Donne e Uomini della Resistenza/Piero Pajetta

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Piero Pajetta

Nato a Taino (Varese) il 7 febbraio 1914, caduto a San Giuseppe di Casto (Vercelli) il 24 febbraio 1944, impiegato, Medaglia d'oro della Resistenza.

Lavorava come ragioniere presso la Stipel di Novara quando fu mobilitato. Bersagliere in Libia, dopo il congedo e dopo un breve periodo di lavoro alla Banca di Luino, Piero Pajetta (cugino di Gian Carlo , di Gaspare e di Giuliano ) prese clandestinamente la via della Francia. Era il 1937. Piero accorre in difesa della Repubblica spagnola . Si batte con le Brigate Internazionali e il 18 marzo del 1938, durante la battaglia dell'Ebro, è ferito. Perde la mano destra e parte dell'avambraccio. Ripara in Francia, ma non rinuncia alla lotta. Quando i tedeschi superano la linea Maginot, Pajetta è tra gli organizzatori dell'FTP (Francs-Tireurs-et-Partisan). Dopo il 25 luglio 1943 torna in Italia e, nelle settimane successive all'armistizio, dopo aver formato i primi gruppi partigiani nel Savonese, è incaricato dal Comando generale delle Brigate Garibaldi, di portarsi nel Biellese per organizzarvi la resistenza armata. Per la sua esperienza e per il suo carisma, "Nedo" (questo il nome di battaglia), è subito eletto comandante della brigata Garibaldi "Biella" che ha come vicecomandante un altro garibaldino di Spagna, Anello Poma ("Italo"). È la seconda formazione garibaldina costituita in Piemonte ed opera nella Valle del Cervo sino a che, nel febbraio del 1944, dopo giorni di scontri con agguerriti reparti germanici appoggiati dai repubblichini, i partigiani di "Nedo" sono costretti a disperdersi. Lui non demorde. Il mese non si è ancora concluso e Pajetta, con un piccolo gruppo di compagni, è già nei pressi di Andorno per tentare di rimettere in piedi la formazione. In un bosco prossimo a San Giuseppe di Casto, "Nedo" è sorpreso da una pattuglia tedesca. All'intimazione di resa risponde sparando. Viene colpito, ma riesce a sottrarsi alla cattura. Morirà dissanguato, ai piedi di un cespuglio. Il suo corpo, sepolto dalla neve, verrà ritrovato il mese dopo, col disgelo. Da quel momento, la brigata Garibaldi "Biella" si chiamerà "Nedo". Sul valoroso partigiano, l'Associazione Elvira Berrini Pajetta ha pubblicato un libro di Luigi Moranino dal titolo Piero Pajetta, un combattente la per libertà.