Elementi di economia pubblica/Parte seconda/Capitolo III

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Parte seconda - Dell'agricoltura politica

Capitolo III - Piano per i progressi dell'agricoltura

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23. Avendo noi accennato gli ostacoli che si oppongono ai progressi dell’agricoltura, ed indicati alcuni mezzi per toglierli, vedrà ognuno che i mezzi per incoraggire l’agricoltura saranno gli opposti a ciò che noi abbiamo chiamato ostacoli; sicchè lo studio delle scienze adiutrici, la cura della sanità, la protezione delle sostanze dell’agricoltore, l’istruzione idonea di quello, e più di tutto il buon valore de’prodotti che nasce dalla libertà e della concorrenza, saranno i mezzi valevoli per il progresso dell’agricoltura. Ma dovremo noi lasciare quest’arte nutrice del genere umano, base d’ogni opulenza e ricchezza, in balía d’una cieca a fortuita esperienza, ed appoggiata ad una fallace pratica di tradizione? Anni e serie d’anni esigono le diverse colture e miglioramenti delle terre, essendo queste dirette da un precipitoso interesse, dall’ostinata abitudine, dall’ignoranza che si limita al puro oggetto.

24. Sarebbe dunque utilissimo, che in questo secolo di luce e di ricerche una benefica filosofia rivolgesse l’attonito sguardo dai corpi celesti sulla terra che noi abitiamo, e che si riunissero tutti gli sforzi a svolgere gli oscuri progressi della vegetazione e della vita delle piante. In tanta pompa d’accademie con tanto sfoggio di titoli, nelle quali o si tessono armoniosamente inutili parole, o su d’un sasso corroso dal tempo, ove sono scolpiti i voti imbecilli d’un oscuro Romano, veglia assiderato antiquario; perchè appena alcuna se ne annovera nella nostra Italia, antichissimo seggio della dovizia della natura, dove si consacrino le veglie e le ricerche all’utilità permanente degli uomini, e per conseguenza all’aumento dei comodi e dei piaceri della vita?

25. Le accademie sono utili anche in quelle scienze che esigono una solitaria applicazione; esse in questo caso non aiutano le scoperte, ma eccitano l’emulazione, spandono i lumi, premiano le fatiche; sono poi utilissime e necessarie dove gli oggetti da esaminarsi e da conoscersi sono troppo varj e molteplici, dove si esige lunghezza di tempo e riunione [p. 282 modifica]di forze, dove il dispendio eccede le forze private, finalmente dove vi siano pregiudizj da superarsi, abitudini da vincersi, interessi opposti da riunirsi. Una accademia adunque d’agricoltura sarebbe la più utile al genere umano di quante mai fossero state.

26. Egli è difficile da ritrovare un privato, che alla inquieta curiosità delle ricerche unisca il coraggio di sacrificare per lungo tempo un terreno intorno ad esperienze utili ai progressi della scienza, ma dannose all’annuo di lui reddito, e delle quali la maggior parte deve riuscir vuota e frustranea, acciocchè dalla moltiplicità di quelle una se ne trovi utile e concludente.

Dippiù, tali esperienze non possono farsi in piccolo: errore commesso da tanti sperimentatori, per cui sfuggono quelle minute ma essenziali circostanze, che rendono poi fallace l’esperienza eseguita in grande. Noi non possiamo assicurarci d’avere conosciuta la natura in tutti li suoi aspetti, se non la tormentiamo e non cerchiamo di variarne i fenomeni in tal guisa, che si renda probabile che noi non abbiamo trascurato alcun dato essenziale.

27. In terzo luogo, la lentezza di tutti gli avvenimenti interessanti l’agricoltura sarebbe tale che le vite successive di più uomini non aggiungerebbero molto alla scienza medesima. È dunque necessario il concorso contemporaneo di molte azioni, acciocchè la lentezza dei successi e dei risultati, e la necessaria inutilità di varj tentativi sia ricompensata dalla celerità e dalla frequenza delle operazioni.

Finalmente, un’unione di persone che unitamente, secondo le particolari loro mire, coltivasse la scienza e ne comunicasse alla società i risultati, sarebbe piuttosto un aggregato fortuito di forze solitarie ed indipendenti, che un tutto riunito che operi colla massa di sè medesimo. Una così fatta riunione avrebbe l’utilità dell’emulazione, farebbe pompa d’un’utile erudizione, sarebbe una radunanza d’uomini dotti, non una società d’uomini utili. È dunque necessario che vi sia un piano ragionato di osservazioni e di esperimenti da farsi; è necessario che vi sian persone che dirigano questo piano, le quali sappiano la difficile arte di [p. 283 modifica]consultar la natura, di separare i contemporanei ma indipendenti fenomeni da quelli che realmente cospirano a produrre l’effetto; che sappiano dubitare delle più comuni e spiritose dottrine, le queli abbiano il raro talento di saper mettere alla portata del rozzo e diffidente agricoltore; in somma, che discendano sino ai più minuti dettagli, senza perder di mira la grandezza delle viste. Ma tutte queste massime, sulle quali dovrebbe esser fondata una tale istituzione, vogliono dalla protezione sovrana essere autorizzate e sostenute. Quando lo splendore della pubblica autorità diffondesi sulle private occupazioni degli uomini, queste si animano d’un nuovo vigore e d’una maggiore alacrità: la timida filosofia si rasserena ad un clemente sorriso del sovrano.

28. Dunque sarebbe utilissimo, primieramente, di riunire sotto un direttore sperimentato e filosofo un sufficiente numero di giovani colti e conoscitori de’differenti dettagli dell’agricoltura, alla quale unissero alcuni di essi una sufficiente cognizione della chimica e della meccanica, scienze che sono gli occhi dell’agricoltura, come dicesi che la geografia e la cronologia lo siano della storia.

Secondo. Dovrebbe avere questa società una sufficiente estensione di terreno a propria disposizione, e questa divisa in varj punti dello Stato, acciocchè si abbraccino le diverse situazioni nello stesso tempo che si farebbero in grande gli esperimenti, onde potessero essere sicuri del risultato, e la ritrosa abitudine dell’agricoltore fosse ridotta al silenzio.

Terzo. La prima operazione di questa virtuosa unione, affinchè non riescisse un vano cicalio ed un accozzamento di fortuita dottrina, sarebbe di formarsi l’anzidetto piano di concertate operazioni. Egli è anche perciò che io vorrei che ella fosse più composta di gioventù, che di persone d’un’età più provetta. Queste sono meno suscettibili di quella fratellanza e comunicazione di opere e di lumi, ordinaria al docile fervore degli animi giovanili. Nell’età più avanzata si va sempre più acquistando un amor proprio esclusivo ed una tenacità d’opinioni, per cui ciascuno riguarda l’altro con gelosia, con riserva, con critica. [p. 284 modifica]Per esempio, una delle principali operazioni sarebbe l’esame accurato della diversa qualità delle terre, e di qual genere di coltura fossero più suscettibili; la seconda potrebbe essere l’esame delle qualità degli ingrassi, e così successivamente. Bisognerebbe mischiare le terre con diversi generi di corpi e con dosi diverse, onde scoprire gli andamenti della natura ne’suoi diversi gradi di diminuzione e di accrescimento, e nelle diverse circostanze di approssimazione reciproca o di allontanamento di varj corpi, nel che consiste tutta l’arte dello sperimentare. Si dovrebbono esaminare le diverse parti e le diverse operazioni dell’agricoltura nelle differenti sue epoche, ne’varj suoi prodotti, nelle diverse preparazioni di questi, finchè arrivino allo stato di essere o consumati o lavorati. Così arriveremo forse a scoprire se l’aria sia il solo principio attivo della vegetazione, o se l’ingrasso non abbia altro uffizio che di somministrarne alle piante una maggior quantità; se le minime fermentanti ed attive particelle di questo non facciano altro che dividere le mollecule della terra; qual sia il vero alimento delle piante, se i sali, se gli olj, se la terra elementare, se l’acido nitroso diffuso per l’atmosfera. Non bisogna credere che queste siano sterili speculazioni. Scoperto il secreto della natura nei vegetabili, ne’quali un debol lume di vita comincia a scintillare a’limitati nostri sensi, forse arriveremmo a più grandi risultati nella vita animale più composta oscura. Ma invece di più oltre dilungarci su di ciò, che non è l’oggetto di queste ricerche, rifletteremo in cambio, che di mille operazioni sulla terra incerte e complicate ridurremmo l’arte a poche, semplici e sicure. Quanto poco sappiamo noi intorno alla postazione, quanto poco sui diversi metodi d’irrigazione e sulla preparazione degl’ingrassi, e quanto poco noi sappiamo servirci dell’elastica forza dell’aria, principio sviluppatore di tutti i germi che circolano sulla terra!

29. Sarebbe ancora, secondo il mio avviso, incumbenza d’una tale società quella di discendere a tutte le informazioni che si possono avere intorno alle diverse colture del proprio paese, di non isdegnare l’intralciata loquacità del rozzo villano, e di rendere palpabili e toccanti, per così dire, le più sublimi verità fisiche; di comporre catechismi ed istruzioni ridotte ad espressioni sensibili, in modo che siano adattate alle più infime intelligenze non avvezze alla complicatezza dei nostri ragionamenti ed all’oscurità de’dotti significati, onde le più utili verità sono per lo più dalla pompa magistrale velate e nascoste. Potrebbe finalmente una tale società distribuire ed aggiudicare i premj che si destinerebbero dalla sovrana munificenza all’indefesso e sagace agricoltore; così acquisterebbe forse un’interessata fiducia, la quale sarebbe necessaria perchè fossero secondate dalla moltitudine le di lei operazioni.