Donne e Uomini della Resistenza/Ivo Pasquinelli

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Ivo Pasquinelli

Nato a Jesi (Ancona) il 1° gennaio 1924, fucilato a Sforzacosta (Macerata) il 3 aprile 1944, operaio.

Aveva lavorato da ragazzo in una fabbrica di sedie ed era poi diventato operaio tornitore. Allorché nella sua zona cominciarono a formarsi i primi gruppi armati della Resistenza, Pasquinelli entrò in una formazione di Poggio San Romualdo. Il suo incarico era quello di dare ospitalità nella sua casa a soldati sbandati e a prigionieri alleati fuggiti dai campi di prigionia. Nel gennaio del 1944 il giovane operaio stava accompagnando, lungo la costa tra Porto San Giorgio e Porto Civitanova, alcuni piloti inglesi che si sarebbero dovuti imbarcare su un sommergibile degli Alleati mandato a prelevarli. Il gruppetto fu sorpreso e catturato da una pattuglia tedesca e il ragazzo fu portato a Macerata e rinchiuso nel carcere locale. Durante gli interrogatori il giovane disse orgogliosamente di essere "un partigiano combattente il fascismo". Tanto bastò perché fosse condannato a morte e fucilato nel campo di concentramento di Sforzacosta. Dopo la Liberazione, la sua città natale ha intitolato a Ivo Pasquinelli una via; anche un Circolo ARCI di Jesi porta il suo nome. In occasione del sessantesimo anniversario della riconquistata libertà, G. Frelli - con la collaborazione della Sezione ANPI della cittadina marchigiana - ha portato in scena al Teatro Studio San Floriano uno spettacolo dal titolo Alla macchia (storia di Libero, Francesco, Ivo, Eraclio e...) , che ripercorre la vita di Ivo Pasquinelli, Libero Leonardi , Francesco Contuzzi, Eraclio Cappannini e di altri giovani partigiani che si sono battuti contro il fascismo e si sono sacrificati per la democrazia.