di utilizzare in maniera più efficiente le scarse risorse disponibili per la difesa. Ciò può rappresentare anche un'impostazione diversa, multinazionale ed altamente integrata, nei riguardi di compiti e funzioni particolari.

Caratteristiche delle forze nucleari

  1. L'obiettivo fondamentale delle forze nucleari alleate è politico: salvaguardare la pace e prevenire la coercizione e qualsiasi forma di guerra. Le armi nucleari continuano a svolgere un ruolo essenziale, in quanto impongono ad un eventuale aggressore l'indispensabile grado di incertezza in merito alla natura della risposta alleata ad un'aggressione militare. Esse dimostrano che un'aggressione, di qualsiasi tipo, non costituisce una scelta razionale. La suprema garanzia della sicurezza degli Alleati è fornita dalle forze nucleari strategiche dell'Alleanza, in particolare da quelle degli Stati Uniti; le forze nucleari indipendenti della Gran Bretagna e della Francia svolgono un proprio ruolo di deterrenza, contribuendo comunque alla deterrenza complessiva e alla sicurezza degli Alleati.
  2. Un assetto nucleare credibile dell'Alleanza e la dimostrazione della solidarietà alleata e del comune impegno per la prevenzione della guerra continuano a richiedere un'ampia partecipazione degli Alleati europei; il loro ruolo è infatti essenziale nella pianificazione collettiva della difesa nucleare, nell'ospitare le forze nucleari sul proprio territorio in tempo di pace e nelle predisposizioni relative al sistema di comando, controllo e consultazione. Le forze nucleari basate in Europa e assegnate alla NATO forniscono un collegamento politico e militare essenziale tra i membri europei e nordamericani dell'Alleanza; pertanto l'Alleanza manterrà in Europa adeguate forze nucleari. Tali forze debbono possedere le necessarie caratteristiche e presentare appropriate flessibilità d'impiego e capacità di sopravvivenza, in modo da essere percepite come un elemento credibile ed efficace della strategia alleata intesa a prevenire la guerra. Esse verranno mantenute al livello minimo sufficiente per salvaguardare la pace e la stabilità.
  3. Gli Alleati interessati ritengono che, con i cambiamenti radicali avvenuti nel quadro della sicurezza, tra i quali vanno compresi i livelli di forze convenzionali in Europa in relativo equilibrio e i tempi di reazione accresciuti, la capacità della NATO di sventare una crisi tramite mezzi diplomatici o di altro tipo o, in caso di necessità, di organizzare una difesa convenzionale efficace miglioreranno notevolmente. Risultano pertanto ancor più remote le circostanze nelle quali può essere contemplato l'eventuale impiego di armi nucleari, e di conseguenza, le loro forze nucleari sub-strategiche possono essere significativamente ridotte. Essi manterranno in Europa forze sub-strategiche adeguate per garantire l'essenziale collegamento con le forze nucleari strategiche, rafforzando così il vincolo transatlantico. Queste consisteranno unicamente in aerei a doppia capacità, che potrebbero, qualora necessario, essere integrati da sistemi fuori costa. In circostanze normali, comunque, le armi nucleari sub-strategiche non verranno schierate sulle navi di superficie e sui sottomarini d'attacco. Non vi è alcuna necessità di disporre di artiglieria nucleare o di missili nucleari a corto raggio basati a terra, ed essi verranno di conseguenza eliminati.

PARTE V - CONCLUSIONI

  1. Il presente Concetto strategico conferma la natura difensiva dell'Alleanza e la determinazione dei suoi membri a salvaguardare la loro sicurezza, sovranità ed integrità territoriale. La politica di sicurezza dell'Alleanza si basa sul dialogo, sulla cooperazione e su di una efficace capacità militare, quali strumenti che si rafforzano reciprocamente per preservare la pace. Facendo pieno uso delle nuove opportunità disponibili, l'Alleanza manterrà la sicurezza al più basso livello di forze compatibile con le esigenze della difesa. In tal modo l'Alleanza sta fornendo un contributo essenziale alla promozione di un ordine di pace duraturo.
  2. Gli Alleati continueranno a perseguire vigorosamente ulteriori progressi nel controllo degli armamenti e nelle misure di fiducia, con l'obiettivo di accrescere la sicurezza e la stabilità. Svolgeranno altresì un ruolo attivo nel promuovere il dialogo e la cooperazione tra stati, sulla base dei principi enunciati nella Carta di Parigi.
  3. La strategia della NATO conserverà la flessibilità necessaria per tenere conto degli ulteriori sviluppi del quadro politico-militare, compresi i progressi che saranno realizzati verso un'identità di sicurezza europea, e delle modifiche nei rischi per la sicurezza dell'Alleanza. Per gli Alleati interessati il Concetto strategico costituirà la base per gli ulteriori sviluppi della politica di difesa dell'Alleanza, dei suoi concetti operativi, dei suoi assetti di forze nucleari e convenzionali e dei suoi meccanismi di pianificazione collettiva della difesa.