Donne e Uomini della Resistenza/Ginetta Moroni Sagan

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Ginetta Moroni Sagan

Nata a Milano nel 1925, deceduta nell'agosto 2000 ad Atherton, in California. Presidente onorario di Amnesty International.

Era ancora studentessa quando i fascisti, nel 1943, arrestarono i suoi genitori, entrambi medici. Il padre, cattolico, fu fucilato; la madre, ebrea, internata ad Auschwitz, vi morì. Ginetta Moroni entrò subito nella Resistenza come staffetta, la cui principale attività era quella di aiutare ebrei ed antifascisti a riparare in Svizzera. Catturata dalle Brigate Nere a Sondrio nel 1945, Ginetta (così, semplicemente, sarebbe poi stata conosciuta in tutto il mondo) restò nelle mani dei fascisti per 45 giorni. Sottoposta ad ogni sorta di violenze riuscì, nonostante le iniettassero anche sodio e pentothal, a non tradire i suoi compagni, che riuscirono a liberarla in modo rocambolesco, consentendole di tornare alla sua attività di corriere clandestino. Si calcola che Rosetta sia riuscita, sino alla Liberazione, ad assicurare la salvezza ad oltre 300 persone. Nel 1945 si trasferì a Parigi, dove un amico del padre le aveva offerto ospitalità per studiare alla Sorbona. Nella capitale francese conobbe Albert Camus e Jean-Paul Sartre, e nel 1951 incontrò anche un giovane medico americano, Leonard Sagan, che sposò e seguì in America. Qui Ginetta continuò il suo impegno fondando, a metà degli anni 60, proprio ad Atherton, il diciannovesimo gruppo statunitense di Amnesty International, dando grande impulso alle attività del movimento, che si batte per la difesa dei diritti umani nel mondo. Ginetta, nel 1994, ha ricevuto dalle mani di Bill Clinton la "Medaglia della libertà", la più alta onorificenza statunitense. Nello stesso anno, per onorare il suo impegno, Amnesty ha creato il "Ginetta Sagan Fund" contro gli abusi su donne e bambini. Nel 1996 Ginetta è stata nominata Grand'Ufficiale della Repubblica Italiana.