Dinamite/All'operaio!

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All'operaio!

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Sirene Prima luce
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ALL’OPERAIO!

Non senti?
fievole nella notte un canto
s’innalza dalle massicce mura
e pian piano
s’espande
sulla città silente.
E’ un canto triste-bello
nostalgico-amoroso
da prima
..... poi forte-possente
pieno di speranza
saturo d’odio
armonico-sferzante.
E’ la canzone dei prigionieri
dei compagni tuoi
ingiustamente racchiusi
nell’orrido carcere tetro:
Forse per ricordare ai liberi
il sacrificio e il martirio loro
forse per incitare ancora
alla lotta senza quartiere
all’ultimo sangue
all’ultimo anelito
i fratelli sofferenti
sotto il giogo borghese
prima dell’agitato sonno
la voce elevano in coro

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col mistico rito
      .      .      .      .      .      .
..... cantano..... cantano
fino all’esaurimento
allo spasimo,
al rantolo.
Cantano indifferenti alle minaccie
del crudel custode.
Che importa la segreta?
che importa soffrire?
Ma sappiano almeno al di fuori
che non piegati dalla tortura vile
dell’aguzzino venduto
nè stanchine avviliti
dalla PRIGIONIA
sperano nell’AVVENIRE
nella giusta lotta.
Ma il cantico arrivi ai dubbiosi
conforto
ai forti comando
a proseguire
ai curvati dal bianco terrore
pungolo per rammentare
il sacro DOVERE
d’insorgere per la LIBERTÀ.
      .      .      .      .      .      .
      .      .      .      .      .      .
Luce grigiastra-cadaverica
L’immenso palazzo s’erge
spa ventoso-titanico
lottatore-atletico
contro l’albore che nasce
..... terribile MOLOK divoratore.

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Cessa il polifonico canto dei martiri
Soffro!
Soffro terribilmente
con angoscia
con disperazione.
Piango.....
      .      .      .      .      .      .
La città assonnata
non sà-non pensa.
Cielo sanguigno-purpureo
(immensa bandiera di fiamma).
Piazza calma-fredda-sterile
..... neppur oggi si fan le barricate!
Ma quando? quando?
Attendi forse staticamente-passivamente
la fame
la miseria
la galera
la morte,
la morte degli Eroi?