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Edizione completa degli scritti di Agricoltura, Arti e Commercio/Appendice

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Lettera XXI Appendice II
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APPENDICE

IN CUI SI CONTENGONO

ALCUNI DOCUMENTI

CITATI NELL’OPERA

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I.

Statuti del Consolato della nobil arte della
seta, approvati con motu proprio dalla
Santità di N. S. Papa Benedetto XIV.

In Roma 1754. Nella Stamperia della R.C.A.
Si vendono nella libreria all’insegna di Pallade e Pasquino.


All’Eminentiss. e Reverendiss. Sig.

IL SIG. CARDINALE SILVIO VALENTI

della santita di n. s, segretario di stato
e camerlingo di s. chiesa

I Consoli e l’Università dell’Arte della Seta.

Così grande è il beneficio che l’università dell’arte della seta riconosce dall’Em. V. col nuovo sistema e regolamento introdotto nella medesima, che niuna cosa brama più ardentemente, quanto di poter co’ più illustri documenti, ed attestati di gratitudine eternarne la memoria. E perchè scorge, non potervi essere di una tal beneficenza documento più illustre, che la stessa saggia disposizione di leggi e di statuti fatti a pro dell'arte suddetta, perciò opportunamente ha giu[p. 396 modifica]dicato di non poter tessere all’Em. V. elogio maggiore, che col porre in fronte di questi statuti il nome della medesima, come di quello, ch’è l’autore di sì utile istituzione, e la di cui direzione e prudenza sono l’origine di tanto bene. In un tal sistema diretto allo avanzamento e perfezione delle nostre manifatture, al quale la Santità di N. S. si è degnata di far forza e stabilità di legge, può il mondo tutto ravvisare, quanto bene risulti ad uno stato, allorchè e’ venga governato da un principe tutto intento al bene de’ sudditi; e quando alle benefiche mire del regnante concorra, e si uniformi l’opera di ministri tali, i quali non solo colla volontà, ma eziandio coll’abilità, fedeltà e senno sappiano porre in uso tutti que’ mezzi ed espedienti, i quali contribuiscano ad ogni maggior vantaggio e comodo de’ sudditi.

E siccome una grandissima parte di questa felicità ne’ popoli e ne’ regni vien cagionata dal buon regolamento nel traffico e nell’industria degli abitanti, miglior sorte non poteva accadere a questo stato, per riprendere un buon avviamento di commercio, quanto il regolamento e la guida di V. Em., la quale ben conoscendo la grande importanza di questo punto, fra le altre [p. 397 modifica]cose utili ed opportune, ha fissata principalmente la mira sulle arti e manifatture, come in quelle cose, le quali sono sempre state riconosciute in un popolo come sorgenti di ricchezze. Or essendo questo stato al pari di qualunque altro capace per questa via a divenir facoltoso, e per l’attività de’ sudditi, e per la quantità e fertilità de’ generi, ch’egli produce; altro in vero non mancava al compimento di sua felicità, se non che si ponesse in pratica la giusta maniera di ricavare, mantenere e trarre profitto da queste dovizie. Ed ecco con ottima sorte, come vede ora in sè aperta una tale strada per opera dell’Em. V., i cui segnalati beneficj per non istar qui a rammentare ad uno ad uno, e per non annoverare tutte le providenze prese dalla medesima per l’accrescimento dello interno commercio di questo dominio, tanto coll’aumentazione, e buon regolamento in ogni genere di merci, che qui si produce, che colle estrazioni di esse, ed avanzamento di molti lavori e manifatture; e rivolgendo soltanto il pensiero a quello, che concerne l’affare della seta, può con tutta ragione asserirsi, che una tal disposizione sia quella, la quale venga quasi a coronare tutta la quantità delle altre cose operate in sollievo e [p. 398 modifica]beneficio delle arti e della mercatura. Ed in fatti, se ben si considera, questo capo di mercatanzia, tanto necessaria ad ogni sorta di persone, di tanto consumo nella Europa tutta, e che ha sempre impegnato, ed impegna il traffico e l’industria di parecchi stati; questa, sebbene dallo spazio di non più di un secolo in Roma introdotta, ed a piccoli gradi aumentata, si fosse poscia in questi ultimi tempi di molto accresciuta, non giungeva per altro a produrre l’effetto bramato; e ciò per difetto di buon sistema, col quale, secondo il costume d’altri regni, per via di leggi, d’ispettori e di magistrati venisse insieme ad invigilarsi alla buona qualità de’ lavori, ed a precludersi insieme la strada a quegli sconcerti ed abusi, che sono la rovina di tutte le arti.

Di dare adunque a tutto ciò gli opportuni ripari, è stata riserbata la gloria all’Em. V., la quale non meno per lo talento e perspicacia, di cui è dotata, che per l’esperienza ed uso di altri regni, ne’ quali essendosi con somma lode in servizio della S. Sede diportata, ed avendo saputo ritrarne le migliori cognizioni, ha fornito il corpo della nostra università di tali leggi, medianti le quali non solamente le manifatture della se[p. 399 modifica]ta, e l’arte di tesser drappi giugneranno sempre ad una maggior perfezione, si moltiplicheranno i lavori, toglierassi da molte persone l’ozio, ch’è la sorgente di tanti mali; ma verrà a rendersi florido e vantaggioso anche in questa parte il commercio del dominio Pontificio; e col risparmio di tanto peculio, che prima usciva dal medesimo, averassi la maniera di ricavar dalle mani de’ sudditi un gran profitto a simiglianza delle altre nazioni, che rendono per questa via doviziosi i loro regni.

A V. Em. per tanto, come a loro insigne benefattore e protettore, faranno alti encomj, ed applausi non solo quelli della sfera e ceto, che si esercita nella fabbrica dei drappi, vedendo coll’esclusione di ogni abuso aperta la strada alla perfezione de’ lavori; ma altresì quelle condizioni di persone, che hanno correlazione co’ medesimi, e che in qualunque modo nel lavoro della seta me desima impiegano la loro opera, le professeranno sempre memore e grata riconoscenza, per vedere in certo modo rassomigliato nell’operato dell’Em. V. il fatto di quel Romano dittatore, il quale dopo aver sedate le discordie, e dopo aver composte le differenze, che vertivano tra gli ordini e ceti [p. 400 modifica]diversi di quella repubblica, stabilì e fissò alcune leggi, e rimise in mano de’ Romani medesimi il governo di loro stessi. E sopra tutto potrà dirsi tra le altre cose con gloria di questo principato, e del regnante Sommo Pontefice quello che vien celebrato in questa parte della cura e provvidenza dell’imperadore Alessandro Severo, il quale, per far fiorire il commercio in Roma, non solo accordò a’ medesimi gran privilegi, e gli esentò da molti e gravi pregiudicj; ma provedendo anche al buon ordine, divise i mercanti, e gli operaj in differenti corpi di traffici e di mestieri, dando a ciascun di loro protettori cavati da’ loro corpi, e giudici particolari, i quali potessero aver conoscenza de’ loro affari. La qual gloria mentre sempre più crescerà a misura, che il felice regno di Benedetto XIV. coll’opera e vigilanza dell’Em. V. aggiugnerà ulteriori provvidenze in comodo e vantaggio del suo dominio, darassi anche ad altri occasione di contestare a V. Em. i più vivi sentimenti di riconoscenza, siccome noi ora col più umile e riverente ossequio facciamo; mentre col bacio della Sacra Porpora imploriamo la continuazione del suo possente patrocinio.